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MI ACCORGO CHE CRESCONO PERCHÈ…

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pinacotecaUltimamente la velocitá di crescita dei gemelli mi sorprende sempre di piú: mi sembra sfuggano dalle mani come la sabbia tra le dita. La cosa mi piace, ma crea comunque un velo di ingiustificata malinconia…preludio della sindrome da nido vuoto.

Ad ogni modo, all’etá di tre anni e mezzo capisco che oramai non c’è piú traccia di cordoni ombelicali psicologici perchè:

– non vogliono darmi baci in pubblico (mamma dammelo dietro allo scivolo perchè altrimenti mi vedono)
mamma io sono grande e voglio una macchina grande: me la compri?..per piacere…
mamma a me piace questa macchina (e indica sempre Porche, Bugatti o Bentley)
mamma non faccio pipì qui altrimenti la gente mi vede il culo (non dicono piú culetto)
– dove stai andando? “da nessuna parte”
mamma tirati su la spallina della maglia che la gente ti vede nuda!
– si danno pacche sulle spalle come fanno gli uomini e dicendosi “Que pasa tìo?
– li sgridi, loro ti ignorano e dopo un po’, con tutta calma ti accoltellano l’autostima con “e a te balla il culo quando cammini!
– li porti in pinacoteca e loro degnano di attenzione solo un quadro: quello della donna nuda “perchè mi piacciono le tette” (?????)
– nella vasca da bagno li sento giocare al grido di “Nos tomamos una cercevza juntos?” (ci prendiamo un birra insieme) (WTF!!!)

Ok, è finito il tempo dei biberon, del dito in bocca e degli abbracci appiccicosi. È tempo di iniziare la disciplina anti maschio – mona.

VIVERE IN UNA CITTÁ TURISTICA, AL MARE, SIGNIFICA CHE…

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residenceOra vedo il mondo dei vacanzieri dall’altro lato della sponda e vi posso assicuarre che non è per nulla facile. Vivere in una cittá sul mare, dove il turismo la fa da padrone 9 mesi su 12 significa:

  • Avere la macchina ammaccata perchè baldi giovani (o vecchietti con la crisi di mezza età) perennemente ubriachi guidano come fossero piloti di rally
  • provare profonda invidia nel vedere orde di eleganti signorotti che giocano a golf mentre tu spazzi la terrazza dai kg di sabbia che il vento porta ogni giorno
  • ritrovarsi la propria città completamente fagocitata da auto impazzite che non sanno dove andare (lente) o se guidare sulla corsia di destra o sinistra (qui ci sono molti inglesi)
  • pagare “prezzi da inglesi” per una caña española
  • convincere Ale e Leo che quei “nuovi bambini” che sono venuti a vivere nel nostro residence fanno il bagno in piscina ai primi di aprile percè sono dei pazzi e non perchè l’acqua delle piscine sia giá tiepida.
  • Ritrovarsi in giardino a far giocare i tuoi figli con una bimba russa, 4 polacchi, 2 tedeschi, un brasiliano, due inglesi e solo uno spagnolo e vedere che i tuoi figli ripetono parole in lingue a te incomprensibili…
  • convincere i gemelli che no, noi le infradito e le canottiere non ce le mettiamo con 22 gradi
  • ritovarsi parcheggiata un’auto nel proprio posto garage. Incazzarsi come un’ape regina, stare li ad aspettare un quarto d’ora (con due gemelli che urlano spazzientiti) e poi vedersi arrivare un tecnico audio-visuale norvegese (bellissimo) che non parla spagnolo ma davanti alla cui bellezza noridca non puoi far altro che invitarlo a godere del tuo posto auto per tutto il tempo che vuole.