Archivi categoria: Ale e Leo

MI ACCORGO CHE CRESCONO PERCHÈ…

Standard

pinacotecaUltimamente la velocitá di crescita dei gemelli mi sorprende sempre di piú: mi sembra sfuggano dalle mani come la sabbia tra le dita. La cosa mi piace, ma crea comunque un velo di ingiustificata malinconia…preludio della sindrome da nido vuoto.

Ad ogni modo, all’etá di tre anni e mezzo capisco che oramai non c’è piú traccia di cordoni ombelicali psicologici perchè:

– non vogliono darmi baci in pubblico (mamma dammelo dietro allo scivolo perchè altrimenti mi vedono)
mamma io sono grande e voglio una macchina grande: me la compri?..per piacere…
mamma a me piace questa macchina (e indica sempre Porche, Bugatti o Bentley)
mamma non faccio pipì qui altrimenti la gente mi vede il culo (non dicono piú culetto)
– dove stai andando? “da nessuna parte”
mamma tirati su la spallina della maglia che la gente ti vede nuda!
– si danno pacche sulle spalle come fanno gli uomini e dicendosi “Que pasa tìo?
– li sgridi, loro ti ignorano e dopo un po’, con tutta calma ti accoltellano l’autostima con “e a te balla il culo quando cammini!
– li porti in pinacoteca e loro degnano di attenzione solo un quadro: quello della donna nuda “perchè mi piacciono le tette” (?????)
– nella vasca da bagno li sento giocare al grido di “Nos tomamos una cercevza juntos?” (ci prendiamo un birra insieme) (WTF!!!)

Ok, è finito il tempo dei biberon, del dito in bocca e degli abbracci appiccicosi. È tempo di iniziare la disciplina anti maschio – mona.

Annunci

VENEZIA STYLE! Come Non Perdere i Gemelli

Standard

giro in gondolaVisto che questo mese di “vacanze” italiane lo sto prendendo come il periodo degli esperimenti, il 25 aprile, giorno di San Marco, ho avuto la geniale idea di andare con famiglia e bambini in gita a Venezia. Quale giorno migliore per visitarla in piena pace? Lontana da turisti o fedeli? Senza folle opprimenti? 😉
E invece no! Con mia grande sorpresa – fatta eccezione per il treno da trasporto schiavi sul quale abbiamo viaggiato stipati come solo le FS sanno fare – la sempre bellissima cittá di Venezia non era cosí affollata come credevo anzi, l’ho vista poco gremita.

Prima di partire peró la mia preoccupazione numero 1 erano i gemelli e la possibilitá di perderli tra la folla… Giá me li vedevo rincorrere piccioni o saltellare via in direzione dei ponti (li attraggono un sacco)…Per sentirmi quindi un po’ piú tranquilla decisi di mettere in atto due “mezzi di contenimento ansia/bambino“:

1) infilo nella tasca di ogni bimbo un fogliettino su cui c’era scritto “ Ciao, mi chiamo Leonardo/Alessandro e mi sono perso. Chiama la mia mamma a questo numero 328- – – – –

2) visto che le bretelle che usavo quando erano piccini oramai non hanno una lunghezza adatta alla loro necessitá di movimento, mi procuro due nastri di raso bianchi, di un metro e mezzo più o meno. Me ne lego un estremo ai jeans e l’altro ai loro pantaloni. Alla fine sembro una piovra con due lunghi tentacoli iperattivi e a forma di bambino. Leggi il resto di questa voce

IN CHIESA PER PASQUA? BAMBA CRISTUM, BAMBA CRISTUM!

Standard

chierichettiSiamo in Italia e dato che è Pasqua e piove, ci viene la bizzarra idea di andare a Messa. Decido che è possibile portarci i bambini, del resto, dopo tre anni, è giusto che respirino anche la componente religiosa che li circonda (ammesso e non concesso che poi ci credano o meno).
Vi descrivo l’esperienza vista dai loro occhi:

– stare seduti/in piedi dietro dei banchi affollati = saltare su e giú in un percorso ad ostacoli. Osservare da vicino, vicino le strane acconciature delle vecchiette del paese, infilarci un dito ed eliminare dalle spalle della malcapitata anziana il capello (che schifo) cadutele sulle spalle.

– osservare per 45 minuti la gente che ci circonda = additare con esclamazione conseguente tutti quelli che si annoiano e sbadigliano, quelli “senza capelli” e quelli che per qualche ragione attirano la loro attenzione. Cercare i volti piú anziani e chiedere “mamma quella è vecchia, vecchia. È morta?

– Osservare gli angeli disegnati nella volta della cappella, capire che sono “bambini che volano” e mettersi ad urlare “anche io voglio andrae in cielo!!! Voglio andare in CIE-LOOOO!!!

– Guardare Gesú appeso alla croce e dire…“che bruttto, mamma paura!” Imitarlo con le braccia stese, la testa cadente e la lingua a penzoloni dicendo “è morto!”

– Ascoltare l’inizio dell’ennesimo canto del coro ed esclamare “No! Altra canzone no! No piace questa canzone, canzone brutta!!! canzone triste!

– Osservarsi attorno e dire “ qui no bambini, qui solo vecchi. Mamma io voglio tanti bambini!

– Osservare la Madonna, le candele accese in segno di devozione, l’inserimento delle monetina e la mancanza di evidenti segni di approvazione da parte della Vergine. Conseguente esclamazione “non funziona!”

Per Ale e Leo andare in chiesa è stato un po’ come andare a teatro: tanta gente che recita strane cantilene, che gesticola, che parla e canta in coro. C’era peró meno intrattenimento in quello strano luogo, meno dimamicitá e colore. La noia li ha quindi pervasi dal minuto 12 quando Alessandro, preso da non so quale strana ispirazione, ha inziato a pronunciare, con la faccia infastidita e la voce roca “Bamba Cristum, bamba Cristum, bamba Cristum!!!

Mi sa che è sata la prima e l’ultima volta 😉
Buona Pasqua!

 

ESERCITO DI DODI: Oggetti Transizionali per bambini e…mamma

Standard

Da sx Dodo, Curro, Dodino ed AncoraHo capito il concetto di base: mano a mano che i bimbi crescono, gestiscono la presa di coscienza del se e soprattutto il conseguente distacco dalla madre attraverso l’utilizzo di un oggetto transizionale che li aiuta a “sentirsi piú protetti”. È il loro scudo contro il mondo che li circonda. Ho letto di bambini che scelgono come “ancora afettiva” gli oggetti piú disparati: una ciocca di capelli finti, una vecchia canottiera di mamma, una pezza da cucina….

I miei bambini hanno sempre avuto accanto un pupazzetto- straccetto (di quelli che hanno solo la testa e per corpo una piccola copertina). Glieli comprai io quand’ero incinta e questo perchè, essendo due, c’era il rischio nascessero prematuramente e quindi il medico mi aveva consigliato di acquistare qualcosina da tenere con me fino al momento della nasciata e poi, eventulamente da lasciare in incubatrice con loro. Oddio…la cosa mi creava un po’ di ansia e non perchè mi aspettassi un parto prematuro, ma perchè, visto che l’elemento di rassicurazione sarebbe dovuto essere il mio odore trasemsso al peluche, non sapevo se e quando li dovevo lavare visto che oramai mi ci ero abituata a dormire insieme. Per fortuna Ale e Leo hanno atteso la data del parto programmato e quindi i mini-me non hanno assunto quel “fragile” ruolo da “forza bimbo prematuro, mamma è sempre con te“. Leggi il resto di questa voce

CUORE DI MAMMA…E DI NONNA

Standard

gustav_klimt_9Pochi giorni fa mi ha scritto NONNADIETROILVETRO e allora mi sono tuffata nel suo delizioso blog alla ricerca di un punto di vista diverso. Io sono una mamma che vive all’estero lontana dalla famiglia, lei una nonna che vive in Italia, lontana da figlia e nipotina. Leggendo i suoi post che sono delle squisite pillole di amore, non ho potuto non riflettere su un paio di aspetti:
una mamma è sempre mamma, anche quando passano gli anni ed i figli sono grandi e totalmente indipendenti (aspetto che si traduce alla perfezione nelle descrizioni/racconti di Nonnadietroilvetro)
una mamma, se è nonna, è ancora piú Mamma anzi, mamma al quadrato.

E allora non posso non pensare alla mia di mamma…Una donna che si è avvicinata al computer ed internet solo per imparare a vederci e sentirici via Skype; che si è fatta il suo corso d’informatica solo per riuscire in questa missione e che ora, dall’alto della sua competenza, deve comunque aspettare giorni e a volte settimane prima di riuscire a vederci online. La colpa è sempre mia che, tra impegni vari e gemelli indiposti, non le posso garantire i contatti che vorrebbe. Leggi il resto di questa voce

Babbi Natali immobilizzati, maestra sculettante e genitori da circo: Recita di Natale 2013

Standard

???????????????????????????????La recita di Natale, si sá, è tanto una “pizza” per l’uomo comune quanto una meraviglia del paradiso per i genitori coinvolti.
Io, pochi giorni fa ho avuto la mia….

Premetto: ci vado di gusto per godermi il momento ma ogni volta che partecipo a queste cose non posso non combattere contro l’istinto di mamma. Giá perchè, se da un lato sto con gli occhi puntati verso i miei bimbi (praticamente quelli che gli stanno attorno/accanto/dietro o davanti sono sempre invisibili…una madre vede sempre e solo il proprio figlio), dall’altro sento l’incontenibile voglia di girarmi e filmare non i bimbi che cantano, ma i genitori che “scemonizzano”.

Vi assicuro che è davvero divertente: mentre i piccoli rimangono immobili con le dita in bocca, le gambe semi paralizzate, la bocca che poco a poco si inclina sempre piú verso il basso, i genitori, dall’altro lato del palcoscenico, fanno davvero di tutto. Lottano e si sballottano per la posizione migliore, s’infilano uno davanti all’altro per ottenere Leggi il resto di questa voce

CAPPUCCETTO ROSSO: PAPÁ RACCONTA, BIMBI STORPIANO E GIANCARLO CI SALVA.

Standard

cappuccetto rossoRaffa inizia a raccontare (non leggendo) la favola di Cappuccetto Rosso in italiano, ed i gemelli sono pronti ad ascoltarlo. Io sdraiata tra i tre uomini, ascolto il dialogo.

Raffa…la bambina con il cappuccio roso (lui, da bravo spagnolo, dice roso non rosso) prende il gatto Isidoro (???) e parte per andare nel bosco a trovare la nona (non nonna)”
Leonooo, gatto no…lupo papá!
Raffano, Leo, il lupo arriva dopo, ora lei va con Isidoro
Aleno, Isidoro no papá. Non c’è!
Raffa “sí, oggi c’è anche Isidoro!”
– “…cammina, cammina, Cappuccetto Roso vede dei bei fiori e decide di raccoglierne un po’ per portarli alla nona“. Leggi il resto di questa voce