Questo è un nuovo progetto, non ancora ben definito e che spero di delineare grazie al vostro aiuto.

Ho recentemente avuto modo di parlare con una govane donna che, per motivi privati, ha dovuto trasferirsi in Afganistan. Lí ha avuto due bambini e l’esperienza non è stata facile nè dal punto di vista fisico nè psicologico. Prossimamente vi racconteró la sua storia, una storia che mi ha fatto riflettere molto e che è diventata il punto di partenza per questo nuova rubrica.

Diventare mamme non è facile anzi, ma affacciarsi alla maternitá in un contesto socioculturale molto diverso dal proprio puó davvero essere una dura prova di sopravvivenza. In questa sezione vorrei poter raccogliere piú storie possibili che mi aiutino ad espriemre un’altra faccia della maternitá quella che appunto prevede il brusco confronto tra cuore e cultura.
Se anche tu sei una mamma o un genitore italiano che ha vissuto la maternitá/paternitá in un paese la cui cultura, tradizione sociale, religiosa o politica ha profondamente segnato il tuo modo di concepire il rapporto con tuo figlio, scrivimi la tua storia. Se ti va di condividere ed arricchire il ventaglio di immagini che girano attrono al mondo della genitorialitá scrivi a 2gemelliribelli@gmail.com

Grazie!

I vostri racconti:

1) PARTORIRE IN PAESE O A LONDRA? LA STORIA DI ALESSANDRA
2) LA SCELTA DEL NOME? IN SPAGNA È UN PROBLEMA CHE NON ESISTE
3) FARE LA MAMMA (ITALIANA) IN UNGHERIA: LA STORIA DI SARA

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    • Grazie Claudia, gentilissima! mi sa che se non lo faccio attraverso i contatti della gente che conosco, questa rubrica farà moooooooolta fatica a decollare! Grazie quindi per il caro interessamento. Un abbraccio!

  1. Veramente veramente un blog divertente e che mi fa sentire a mio agio! Manuela 33 anni da 6 e mezzo a berlino con gemelli di due anni e due mesi… Nati a berlino

    Sto leggendo per la prima volta oggi che sono tranquilla il tuo blog e già il fatto di essere all estero e gestire tutto senza nonni coi gemelli mi fa essere empaticamente vicino a voi!

    Ti scrivo volentieri!

    • Grazie Manuela! Che bellissimo messaggio mi hai lasciata. SOno entusiasta del fatto che ti piaccia il blog, ma ancor piú contenta di sapere che vuoi condividere con noi la tua storia! Come vedi, questa sezione fa fatica a prendere il volo 😦 Confido quindi in un tuo racconto e spero di potermi ocnfrontare presto con te. Grazie ancora

  2. Ciao care, la mia storia è questa, ho fatto due gemelli a Roma, poi una bambina a Budapest e adesso, sempre in questa città, si attende il quarto cucciolo.

    Di fatto l’Ungheria non è tanto lontana culturalmente da noi, apparentemente non ho avuto a che fare con nessun conflitto etnico, grazie anche al fatto che da queste parti l’Italia risulta simpatica e amata.
    Ci sono però delle differenze di comportamento che possono infastidire o opprimere. Immagino soprattutto una mamma che dà alla luce qui il suo primo figlio e non ha un gruppo di connazionali a cui appoggiarsi.
    La prima cosa è il silenzio. I bambini vengono educati a non far casino, gli adulti sono silenziosi e, visti nell’insieme, danno la forte impressione di un paese immusonito, che “non sa divertirsi”, per dirlo con un luogo comune.
    Me ne accorgo tornando in Italia, dove mi incanto a veder chiacchierare e ridere i signori al bar, perché qui non succede.
    Un’altra cosa, molti adulti ungheresi hanno la tendenza accentuata alla pedanteria, a fare la predica e “bacchettare” gli estranei, non solo altri adulti ma anche ai loro bambini.
    è notorio che in Italia in genere non si sgrida né si tocca un bambino che non sia il proprio, fosse anche il più delinquente e violento individuo, al massimo ci si dà all’alterco e agli insulti col suo genitore. Qui invece il ficcanaso di turno come niente ti strapazza il figlio, a freddo, per pignoleria più che per ottenere un qualche risultato.

    Questo popolo comprime la rabbia, al contrario nostro che invece esplodiamo, ed entrambi i comportamenti possono essere sgradevoli.
    Noi italiani abbiamo un gran senso della comunicazione e del divertimento comune, ma anche una certa tendenza alla violenza e allo schiamazzo. La differenza non è sottile.
    Un esempio per tutti: se qui si viene invitati a una festa di compleanno si lascia lì il figlio e si viene via, non si rimane a fare quattro chiacchiere coi padroni di casa. Per noi al contrario, se non fai le chiacchiere rituali sei un cafone.
    Metti sopra a questa scena di fredda calma un cielo grigio per molti mesi all’anno..

    Tutto questo fa si che per una mammina è difficile fare nuove amicizie, tra l’ostacolo formidabile della lingua e questi suddetti modi di fare che scoraggiano la comunicazione. Serve armarsi di un bel sorriso, impegnarsi a parlare, non intristirsi e avere pazienza. è molto spesso un’armatura che nasconde persone ben intenzionate.

    Diversi italiani che conosco, viventi qui ma destinati a tornare in Italia, disprezzano questo paese e non imparano la lingua. Lo trovo un comportamento stupido e superbo.
    Posso capire che un paese di musoni, nel quale si mangia il grasso di maiale e altre cose orribili, non esistono i broccolett, il radicchio, le zucchine romanesche, pesce finocchi e carciofi solo a peso d’oro, possa dare una grossa delusione iniziale, ma ci sono le cose belle:
    Parchi giochi recintati, senza una cicca nè un fumatore, con sabbia e giochi d’acqua e i bambini nudi e liberi di bagnarsi.
    Proposte, programmi, spettacoli e iniziative per bambini di ricchezza e bellezza inaudita.
    Studio della musica diffuso.
    Offerta sportiva fantasticamente variata.
    Scuole ottime, educazione ad altissimi livelli, nella quale spesso sport, attività culturali e musicali sono integrate!
    Ad esempio i miei due maschietti, a scuola, senza che io debba accompagnarli per mezzo pomeriggio e scocciarmi negli spogliatoi, fanno ginnastica ogni giorno, nuoto una volta alla settimana e scuola calcio due volte a settimana. Vi assicuro che non basta a stancarli, ma basterebbe a stancare me!

    spero di avervi dato qualche spunto!!

    Sara

  3. Bellissima iniziativa! Mi fa molto piacere leggere storie diverse e poi belle come un romanzo! Sara ha una forza incredibile!!! Quattro figli e in Ungheria, che a me fa pensare ad un posto esotico, lontano e diverso e invece lei ne ascolta la musica, si fa prendere per mano e balla la vita con vita.
    Come siete belle ragazze mie!

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