Archivi categoria: Opinioni

Pezzi di Bambino: lo Sfogo

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indexUltimamente non si fa che leggere delle controindicazioni della messa online delle foto dei minori e la cosa mi tocca parecchio. Non tanto perchè io ho scelto (per una serie di ragioni che non vi sto ad elencare) di pubblicarne comunque qualcuna ma per “colpa” di quelli che invece decidono di non farlo.

Ogni posizione è rispettabilissima e non giudicabile e per questo mi astengo dal prendere una o l’altra posizione, ma vorrei solo far riflettere quegli amici o conoscenti similsocial che decidono di NON pubblicare foto dei figli ma  di riempirmi la bacheca di pezzi di bambino.

Scusate, ma non si puó vedere: mani che stringono mani, sorrisi a distanza piú che ravvicinata che quasi gli scrutiamo la prima carie, occhi singoli inquietanti, boccoli posteriori che a fatica si distinguono e a volte sembrano pezzi di pelo di animali piú svariati per non parlare dei bellissimi (certo) ma pur tutti uguali piedi da taglia 18 ed oltre.
Di un paio di amici ho davvero la collezione di foto che ritraggono il processo di crescita dei piedi del pupo ed ovviamente delle relative calzature colorate e supersimpatiche.

Ora, lo so che un paio di amici mi diranno “ma possiamo pubblicare quel che ci pare?“. Sí, fatelo pure…peró a me, questo puzzle di bambino mi annoia parecchio e soprattutto non ne capisco il senso: piedi, mani e parti varie sono tutte uguali se prese singolarmente e “staccate” dal contesto. Quando apro FB – visto che i miei amici sono tutti in fase riproduttiva – la bacheca sembra il mercato dei pezzi dei bambini…

Ora, detto questo, i vostri cuccioli, presi nel complesso, li adoro tutti ma… meno pippe mentali e piú coerenza.
Giornata acida, lo so 😉

FARE LA MAMMA (ITALIANA) IN UNGHERIA: LA STORIA DI SARA

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bandiera ungheriaGenitori Italiani nel Mondo è un progetto a cui tengo molto. Dovendo peró fare riferimento alle esperienze di chi legge il blog è davvero molto difficile trovare qualcuno che: mi legga, abbia le caratteristiche richieste e sia disposto a condividere la sua storia.
In questo panorama quindi sono davvero al settimo cielo quando qualcuno mi contatta per dare il suo prezioso contributo!

Oggi è quindi il momento di Sara, una gentilissima donna che dall’Ungheria ci racconta le sue difficoltá in qualitá di mamma italiana che vive in un paese che non sposa le “sfumature culturali” del nostro Paese.  Vi lascio quindi con il suo resoconto: buona lettura e grazie ancora a Sara!

Ciao cari, la mia storia è questa, ho fatto due gemelli a Roma, poi una bambina a Budapest e adesso, sempre in questa città, si attende il quarto cucciolo. Leggi il resto di questa voce

CUORE DI MAMMA…E DI NONNA

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gustav_klimt_9Pochi giorni fa mi ha scritto NONNADIETROILVETRO e allora mi sono tuffata nel suo delizioso blog alla ricerca di un punto di vista diverso. Io sono una mamma che vive all’estero lontana dalla famiglia, lei una nonna che vive in Italia, lontana da figlia e nipotina. Leggendo i suoi post che sono delle squisite pillole di amore, non ho potuto non riflettere su un paio di aspetti:
una mamma è sempre mamma, anche quando passano gli anni ed i figli sono grandi e totalmente indipendenti (aspetto che si traduce alla perfezione nelle descrizioni/racconti di Nonnadietroilvetro)
una mamma, se è nonna, è ancora piú Mamma anzi, mamma al quadrato.

E allora non posso non pensare alla mia di mamma…Una donna che si è avvicinata al computer ed internet solo per imparare a vederci e sentirici via Skype; che si è fatta il suo corso d’informatica solo per riuscire in questa missione e che ora, dall’alto della sua competenza, deve comunque aspettare giorni e a volte settimane prima di riuscire a vederci online. La colpa è sempre mia che, tra impegni vari e gemelli indiposti, non le posso garantire i contatti che vorrebbe. Leggi il resto di questa voce

BAMBINI FOTOMODELLI SI O NO? AIUTATEMI!

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bambini modelliOggi lancio alla massa una semplice questione etica: far fare ai bimbi delle fotografie commerciali e venderne i diritti, è cosa buona o no?

Vi spiego: una delle mamme del parco (appuntamento quotidiano oramai divenatato quello che hai tempi dell’universitá era lo spriz time al bar con gli amici) mi sta spingendo affinchè inscriva i gemelli ad un’agenzia di modeling di Marbella. Suo figlio è giá operativo nel settore e lei dice di essere contenta perchè sta accumulando un gruzzoletto di risprami per il bimbo stesso in modo facile, a suo dire divertente e poco impegnativo.

La possibilitá di avere un introito “comodo” da mettere da parte come prima base di scurezza economica per Ale e Leo mi sembra ovviamente cosa buona, ma il fatto di “usare” i bimbi senza sapere che cosa vorrebbero loro, non mi convince molto. In poche parole non so cosa fare. Potrei anche buttarmici e vedere come va, qual’è l’impegno richiesto e come vivono l’esperienza e poi decidere se continuare. Leggi il resto di questa voce

ETERO O OMOSESSUALE? Come crescere dei figli “libera-mente”

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bambini e omosessualitáDelle scelte inclinazioni sessuali che i miei figli vorranno fare da adulti non me ne importa un ficco secco, quello che peró vorrei davvero cercare di evitare è condizionarli nel processo di presa di coscienza di quello che sono e che saranno.

L’omosessualitá ha avuto nella mia vita, una percentuale di rappresentanza davvero irrisoria: non ho famigliari dichiaratemente gay, non ho vissuto in grandi cittá dove magari potevo avere maggiore riscontro del “fenomeno” e non ho nemmeno cosí tanti amici che mi abbiano sensibilizzata alla questione. Provengo inoltre da un contesto socio culturale che non è proprio dei piú aperti nei confronti di omosessuali ed Leggi il resto di questa voce

PANNOLINO…1 O 2?

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imagesQuesta volta vi chiedo consiglio: o donne che sapete, che avete giá fatto, che siete esperte aiutatemi!
É giunto il temitissimo momento di togliere il pannolino ad Ale e Leo.
Credo sia La Sfida degli ultimi due anni perchè conosco il mio livello di tolleranza contro lo sporco (inesistente), la pazienza (bassissima) e la loro abilitá di adattattasi ai cambiamenti (pari alla velocitá del padre: lenti, lentissimi). Prevedo quindi che sará dura.

La pipì mi spaventa 4 su una scala da 1 a 10 mentre la cacca, ovviamente, si posiziona al numero 10 e, badate bene, non perchè mi faccia ribrezzo doverla pulire, ma perchè me la immagino di giá spalmata su divani, sedie, scarpe, giochi, tappetini, ecc…

In asilo mi stanno ovviamente demotivando: secondo loro non dovrei ancora toglierlo sto benedetto pannolino poichè “le mamme hanno sempre fretta di farlo e non considerano se il figlio sia effettivamente pronto fisicamente e psicologicamente“. C’è da dire che la maestrina, dovendo badare a 15 bambini, puó anche essere compresa: due gemelli spalma-cacca e idropipí potrebbero nonn essere d’aiuto nelle sue mattinate, ma a mio parere 27 mesi di vita sono sufficienti per il grande passo. E poi ho anche voglia di iniziare a risparmiare un po’ di soldi e gravare meno sull’inquinamento da pannolino.

La questione è la seguente: dopo una settimana di intortamento psicologico, Ale e Leo hanno concluso che il water non gli piace e che il pannolino è molto, ma molto piú comodo (iniziamo bene, no?). Non ne vogliono sapere di fare la pipí lì e tanto meno di mettersi sopra per aspettare e spingere Leggi il resto di questa voce

UN GRUPPO DI FIGLI ADOTTIVI SCRIVE A GEMELLIRIBELLI

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bambini impauritiCi sono momenti nella vita in cui uno finsice col sentirsi colpevole quando le sue iniziali intenzioni erano le piú buone.

Quando ho creato la sezione “Menú genitori” non sapevo che il tema dell’adozione lo avrebbe praticamente dominato. Ed invece è sucesso proprio questo: che delle mamme adottive hanno voluto condividere con me e con voi storie fatte di sofferenze, speranze e gioie; storie in cui si sono messe a nudo. La condivisione, a mio parere, serve sempre a metabolizzare i momenti della propria vita e sebbene il confronto “parto-adozione” non sia lineare e diretto, alcune di queste mamme hanno sentito di aver vissuto l’attesa di un bambino non geneticamente loro, come una sorta di gestazione psicologica che hanno poi condiviso attraverso il mio blog.
Le loro sono state storie piene d’amore: un amore che hanno felicemente potuto riversare sui loro piccoli venuti da lontano. Un amore che io leggo con trasporto ma che, a quanto pare, non è stato ugualmente ben interpretato da altri occhi.

Oggi ho ricevuto un’email. È scritta da un gruppo di figli adottivi. Il loro messaggio è forte ed importante, ma allo stesso tempo un  po’ duro poichè, anche se senza alcun riferimento personale, “attacca” chi  ha raccontato quelle storie senza, a loro detta, considerare il punto di vista di chi viene adottato. Per ora riporto il testo della loro email nella speranza che possano cogliere il mio invito a raccontarci cosa sia l’adozione vista dagli occhi dei bambini.

Ovviamente, tutte quelle mamme e papà che hanno raccontato le loro storie attravrso GemelliRibelli si sentano liberi di rispondere. Leggi il resto di questa voce