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MI ACCORGO CHE CRESCONO PERCHÈ…

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pinacotecaUltimamente la velocitá di crescita dei gemelli mi sorprende sempre di piú: mi sembra sfuggano dalle mani come la sabbia tra le dita. La cosa mi piace, ma crea comunque un velo di ingiustificata malinconia…preludio della sindrome da nido vuoto.

Ad ogni modo, all’etá di tre anni e mezzo capisco che oramai non c’è piú traccia di cordoni ombelicali psicologici perchè:

– non vogliono darmi baci in pubblico (mamma dammelo dietro allo scivolo perchè altrimenti mi vedono)
mamma io sono grande e voglio una macchina grande: me la compri?..per piacere…
mamma a me piace questa macchina (e indica sempre Porche, Bugatti o Bentley)
mamma non faccio pipì qui altrimenti la gente mi vede il culo (non dicono piú culetto)
– dove stai andando? “da nessuna parte”
mamma tirati su la spallina della maglia che la gente ti vede nuda!
– si danno pacche sulle spalle come fanno gli uomini e dicendosi “Que pasa tìo?
– li sgridi, loro ti ignorano e dopo un po’, con tutta calma ti accoltellano l’autostima con “e a te balla il culo quando cammini!
– li porti in pinacoteca e loro degnano di attenzione solo un quadro: quello della donna nuda “perchè mi piacciono le tette” (?????)
– nella vasca da bagno li sento giocare al grido di “Nos tomamos una cercevza juntos?” (ci prendiamo un birra insieme) (WTF!!!)

Ok, è finito il tempo dei biberon, del dito in bocca e degli abbracci appiccicosi. È tempo di iniziare la disciplina anti maschio – mona.

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FARE LA MAMMA (ITALIANA) IN UNGHERIA: LA STORIA DI SARA

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bandiera ungheriaGenitori Italiani nel Mondo è un progetto a cui tengo molto. Dovendo peró fare riferimento alle esperienze di chi legge il blog è davvero molto difficile trovare qualcuno che: mi legga, abbia le caratteristiche richieste e sia disposto a condividere la sua storia.
In questo panorama quindi sono davvero al settimo cielo quando qualcuno mi contatta per dare il suo prezioso contributo!

Oggi è quindi il momento di Sara, una gentilissima donna che dall’Ungheria ci racconta le sue difficoltá in qualitá di mamma italiana che vive in un paese che non sposa le “sfumature culturali” del nostro Paese.  Vi lascio quindi con il suo resoconto: buona lettura e grazie ancora a Sara!

Ciao cari, la mia storia è questa, ho fatto due gemelli a Roma, poi una bambina a Budapest e adesso, sempre in questa città, si attende il quarto cucciolo. Leggi il resto di questa voce

CUORE DI MAMMA…E DI NONNA

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gustav_klimt_9Pochi giorni fa mi ha scritto NONNADIETROILVETRO e allora mi sono tuffata nel suo delizioso blog alla ricerca di un punto di vista diverso. Io sono una mamma che vive all’estero lontana dalla famiglia, lei una nonna che vive in Italia, lontana da figlia e nipotina. Leggendo i suoi post che sono delle squisite pillole di amore, non ho potuto non riflettere su un paio di aspetti:
una mamma è sempre mamma, anche quando passano gli anni ed i figli sono grandi e totalmente indipendenti (aspetto che si traduce alla perfezione nelle descrizioni/racconti di Nonnadietroilvetro)
una mamma, se è nonna, è ancora piú Mamma anzi, mamma al quadrato.

E allora non posso non pensare alla mia di mamma…Una donna che si è avvicinata al computer ed internet solo per imparare a vederci e sentirici via Skype; che si è fatta il suo corso d’informatica solo per riuscire in questa missione e che ora, dall’alto della sua competenza, deve comunque aspettare giorni e a volte settimane prima di riuscire a vederci online. La colpa è sempre mia che, tra impegni vari e gemelli indiposti, non le posso garantire i contatti che vorrebbe. Leggi il resto di questa voce

IL LENTO CONSUMARSI DELLA VOSTRA VITA

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bolle di saponeCi sono aspetti che mi fanno particolarmente pensare a cosa significhi non vivere piú in Italia. Non mi riferisco solo alla ovvia questione della famiglia o delle amicizie lontane, ma a quei piccoli momenti che vorresti vivere di prima mano e non solo attraverso racconti, immagini o foto.

In questo periodo mi capita spesso di pensare a tre “momenti importanti” che si stanno consumando lontano dai miei occhi: la mia nonna ed un paio di care amiche. Una si consuma sotto il peso dei suoi 90 anni e le altre, molto piú felicemente, si sgonfiano e gonfiano al ritmo dei primi mesi di gravidanza. Sono attimi preziosi che si assottigliano sotto la lenta ma inesorabile lama dell’orologio: una nonna che poco a poco si allontana dal mio presente per rimanere sempre piú ancorata nel passato ed una gravidanza che corre veloce verso il suo culmine senza che io ne possa condividere le gioie ed i dolori. Passato e futuro sono le uniche cose che mi sembra di avere tra le mani. Per quanto riguarda il presente tutto sembra non cambiare mai, noi quattro siamo quí in un turbinio di attimi pur sempre felici ma che sembrano distaccati dalle persone che vorrei avere vicine. Attorno abbiamo tanta gente di cui non “sento” le radici.

É come vivere in una bolla di sapone che, appena torniamo in Italia, scoppia fugace riprecipitandoci drasticamente nel presente (oramai cambiato) di tutti voi.

BAMBINI IN AEREO TRA ORCHI E PRINCIPI AZZURRI

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viaggio-in-aereo-con-i-bambiniPrendere l’aereo soprattutto con Ryanair si sa, non è cosa piacevole. Prenderlo con Rayanair ed i gemelli è decisamente pericoloso.

Quando non avevo figli mi organizzavo cosí: cercavo di imbarcarmi tra le ultime persone in modo da poter evitare con scrupolosa attenzione quei sedili che si trovavano anche solo approssimativamente vicini a dei bambini o a gente apparentemente fastidiosa. Volare non mi piace e farlo tra strilli e cazzotti è ovviamente ancor meno piacevole. Detto questo peró, sono sempre stata una persona educata: se mi capitava il piccolo compagno di volo, me ne facevo una ragione e sparavo il volume delle cuffie a palla. Problema “risolto”.

Con Ale e Leo la situazione è cambiata. Ora devo:

– imbarcarmi tra i primi per poter prendere i posti migliori (ovvero quelli che mi danno almeno quei 5 cm di spazio in piú per far in modo di potermi giostrare con meno rabbia) e che consistano in almeno 4 sedute adiacenti.

–  assicurarmi di avere a portata di mano il bagaglio contenete utensili vari quali: giochi, un paio di pannolini di emergenza, il cibo, l’acqua, il golfino (per quando Ryanair inizierà a ibernarci), i ciucci, i dodi, le figurine, i libricini, i coccodrilli, ecc…

-osservare ed interpretare il volto di chi rischia di prendere posto accanto a noi: se mi sembra uno spaccamaroni lo avviso subito “se si siede qui non riuscirá a leggere, dormire, pensare agli affaracci suoi. Qui i miei, sono i suoi problemi per almeno un paio di ore“.

– individuare l’hostess apparentemente più gentile e premurosa (cosa difficilissima) per affidarle un pupo in caso io debba andare al bagno.

– Fatto questo, inzio la manipolazione del compagno di viaggio piú prossimo a noi. Lo devo plasmare al fine di renderlo amichevole, paziente e giocherellone (cosí magari me li intrattiene un pochino) e quindi inziano i sorrisini, i complimenti (per….l’orologio, maglione, ecc..). Se vedo che reagisce bene e sorride ai gemelli, allora gliene sgancio uno con la pretesa del “di ciao a questo signore…bravo…dagli un bacino..” (uso sempre Leo che ha la vocina piú tenera ed innocente….adolcisce di piú rispetto al brusco Ale). Una volta fatto tutto questo solitamente la persona si è già compromessa poichè ad una donzella gentile non puó che aver risposto in modo altrettanto cortese e quindi si è già fregata. A questo punto infatti, si sarà dimostrata cordiale ed aperta al “dolce” mondo dei bambini…cosa che gli renderà difficile trasfromarsi in orco cattivo pronto a lamentarsi per la furia delle prossime ore di volo.  Leggi il resto di questa voce

LETTERA DI PAPA’…”OPERAZIONE SFINTERE”

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ALESuccede che una mamma ogni tanto debba lasciare  i suoi cuccioli per una settimana e allora la vita in famiglia trascorre con ritmi ed abitudini leggermente diverse dove chi la fa (o deve) da padrone e’ (finalmente) il bravo papa’.
Succede anche che mamma sia una furbetta e se ne vada in viaggio di lavoro proprio la prima settimana di “addio al pannolinolasciando quindi nonni e papino in preda alle emergenze fisiologiche del piccolo Ale (sono furba, no? ahahahahah scuate ma se non ne aproffitto quando posso… 😉 )

Oggi sono ancora a Londra e prima di mettermi a lavorare mi leggo una mail di Raffa. Mi ha scritto un dolcissimo resoconto di come stia andando l’operazione sfintere. Vi lascio con un estratto della mail: la pubblico cosi” come me l’ha redatta il mio bellissimo maritino non ancora abilissimo a scrivere in italiano. Le immagini descritte, ed il modo di farlo, hanno dato una buona spinta al mio cludy and raining british day!
“I bimbi bene. Ieri siamo andati a fare un giretto in spiaggia, c’era il sole, ma sto fine settimana ha fatto freschetto… comunque bene, con le moto…insomma come il solito. Ale ormai chiede la pipi e ti dice “pipi water papa?”…. è bravo, e sempre che lo siedi la fa, e a volte approfita per mollare uno stronzetto dicendo “plof, papa, plof” (che carino) Leggi il resto di questa voce

PANNOLINO…1 O 2?

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imagesQuesta volta vi chiedo consiglio: o donne che sapete, che avete giá fatto, che siete esperte aiutatemi!
É giunto il temitissimo momento di togliere il pannolino ad Ale e Leo.
Credo sia La Sfida degli ultimi due anni perchè conosco il mio livello di tolleranza contro lo sporco (inesistente), la pazienza (bassissima) e la loro abilitá di adattattasi ai cambiamenti (pari alla velocitá del padre: lenti, lentissimi). Prevedo quindi che sará dura.

La pipì mi spaventa 4 su una scala da 1 a 10 mentre la cacca, ovviamente, si posiziona al numero 10 e, badate bene, non perchè mi faccia ribrezzo doverla pulire, ma perchè me la immagino di giá spalmata su divani, sedie, scarpe, giochi, tappetini, ecc…

In asilo mi stanno ovviamente demotivando: secondo loro non dovrei ancora toglierlo sto benedetto pannolino poichè “le mamme hanno sempre fretta di farlo e non considerano se il figlio sia effettivamente pronto fisicamente e psicologicamente“. C’è da dire che la maestrina, dovendo badare a 15 bambini, puó anche essere compresa: due gemelli spalma-cacca e idropipí potrebbero nonn essere d’aiuto nelle sue mattinate, ma a mio parere 27 mesi di vita sono sufficienti per il grande passo. E poi ho anche voglia di iniziare a risparmiare un po’ di soldi e gravare meno sull’inquinamento da pannolino.

La questione è la seguente: dopo una settimana di intortamento psicologico, Ale e Leo hanno concluso che il water non gli piace e che il pannolino è molto, ma molto piú comodo (iniziamo bene, no?). Non ne vogliono sapere di fare la pipí lì e tanto meno di mettersi sopra per aspettare e spingere Leggi il resto di questa voce