Archivio dell'autore: GemelliRibelli

Messa a Letto Difficile: l’SOS di Una Mamma in Cerca di Consigli

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85153“Son mamma di due gemelli di quasi due anni e di una bimba di 4. Ho visto ora il blog…è ancora attivo??? Ho bisogno disperatamente di consigli, ho ripreso a lavorare da tre mesi e ho qualche difficoltà…

Il problema più grosso ora è la loro gelosia e il momento dell’addormentamento. Vogliono addormentarsi entrambi con me nello stesso momento ma in modo esclusivo e…io sono una! Il papà non riesce a distrarli e finisce sempre che piangono e poi a seconda delle sere si escogita qualcosa tipo passeggino gemellare o si fanno giocare fino allo sfinimento… Ma è frustrante, dovrebbero addormentarsi in modo più tranquillo…calcola che poi ho un’altra bimba di 4 anni che si addormenta nel suo letto ma vuole la compagnia di mamma o papà fino all’ultimo per cui di solito i gemelli toccano a me..a meno che io faccia la notte in ospedale allora alle 21.10 scappo dopo aver addormentato la grande e mio marito li fa giocare fino all’ultimo…passerà questa gelosia??????????ma quando????
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Pezzi di Bambino: lo Sfogo

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indexUltimamente non si fa che leggere delle controindicazioni della messa online delle foto dei minori e la cosa mi tocca parecchio. Non tanto perchè io ho scelto (per una serie di ragioni che non vi sto ad elencare) di pubblicarne comunque qualcuna ma per “colpa” di quelli che invece decidono di non farlo.

Ogni posizione è rispettabilissima e non giudicabile e per questo mi astengo dal prendere una o l’altra posizione, ma vorrei solo far riflettere quegli amici o conoscenti similsocial che decidono di NON pubblicare foto dei figli ma  di riempirmi la bacheca di pezzi di bambino.

Scusate, ma non si puó vedere: mani che stringono mani, sorrisi a distanza piú che ravvicinata che quasi gli scrutiamo la prima carie, occhi singoli inquietanti, boccoli posteriori che a fatica si distinguono e a volte sembrano pezzi di pelo di animali piú svariati per non parlare dei bellissimi (certo) ma pur tutti uguali piedi da taglia 18 ed oltre.
Di un paio di amici ho davvero la collezione di foto che ritraggono il processo di crescita dei piedi del pupo ed ovviamente delle relative calzature colorate e supersimpatiche.

Ora, lo so che un paio di amici mi diranno “ma possiamo pubblicare quel che ci pare?“. Sí, fatelo pure…peró a me, questo puzzle di bambino mi annoia parecchio e soprattutto non ne capisco il senso: piedi, mani e parti varie sono tutte uguali se prese singolarmente e “staccate” dal contesto. Quando apro FB – visto che i miei amici sono tutti in fase riproduttiva – la bacheca sembra il mercato dei pezzi dei bambini…

Ora, detto questo, i vostri cuccioli, presi nel complesso, li adoro tutti ma… meno pippe mentali e piú coerenza.
Giornata acida, lo so 😉

Grazie Alle Etichette STIKETS Marchio (e Controllo) i Distratti di Ogni Etá!

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zaini(Messaggio sponsorizzato) Ci sono atteggiamenti che per quanto mamma cerchi di evitare, passano geneticamente di padre in figlio. Nel mio caso il papà aveva sole due caratteristiche che non era autorizzato a trasmettere alla progenie: la lentezza di reazione nei momenti di mia necessaria fretta e la tendenza assoluta allo smarrimento degli oggetti piú vari. Macchine fotografiche, chiavi della macchina, documenti, occhiali (da sole e non), fede nuziale…sono solo alcuni delle cose che Rafa ha perso e che mi hanno segnata nell’umore di una settimana.

Fatto: i gemelli sembrano aver ereditato entrambe le cause di squilibrio dell’umore familiare.

Sulla lentezza…non ho molto margine d’azione: se non vogliono ingranare la marcia giusta, rimaniamo bloccati sulla prima per ore ed ore. Per quanto riguarda invece la perdita degli oggetti, spero che il tempo li renda piú attenti e quindi meno somiglianti al padre.
Per ora hanno smarrito solo dei giochi, una tessera sanitaria ed una giacca, nuova.
Quest’ultimo caso peró mi ha dato particolarmente fastidio perchè concausa della perdita è stato l’atteggiamento poco onesto da parte di una mamma di un compagno di classe. La giacca infatti non è stata persa bensí rubata…Quando infatti i bimbi confondono le loro cose a scuola, la maestra le mette nel cesto degli oggetti smarriti in modo che i genitori li possano recuperare. Ora, se una giacca nuova, particolarmente carina (un bel regalo di Natale) cade accidentalmente in quel cestone…c’è qualche mamma che crede di poter far finta che sia sua.
Vi tralascio la guerra che è stata generata dall’evento e vi indirizzo invece sulla soluzione che ho deciso di adottare. Leggi il resto di questa voce

MI ACCORGO CHE CRESCONO PERCHÈ…

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pinacotecaUltimamente la velocitá di crescita dei gemelli mi sorprende sempre di piú: mi sembra sfuggano dalle mani come la sabbia tra le dita. La cosa mi piace, ma crea comunque un velo di ingiustificata malinconia…preludio della sindrome da nido vuoto.

Ad ogni modo, all’etá di tre anni e mezzo capisco che oramai non c’è piú traccia di cordoni ombelicali psicologici perchè:

– non vogliono darmi baci in pubblico (mamma dammelo dietro allo scivolo perchè altrimenti mi vedono)
mamma io sono grande e voglio una macchina grande: me la compri?..per piacere…
mamma a me piace questa macchina (e indica sempre Porche, Bugatti o Bentley)
mamma non faccio pipì qui altrimenti la gente mi vede il culo (non dicono piú culetto)
– dove stai andando? “da nessuna parte”
mamma tirati su la spallina della maglia che la gente ti vede nuda!
– si danno pacche sulle spalle come fanno gli uomini e dicendosi “Que pasa tìo?
– li sgridi, loro ti ignorano e dopo un po’, con tutta calma ti accoltellano l’autostima con “e a te balla il culo quando cammini!
– li porti in pinacoteca e loro degnano di attenzione solo un quadro: quello della donna nuda “perchè mi piacciono le tette” (?????)
– nella vasca da bagno li sento giocare al grido di “Nos tomamos una cercevza juntos?” (ci prendiamo un birra insieme) (WTF!!!)

Ok, è finito il tempo dei biberon, del dito in bocca e degli abbracci appiccicosi. È tempo di iniziare la disciplina anti maschio – mona.

Il Miglior Regalo per la Festa della Mamma

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abbraccio mammaPer la festa della mamma, quando si è piccoli, è facile trovare un regalo: si inizia con lo scarabocchio (se papá ha un minimo di iniziativa) per poi passare al disegnino, al ritratto, ai fiori, alla maglietta….e via, via si passano in rassegna le mille possibilitá che il mercato offre. Lo si fa sempre con estremo amore.

Succede poi che anche tu diventi mamma e allora tutto si capovolge. Mentre ti emozioni per il primo scarabocchio che ricevi, inzi a ragionare su cosa regalare alla tua di mamma e quindi pensi a quello che vorresti che i tuoi figli ti regalassero quando saranno grandi. Le uniche opzioni che mi vengono in mente sono tutte impossibili da acquistare…

Quando saró una mamma “grande” credo vorró che i miei cuccioli con la barba mi regalassero solo le seguenti cose:

– se saranno lontani, un’intera giornata totalmente dedicata a noi
– se vivranno vicini a me, un’intera giornata dedicata solo a noi
– se saranno sposati, un’intera giornata solo per me.

In poche parole, dopo tanti anni di regali, solo in questi ultimi mi sono resa conto che per una mamma il vero ed unico regalo è il tempo passato insieme e l’avvolgente abbraccio – lungo e profumato – del proprio cucciolo. Una sorta di ritorno embrionale all’uno, all’indivisibile noi .

Tanti auguri a tutte noi!

Quale Gemello Preferisci? Si Fanno Differenze Tra i Figli?

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preferenze tra figliSpesso accade che la gente faccia domande che a noi mammebis sembrano davvero assurde. Ne ho giá parlato in un post precedente, ma oggi torno sulla questione sotto una prospettiva diversa. Mentre prima infatti, erano degli interrogativi piú pratici (Ma tu li distingui? Ma se si sveglia uno, svegli anche l’altro?, ec…) ora mi tocca fare i conti con domandine un po’ piú complesse che vorrebbero toccare il mio lato emotivo.
La questione che piú sembra stare a cure ( e non solo a conoscenti ma anche a familiari ) è sapere se “preferisco un gemello all’altro“.
Non so a che pro mi si chieda questo, ma il semplice fatto che la domanda mi venga rivolta mi fa pensare che forse do a vedere di fare preferenze.

La risposta che la maggior parte della gente si aspetta è: “ma nooooooooooo. Come fai a pensare una cosa del genere?” ed invece la mia di risposta è semplicemente una: “dipende dai periodi”.

Ci sono infatti delle differenze caratteriali tra Ale e Leo che ovviamente incidono sul fatto che sia piú semplice stare con uno che con l’altro e questo, a lungo andare, non genera certo preferenze bensí situazioni di maggiore e minore benessere. Per loro fortuna, i “periodi di tempo” sono alterni: a volte mi sento piú in sintonia con uno e poi, due settimane dopo con l’altro.

E quindi¿? Si puó dire che faccia preferenze?

Io non credo…davvero non mi sento piú innamorata di uno rispetto all’altro anche perchè, come solo una mamma sa, ogni figlio ti da (e ti toglie 😉 ) qualcosa di diverso.

Quello che si cerco di fare è cercare di celare agli occhi del bimbo piú impegnativo, il fatto che il fratello mi faccia (in quel periodo) stare meglio e questo perchè, l’ultima cosa che voglio è loro credano che esistano delle differenze.

Ora lo chiedo a voi: ma una mamma puó davvero essere imparziale? Madre natura ci insegna che la risposta è no: la mamma si preoccupa piú del benessere del figlio che tra tutta la cucciolata sembra essere il piú forte e capace e poi…vengono gli altri. Nel nostro caso, è davvero cosí diverso? Io credo che il semplice fatto che anche delle mamme mi rivolgano quella domanda “scomoda” risponda indirettamente alla questione.
Che ne pensate?

VENEZIA STYLE! Come Non Perdere i Gemelli

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giro in gondolaVisto che questo mese di “vacanze” italiane lo sto prendendo come il periodo degli esperimenti, il 25 aprile, giorno di San Marco, ho avuto la geniale idea di andare con famiglia e bambini in gita a Venezia. Quale giorno migliore per visitarla in piena pace? Lontana da turisti o fedeli? Senza folle opprimenti? 😉
E invece no! Con mia grande sorpresa – fatta eccezione per il treno da trasporto schiavi sul quale abbiamo viaggiato stipati come solo le FS sanno fare – la sempre bellissima cittá di Venezia non era cosí affollata come credevo anzi, l’ho vista poco gremita.

Prima di partire peró la mia preoccupazione numero 1 erano i gemelli e la possibilitá di perderli tra la folla… Giá me li vedevo rincorrere piccioni o saltellare via in direzione dei ponti (li attraggono un sacco)…Per sentirmi quindi un po’ piú tranquilla decisi di mettere in atto due “mezzi di contenimento ansia/bambino“:

1) infilo nella tasca di ogni bimbo un fogliettino su cui c’era scritto “ Ciao, mi chiamo Leonardo/Alessandro e mi sono perso. Chiama la mia mamma a questo numero 328- – – – –

2) visto che le bretelle che usavo quando erano piccini oramai non hanno una lunghezza adatta alla loro necessitá di movimento, mi procuro due nastri di raso bianchi, di un metro e mezzo più o meno. Me ne lego un estremo ai jeans e l’altro ai loro pantaloni. Alla fine sembro una piovra con due lunghi tentacoli iperattivi e a forma di bambino. Leggi il resto di questa voce

IN CHIESA PER PASQUA? BAMBA CRISTUM, BAMBA CRISTUM!

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chierichettiSiamo in Italia e dato che è Pasqua e piove, ci viene la bizzarra idea di andare a Messa. Decido che è possibile portarci i bambini, del resto, dopo tre anni, è giusto che respirino anche la componente religiosa che li circonda (ammesso e non concesso che poi ci credano o meno).
Vi descrivo l’esperienza vista dai loro occhi:

– stare seduti/in piedi dietro dei banchi affollati = saltare su e giú in un percorso ad ostacoli. Osservare da vicino, vicino le strane acconciature delle vecchiette del paese, infilarci un dito ed eliminare dalle spalle della malcapitata anziana il capello (che schifo) cadutele sulle spalle.

– osservare per 45 minuti la gente che ci circonda = additare con esclamazione conseguente tutti quelli che si annoiano e sbadigliano, quelli “senza capelli” e quelli che per qualche ragione attirano la loro attenzione. Cercare i volti piú anziani e chiedere “mamma quella è vecchia, vecchia. È morta?

– Osservare gli angeli disegnati nella volta della cappella, capire che sono “bambini che volano” e mettersi ad urlare “anche io voglio andrae in cielo!!! Voglio andare in CIE-LOOOO!!!

– Guardare Gesú appeso alla croce e dire…“che bruttto, mamma paura!” Imitarlo con le braccia stese, la testa cadente e la lingua a penzoloni dicendo “è morto!”

– Ascoltare l’inizio dell’ennesimo canto del coro ed esclamare “No! Altra canzone no! No piace questa canzone, canzone brutta!!! canzone triste!

– Osservarsi attorno e dire “ qui no bambini, qui solo vecchi. Mamma io voglio tanti bambini!

– Osservare la Madonna, le candele accese in segno di devozione, l’inserimento delle monetina e la mancanza di evidenti segni di approvazione da parte della Vergine. Conseguente esclamazione “non funziona!”

Per Ale e Leo andare in chiesa è stato un po’ come andare a teatro: tanta gente che recita strane cantilene, che gesticola, che parla e canta in coro. C’era peró meno intrattenimento in quello strano luogo, meno dimamicitá e colore. La noia li ha quindi pervasi dal minuto 12 quando Alessandro, preso da non so quale strana ispirazione, ha inziato a pronunciare, con la faccia infastidita e la voce roca “Bamba Cristum, bamba Cristum, bamba Cristum!!!

Mi sa che è sata la prima e l’ultima volta 😉
Buona Pasqua!

 

ASSILLI AMICI E PARENTI PARLANDO DI TUO FIGLIO? ALLORA AIUTA ELENA!

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Elena T.Quand’ero all’Universitá, per ovvi motivi didattici, mi sono spesso dedicata all’elaborazione e all’analisi di indagini sociologiche e, in un caso in particolare ho sputato sangue e sudore per venirne a capo. Mi riferisco ovviamente alla tesi magistrale che ho portato a termine solo grazie ai numerosi volontari che si sono prestati gentilissimamente alle mie interviste qualitative (infiniti interrogatori ruba tempo al quale non avevano modo di sottrarsi una volta compresa la complessa e noiosa natura). Insomma…sono cosí grata a quelle pazienti persone che ho spesso pensato che prima o poi avrei dovuto restiture il favore prestandomi come intervistato.

Che centra tutto questo con il mio blog e con l’argomento che in esso la fa da padrone? Vi svelo il collegamento.

Elena è una studentessa dell’Universitá di Padova che sta svolgendo un’indagine sullo “Sviluppo del Bambino da 0 a 12 anni“. Si tratta di uno studio scientifico il cui obiettivo consiste nel creare una versione italiana del Developmental Profile 3, uno strumento che analizza i processi di sviluppo cognitivo dei bambini.

Partecipare all’indagine è a mio parere: un momento per riflettere sulle tappe vissute dai nostri figli, un motivo di impegno extrapersonale e soprattutto un segno di sensibilitá nei confronti dei poveri studenti italiani che, come sappiamo, hanno ed avranno molte gatte da pelare. Visto che a noi genitori piace sempre tanto parlare dei nostri figli, facciamolo in modo costruttivo ed aiutiamo Elena e la ricerca!

Tutte le indicazioni sul cosa, come e quando sono reperibili nel breve file che potete scaricare cliccando qui.

Per contattere Elena scirvi ad: elena.tonazzolli@studenti.unipd.it

Genitori…partecipate nuomerosi!
Elena fammi sapere come va 😉

 

Si può essere “talebani” dell’allattamento fino a far sentire inadeguata una madre?

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2013-07-15-17.03.53-768x1024L’allattamento: quanto amore, quanta salute per mamma e bambino quanto….stresss!!!
Io personalmente l’ho vissuto poco (4 mesi) e molto probabilmente ho commesso l’errore di non coltivarlo bene fin dall’inizio visto che i bimbi non si volevano attaccare ma, oltre al mio ci sono altri casi (molti) in cui la donna non vive quel “magico momento” come si aspettava. Oggi  vi lascio con la riflessione di Manuela P. un’altra mamma che come me, ci tiene a ricordare che la maternitá, cosí come la gravidanza e l’allattamento appunto, non è sempre quel mondo fatato di cui tanto si sente parlare.

Prima di lanciarmi nel raccontare la mia avventura tengo a premettere, perché ci tengo davvero, che le ostetriche sono una risorsa preziosa che, nonostante tutto, serve davvero tantissimo alle neo mamme incasinate come me. Io ne ho incontrate diverse, professionali e dolcissime. Una in particolare stupenda: decisa, forte e concreta. Certo, anche un bagno di realtà, a volte, sarebbe utile.

Non sono mai stata una donna “nataperfarelamamma”, anzi. Quando ho scoperto di essere incinta (e non è successo per caso) la mia reazione di gioia immensa, le farfalle nello stomaco, il cuore a mille si sono concretizzati in un: “Oh cazzo”.

Mi sono detta e ho ripetuto fino alla nausea a chi mi conosceva che mai e poi mai sarei diventata “una di loro”. Una di quelle mamme invasate e affette da mamite cronica. Mai.

Con la mia panzona gigante e un atteggiamento piuttosto scettico ho cominciato a frequentare un corso preparto durante il quale si è ovviamente parlato di allattamento.

Forse il termine “parlare” non rende l’idea. Riformulo: durante il corso è stato effettuato costantemente e puntualmente un vero e proprio lavaggio del cervello in merito all’importanza, ma che dico, alla sacralità dell’allattamento. Un continuo tarlo ripetuto fino alla nausea: i benefici dell’allattamento, la comodità, la facilità, l’ovvietà dell’allattamento.

In diverse mamme ci siamo dette (di nascosto per carità!) che stavano esagerando, che a noi non ci avrebbero fregato: “Siamo cresciute in tante a latte artificiale (la sottoscritta al 100%) e nessuna di noi è obesa/malata/allergica/menomata o deficiente”. Ce lo siamo ripetute nei corridoi, nelle pause pipì (molte) e nelle pause caffè (poco). Leggi il resto di questa voce