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Si può essere “talebani” dell’allattamento fino a far sentire inadeguata una madre?

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2013-07-15-17.03.53-768x1024L’allattamento: quanto amore, quanta salute per mamma e bambino quanto….stresss!!!
Io personalmente l’ho vissuto poco (4 mesi) e molto probabilmente ho commesso l’errore di non coltivarlo bene fin dall’inizio visto che i bimbi non si volevano attaccare ma, oltre al mio ci sono altri casi (molti) in cui la donna non vive quel “magico momento” come si aspettava. Oggi  vi lascio con la riflessione di Manuela P. un’altra mamma che come me, ci tiene a ricordare che la maternitá, cosí come la gravidanza e l’allattamento appunto, non è sempre quel mondo fatato di cui tanto si sente parlare.

Prima di lanciarmi nel raccontare la mia avventura tengo a premettere, perché ci tengo davvero, che le ostetriche sono una risorsa preziosa che, nonostante tutto, serve davvero tantissimo alle neo mamme incasinate come me. Io ne ho incontrate diverse, professionali e dolcissime. Una in particolare stupenda: decisa, forte e concreta. Certo, anche un bagno di realtà, a volte, sarebbe utile.

Non sono mai stata una donna “nataperfarelamamma”, anzi. Quando ho scoperto di essere incinta (e non è successo per caso) la mia reazione di gioia immensa, le farfalle nello stomaco, il cuore a mille si sono concretizzati in un: “Oh cazzo”.

Mi sono detta e ho ripetuto fino alla nausea a chi mi conosceva che mai e poi mai sarei diventata “una di loro”. Una di quelle mamme invasate e affette da mamite cronica. Mai.

Con la mia panzona gigante e un atteggiamento piuttosto scettico ho cominciato a frequentare un corso preparto durante il quale si è ovviamente parlato di allattamento.

Forse il termine “parlare” non rende l’idea. Riformulo: durante il corso è stato effettuato costantemente e puntualmente un vero e proprio lavaggio del cervello in merito all’importanza, ma che dico, alla sacralità dell’allattamento. Un continuo tarlo ripetuto fino alla nausea: i benefici dell’allattamento, la comodità, la facilità, l’ovvietà dell’allattamento.

In diverse mamme ci siamo dette (di nascosto per carità!) che stavano esagerando, che a noi non ci avrebbero fregato: “Siamo cresciute in tante a latte artificiale (la sottoscritta al 100%) e nessuna di noi è obesa/malata/allergica/menomata o deficiente”. Ce lo siamo ripetute nei corridoi, nelle pause pipì (molte) e nelle pause caffè (poco). Leggi il resto di questa voce

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BAMBINI IN AEREO TRA ORCHI E PRINCIPI AZZURRI

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viaggio-in-aereo-con-i-bambiniPrendere l’aereo soprattutto con Ryanair si sa, non è cosa piacevole. Prenderlo con Rayanair ed i gemelli è decisamente pericoloso.

Quando non avevo figli mi organizzavo cosí: cercavo di imbarcarmi tra le ultime persone in modo da poter evitare con scrupolosa attenzione quei sedili che si trovavano anche solo approssimativamente vicini a dei bambini o a gente apparentemente fastidiosa. Volare non mi piace e farlo tra strilli e cazzotti è ovviamente ancor meno piacevole. Detto questo peró, sono sempre stata una persona educata: se mi capitava il piccolo compagno di volo, me ne facevo una ragione e sparavo il volume delle cuffie a palla. Problema “risolto”.

Con Ale e Leo la situazione è cambiata. Ora devo:

– imbarcarmi tra i primi per poter prendere i posti migliori (ovvero quelli che mi danno almeno quei 5 cm di spazio in piú per far in modo di potermi giostrare con meno rabbia) e che consistano in almeno 4 sedute adiacenti.

–  assicurarmi di avere a portata di mano il bagaglio contenete utensili vari quali: giochi, un paio di pannolini di emergenza, il cibo, l’acqua, il golfino (per quando Ryanair inizierà a ibernarci), i ciucci, i dodi, le figurine, i libricini, i coccodrilli, ecc…

-osservare ed interpretare il volto di chi rischia di prendere posto accanto a noi: se mi sembra uno spaccamaroni lo avviso subito “se si siede qui non riuscirá a leggere, dormire, pensare agli affaracci suoi. Qui i miei, sono i suoi problemi per almeno un paio di ore“.

– individuare l’hostess apparentemente più gentile e premurosa (cosa difficilissima) per affidarle un pupo in caso io debba andare al bagno.

– Fatto questo, inzio la manipolazione del compagno di viaggio piú prossimo a noi. Lo devo plasmare al fine di renderlo amichevole, paziente e giocherellone (cosí magari me li intrattiene un pochino) e quindi inziano i sorrisini, i complimenti (per….l’orologio, maglione, ecc..). Se vedo che reagisce bene e sorride ai gemelli, allora gliene sgancio uno con la pretesa del “di ciao a questo signore…bravo…dagli un bacino..” (uso sempre Leo che ha la vocina piú tenera ed innocente….adolcisce di piú rispetto al brusco Ale). Una volta fatto tutto questo solitamente la persona si è già compromessa poichè ad una donzella gentile non puó che aver risposto in modo altrettanto cortese e quindi si è già fregata. A questo punto infatti, si sarà dimostrata cordiale ed aperta al “dolce” mondo dei bambini…cosa che gli renderà difficile trasfromarsi in orco cattivo pronto a lamentarsi per la furia delle prossime ore di volo.  Leggi il resto di questa voce

SCIALORREA: L’INCUBO DELLA MIA GRAVIDANZA

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Io con fazzoletti e borsettaNon posso non dedicare un post alla mia peggiore nemica di sempre, la peggiore con la P maiuscola.
La voglio far conoscere come la stronza che è, parlare male di lei tanto quanto si merita. Rovinarle la piazza per evitare il suo tremendo effetto sorpresa. E poi devo scrivere di lei perché le donne sappiano, siano consapevoli del rischio che corrono: tutti devono conoscere che cosa sia la sciallorea.

Quando una donna rimane incinta il suo corpo inizia a cambiare prima dentro e poi fuori. Questo lo sappiamo tutte e quasi tutte conosciamo anche le conseguenze del fenomeno: bruciori di stomaco, nausea, vomito, debolezza, fatica a respirare, ecc. Tra gli spiacevoli effetti della gravidanza ce n’è uno però che pochissime donne conoscono: la scialorrea appunto e la sua portata è talmente micidiale che proprio non mi capacito di come sia così poco conosciuta. A me, personalmente, se me l’avessero descritta prima, avrei prestato molta più attenzione per non rimanere incinta (:-P).

Ve la descrivo in “termini umani“, non medici, perché  se vi parlo di ormoni e saliva non rendo per nulla l’idea.  Ormoni appunto: maggiori quantitativi = ipersalivazione. Detta così sembra una cosuccia da niente ma nella realtà queste sono le conseguenze: ogni 5-10 secondi (non esagero) la bocca si riempie di un quantitativo di saliva tale da non poter essere ingerito. La si deve continuamente sputare e badate bene donne, non lo si puo fare con un secondo di ritardo rispetto all’istinto perchè se lo fate, allora arriva il vomito. Sì, avete capito bene: se non sputi ogni 5 secondi vomiti ogni 5 secondi. E’ come avere una bomba ad orologeria in bocca. Inoltre, elemento da non sottovalutare, la suddetta saliva non è quella normale no, no! Per intenderci è quell’acquetta morta che tutti abbiamo sperimentato pochi secondi prima di vomitare…solo che in quantitativi enormi. 
Conseguenza di questa ipersalivazione è il continuo sputacchio a cui una donna è sottoposta 24 ORE AL GIORNO! Io personalmente “Mi trovavo bene” con un fazzoletto di carta: ogni due o tre sputacchiate Leggi il resto di questa voce