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Grazie Alle Etichette STIKETS Marchio (e Controllo) i Distratti di Ogni Etá!

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zaini(Messaggio sponsorizzato) Ci sono atteggiamenti che per quanto mamma cerchi di evitare, passano geneticamente di padre in figlio. Nel mio caso il papà aveva sole due caratteristiche che non era autorizzato a trasmettere alla progenie: la lentezza di reazione nei momenti di mia necessaria fretta e la tendenza assoluta allo smarrimento degli oggetti piú vari. Macchine fotografiche, chiavi della macchina, documenti, occhiali (da sole e non), fede nuziale…sono solo alcuni delle cose che Rafa ha perso e che mi hanno segnata nell’umore di una settimana.

Fatto: i gemelli sembrano aver ereditato entrambe le cause di squilibrio dell’umore familiare.

Sulla lentezza…non ho molto margine d’azione: se non vogliono ingranare la marcia giusta, rimaniamo bloccati sulla prima per ore ed ore. Per quanto riguarda invece la perdita degli oggetti, spero che il tempo li renda piú attenti e quindi meno somiglianti al padre.
Per ora hanno smarrito solo dei giochi, una tessera sanitaria ed una giacca, nuova.
Quest’ultimo caso peró mi ha dato particolarmente fastidio perchè concausa della perdita è stato l’atteggiamento poco onesto da parte di una mamma di un compagno di classe. La giacca infatti non è stata persa bensí rubata…Quando infatti i bimbi confondono le loro cose a scuola, la maestra le mette nel cesto degli oggetti smarriti in modo che i genitori li possano recuperare. Ora, se una giacca nuova, particolarmente carina (un bel regalo di Natale) cade accidentalmente in quel cestone…c’è qualche mamma che crede di poter far finta che sia sua.
Vi tralascio la guerra che è stata generata dall’evento e vi indirizzo invece sulla soluzione che ho deciso di adottare. Leggi il resto di questa voce

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MI ACCORGO CHE CRESCONO PERCHÈ…

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pinacotecaUltimamente la velocitá di crescita dei gemelli mi sorprende sempre di piú: mi sembra sfuggano dalle mani come la sabbia tra le dita. La cosa mi piace, ma crea comunque un velo di ingiustificata malinconia…preludio della sindrome da nido vuoto.

Ad ogni modo, all’etá di tre anni e mezzo capisco che oramai non c’è piú traccia di cordoni ombelicali psicologici perchè:

– non vogliono darmi baci in pubblico (mamma dammelo dietro allo scivolo perchè altrimenti mi vedono)
mamma io sono grande e voglio una macchina grande: me la compri?..per piacere…
mamma a me piace questa macchina (e indica sempre Porche, Bugatti o Bentley)
mamma non faccio pipì qui altrimenti la gente mi vede il culo (non dicono piú culetto)
– dove stai andando? “da nessuna parte”
mamma tirati su la spallina della maglia che la gente ti vede nuda!
– si danno pacche sulle spalle come fanno gli uomini e dicendosi “Que pasa tìo?
– li sgridi, loro ti ignorano e dopo un po’, con tutta calma ti accoltellano l’autostima con “e a te balla il culo quando cammini!
– li porti in pinacoteca e loro degnano di attenzione solo un quadro: quello della donna nuda “perchè mi piacciono le tette” (?????)
– nella vasca da bagno li sento giocare al grido di “Nos tomamos una cercevza juntos?” (ci prendiamo un birra insieme) (WTF!!!)

Ok, è finito il tempo dei biberon, del dito in bocca e degli abbracci appiccicosi. È tempo di iniziare la disciplina anti maschio – mona.

Il Miglior Regalo per la Festa della Mamma

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abbraccio mammaPer la festa della mamma, quando si è piccoli, è facile trovare un regalo: si inizia con lo scarabocchio (se papá ha un minimo di iniziativa) per poi passare al disegnino, al ritratto, ai fiori, alla maglietta….e via, via si passano in rassegna le mille possibilitá che il mercato offre. Lo si fa sempre con estremo amore.

Succede poi che anche tu diventi mamma e allora tutto si capovolge. Mentre ti emozioni per il primo scarabocchio che ricevi, inzi a ragionare su cosa regalare alla tua di mamma e quindi pensi a quello che vorresti che i tuoi figli ti regalassero quando saranno grandi. Le uniche opzioni che mi vengono in mente sono tutte impossibili da acquistare…

Quando saró una mamma “grande” credo vorró che i miei cuccioli con la barba mi regalassero solo le seguenti cose:

– se saranno lontani, un’intera giornata totalmente dedicata a noi
– se vivranno vicini a me, un’intera giornata dedicata solo a noi
– se saranno sposati, un’intera giornata solo per me.

In poche parole, dopo tanti anni di regali, solo in questi ultimi mi sono resa conto che per una mamma il vero ed unico regalo è il tempo passato insieme e l’avvolgente abbraccio – lungo e profumato – del proprio cucciolo. Una sorta di ritorno embrionale all’uno, all’indivisibile noi .

Tanti auguri a tutte noi!

VENEZIA STYLE! Come Non Perdere i Gemelli

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giro in gondolaVisto che questo mese di “vacanze” italiane lo sto prendendo come il periodo degli esperimenti, il 25 aprile, giorno di San Marco, ho avuto la geniale idea di andare con famiglia e bambini in gita a Venezia. Quale giorno migliore per visitarla in piena pace? Lontana da turisti o fedeli? Senza folle opprimenti? 😉
E invece no! Con mia grande sorpresa – fatta eccezione per il treno da trasporto schiavi sul quale abbiamo viaggiato stipati come solo le FS sanno fare – la sempre bellissima cittá di Venezia non era cosí affollata come credevo anzi, l’ho vista poco gremita.

Prima di partire peró la mia preoccupazione numero 1 erano i gemelli e la possibilitá di perderli tra la folla… Giá me li vedevo rincorrere piccioni o saltellare via in direzione dei ponti (li attraggono un sacco)…Per sentirmi quindi un po’ piú tranquilla decisi di mettere in atto due “mezzi di contenimento ansia/bambino“:

1) infilo nella tasca di ogni bimbo un fogliettino su cui c’era scritto “ Ciao, mi chiamo Leonardo/Alessandro e mi sono perso. Chiama la mia mamma a questo numero 328- – – – –

2) visto che le bretelle che usavo quando erano piccini oramai non hanno una lunghezza adatta alla loro necessitá di movimento, mi procuro due nastri di raso bianchi, di un metro e mezzo più o meno. Me ne lego un estremo ai jeans e l’altro ai loro pantaloni. Alla fine sembro una piovra con due lunghi tentacoli iperattivi e a forma di bambino. Leggi il resto di questa voce

ASSILLI AMICI E PARENTI PARLANDO DI TUO FIGLIO? ALLORA AIUTA ELENA!

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Elena T.Quand’ero all’Universitá, per ovvi motivi didattici, mi sono spesso dedicata all’elaborazione e all’analisi di indagini sociologiche e, in un caso in particolare ho sputato sangue e sudore per venirne a capo. Mi riferisco ovviamente alla tesi magistrale che ho portato a termine solo grazie ai numerosi volontari che si sono prestati gentilissimamente alle mie interviste qualitative (infiniti interrogatori ruba tempo al quale non avevano modo di sottrarsi una volta compresa la complessa e noiosa natura). Insomma…sono cosí grata a quelle pazienti persone che ho spesso pensato che prima o poi avrei dovuto restiture il favore prestandomi come intervistato.

Che centra tutto questo con il mio blog e con l’argomento che in esso la fa da padrone? Vi svelo il collegamento.

Elena è una studentessa dell’Universitá di Padova che sta svolgendo un’indagine sullo “Sviluppo del Bambino da 0 a 12 anni“. Si tratta di uno studio scientifico il cui obiettivo consiste nel creare una versione italiana del Developmental Profile 3, uno strumento che analizza i processi di sviluppo cognitivo dei bambini.

Partecipare all’indagine è a mio parere: un momento per riflettere sulle tappe vissute dai nostri figli, un motivo di impegno extrapersonale e soprattutto un segno di sensibilitá nei confronti dei poveri studenti italiani che, come sappiamo, hanno ed avranno molte gatte da pelare. Visto che a noi genitori piace sempre tanto parlare dei nostri figli, facciamolo in modo costruttivo ed aiutiamo Elena e la ricerca!

Tutte le indicazioni sul cosa, come e quando sono reperibili nel breve file che potete scaricare cliccando qui.

Per contattere Elena scirvi ad: elena.tonazzolli@studenti.unipd.it

Genitori…partecipate nuomerosi!
Elena fammi sapere come va 😉

 

Mia figlia ha sempre fatto cosí: non c’è nulla che non vada in lei.

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autismo IILa natura dell’essere genitore è davvero complessa: io lo associo ad un riccio pieno di spine dove ad ogni ago corrisponde un atteggiamento tanto tagliente quanto necessario. Se considerati nel loro insieme, gli aculei compongono l’animale il quale, non appena riconosce una minaccia, si chiude a palla lanciando verso l’esterno la parte peggiore di sè ma di cui non puó fare a meno.

Ogni genitore quindi, dall’iperprotettivo che tiene il figlio sotto una campana di vetro, al”facilone” che non teme nulla e per il quale tutto si fa un po’ alla buona, all’improntato sulle regole ed il rigore (io credo di appartenere a questa categoria ;-), a quello che vizia senza limiti, ecc…ogni modo di essere genitore coincide con un ago del riccio. Quando il genitore si sente osservato o criticato/analizzato, allora esaspera ancor piú il suo modo di essere giustifcandone le ragioni. Tutti infatti, abbiamo le nostre piú che buone motivazioni per avvallare il nostro modo di fare il genitore. Del resto, nessuno meglio di noi sa quello di cui ha bisogno nostro figlio.

A quest’ultima frase si potrebbero ovviamente muovere diverse obiezioni e recentemente ne ho avuto una chiara conferma. Insieme ad un’amica mi sono imbattuta in un genitore che fa parte della categoria “mia figlia non ha nessun problema. Ha sempre fatto cosí” e come ogni ago del ricco, quando abbiamo cercato di farle vedere le cose da un’altra prospettiva, lei si è chiusa ed ha drizzato l’ago della giustificazione che esaspera appunto un atteggiamneto giá sbagliato di partenza.

Spiego i fatti: una compagna d’asilo di Alessandro ha secondo la maestra che la segue, dei problemi di comportamento. Non guarda la gente negli occhi se non per brevi istanti, non usa un linguaggio normale all’etá di tre anni (solo articola suoni e ruomori incomprensibili) e non cerca il contatto con amici ed insegnanti. Inoltre, tende a giocare da sola ed in modo molto metodico (quasi tutti i giorni, per esempio: mette le sue bambole in fila sul divano e gli piazza una costruzione in testa. Vietato toccarle quella strana geometria o si arrabbia parecchio). Leggi il resto di questa voce

PEPPA PIG VA IN ITALIA (PIÚ O MENO..)

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Pochi giorni fa i bimbi stavano guardando un episodio di Peppa Pig. Il titolo della puntata era: “Peppa Pig va in Italia”. Non ho potuto evitare di guardarlo. I gemelli erano E- STA-SIA-TI: il protagonista di uno dei loro cartoni preferiti andava propio in ITALIA! Leo non stava nella pelle (e sul divano)…sghignazzava contento nella speranza (credo) di poter vedere sullo schermo l’Italia che conosce ed ama. Nonni compresi.

La famiglia di maiali sempre contenti vola quindi verso il Bel Paese. Appena scendono si stupiscono per l’ottimo clima ed il sole ammagliante. Fin qui tutto bene… Poco a poco peró, inziano a venire a galla i piccoli luoghi comuni che evidentemente si insegnano ai bambini fin da piccolissimi. Ecco quello che i 4 british pigs hanno constatato: Leggi il resto di questa voce