Archivio mensile:marzo 2014

ASSILLI AMICI E PARENTI PARLANDO DI TUO FIGLIO? ALLORA AIUTA ELENA!

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Elena T.Quand’ero all’Universitá, per ovvi motivi didattici, mi sono spesso dedicata all’elaborazione e all’analisi di indagini sociologiche e, in un caso in particolare ho sputato sangue e sudore per venirne a capo. Mi riferisco ovviamente alla tesi magistrale che ho portato a termine solo grazie ai numerosi volontari che si sono prestati gentilissimamente alle mie interviste qualitative (infiniti interrogatori ruba tempo al quale non avevano modo di sottrarsi una volta compresa la complessa e noiosa natura). Insomma…sono cosí grata a quelle pazienti persone che ho spesso pensato che prima o poi avrei dovuto restiture il favore prestandomi come intervistato.

Che centra tutto questo con il mio blog e con l’argomento che in esso la fa da padrone? Vi svelo il collegamento.

Elena è una studentessa dell’Universitá di Padova che sta svolgendo un’indagine sullo “Sviluppo del Bambino da 0 a 12 anni“. Si tratta di uno studio scientifico il cui obiettivo consiste nel creare una versione italiana del Developmental Profile 3, uno strumento che analizza i processi di sviluppo cognitivo dei bambini.

Partecipare all’indagine è a mio parere: un momento per riflettere sulle tappe vissute dai nostri figli, un motivo di impegno extrapersonale e soprattutto un segno di sensibilitá nei confronti dei poveri studenti italiani che, come sappiamo, hanno ed avranno molte gatte da pelare. Visto che a noi genitori piace sempre tanto parlare dei nostri figli, facciamolo in modo costruttivo ed aiutiamo Elena e la ricerca!

Tutte le indicazioni sul cosa, come e quando sono reperibili nel breve file che potete scaricare cliccando qui.

Per contattere Elena scirvi ad: elena.tonazzolli@studenti.unipd.it

Genitori…partecipate nuomerosi!
Elena fammi sapere come va 😉

 

Si può essere “talebani” dell’allattamento fino a far sentire inadeguata una madre?

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2013-07-15-17.03.53-768x1024L’allattamento: quanto amore, quanta salute per mamma e bambino quanto….stresss!!!
Io personalmente l’ho vissuto poco (4 mesi) e molto probabilmente ho commesso l’errore di non coltivarlo bene fin dall’inizio visto che i bimbi non si volevano attaccare ma, oltre al mio ci sono altri casi (molti) in cui la donna non vive quel “magico momento” come si aspettava. Oggi  vi lascio con la riflessione di Manuela P. un’altra mamma che come me, ci tiene a ricordare che la maternitá, cosí come la gravidanza e l’allattamento appunto, non è sempre quel mondo fatato di cui tanto si sente parlare.

Prima di lanciarmi nel raccontare la mia avventura tengo a premettere, perché ci tengo davvero, che le ostetriche sono una risorsa preziosa che, nonostante tutto, serve davvero tantissimo alle neo mamme incasinate come me. Io ne ho incontrate diverse, professionali e dolcissime. Una in particolare stupenda: decisa, forte e concreta. Certo, anche un bagno di realtà, a volte, sarebbe utile.

Non sono mai stata una donna “nataperfarelamamma”, anzi. Quando ho scoperto di essere incinta (e non è successo per caso) la mia reazione di gioia immensa, le farfalle nello stomaco, il cuore a mille si sono concretizzati in un: “Oh cazzo”.

Mi sono detta e ho ripetuto fino alla nausea a chi mi conosceva che mai e poi mai sarei diventata “una di loro”. Una di quelle mamme invasate e affette da mamite cronica. Mai.

Con la mia panzona gigante e un atteggiamento piuttosto scettico ho cominciato a frequentare un corso preparto durante il quale si è ovviamente parlato di allattamento.

Forse il termine “parlare” non rende l’idea. Riformulo: durante il corso è stato effettuato costantemente e puntualmente un vero e proprio lavaggio del cervello in merito all’importanza, ma che dico, alla sacralità dell’allattamento. Un continuo tarlo ripetuto fino alla nausea: i benefici dell’allattamento, la comodità, la facilità, l’ovvietà dell’allattamento.

In diverse mamme ci siamo dette (di nascosto per carità!) che stavano esagerando, che a noi non ci avrebbero fregato: “Siamo cresciute in tante a latte artificiale (la sottoscritta al 100%) e nessuna di noi è obesa/malata/allergica/menomata o deficiente”. Ce lo siamo ripetute nei corridoi, nelle pause pipì (molte) e nelle pause caffè (poco). Leggi il resto di questa voce

ESERCITO DI DODI: Oggetti Transizionali per bambini e…mamma

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Da sx Dodo, Curro, Dodino ed AncoraHo capito il concetto di base: mano a mano che i bimbi crescono, gestiscono la presa di coscienza del se e soprattutto il conseguente distacco dalla madre attraverso l’utilizzo di un oggetto transizionale che li aiuta a “sentirsi piú protetti”. È il loro scudo contro il mondo che li circonda. Ho letto di bambini che scelgono come “ancora afettiva” gli oggetti piú disparati: una ciocca di capelli finti, una vecchia canottiera di mamma, una pezza da cucina….

I miei bambini hanno sempre avuto accanto un pupazzetto- straccetto (di quelli che hanno solo la testa e per corpo una piccola copertina). Glieli comprai io quand’ero incinta e questo perchè, essendo due, c’era il rischio nascessero prematuramente e quindi il medico mi aveva consigliato di acquistare qualcosina da tenere con me fino al momento della nasciata e poi, eventulamente da lasciare in incubatrice con loro. Oddio…la cosa mi creava un po’ di ansia e non perchè mi aspettassi un parto prematuro, ma perchè, visto che l’elemento di rassicurazione sarebbe dovuto essere il mio odore trasemsso al peluche, non sapevo se e quando li dovevo lavare visto che oramai mi ci ero abituata a dormire insieme. Per fortuna Ale e Leo hanno atteso la data del parto programmato e quindi i mini-me non hanno assunto quel “fragile” ruolo da “forza bimbo prematuro, mamma è sempre con te“. Leggi il resto di questa voce