LEZIONI DI DIALETTO (TREVIGIANO) A BAMBINI INTERNAZIONALI

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dialetto venetoDopo il successo del post sull’omosessulitá, oggi lancio una questione altrettanto “calda” ….il bilinguismo ;-).

Non ne voglio fare una questione tecnico-linguistica (in questo lascerei la parola alla mia amica virtuale Jessica di BabyTalk) bensí proporre una semplice osservazione…sociologica.

Sono nata in provincia di Treviso, parlo italiano (e il diletto trevigiano 😉 ) a livello madrelingua mentre l’inglese e lo spagnolo li ho imparati per motivi lavorartivi o di studio. Purtroppo per me, non sono state educata come bitri o multilingue ma da un po’ di tempo sto decisamente recuperando: mi sto infatti cimentando con moooooooolte altre parlate. Causa di questo mio intesessamento linguistico , manco a dirlo, sono i miei bambini che, catapultandomi nelle generazioni del secondo decennio del 2000, mi costringono a confrontarmi con le lingue straniere piú di quanto non lo facesse l’univesritá o la ricerca di lavoro.

Dall’alto dei loro due anni e mezzo (circa) sono infatti immersi in un contesto dove, quotidianamnete, oltre alle due lingue che parliamo in famiglia, sentono spesso: l’inglese, il rumeno, il francese, il russo, il danese e l’arabo. Questo perchè hanno compagni di classe di diverse nazioni. Solo con gli amici di gioco pomeridiani, quelli che troviamo sempre al parco, stiamo infatti orecchiando 3 lingue diverse oltre allo spagnolo e l’italiano. Risulatato? I miei bimbi parlano italiano con me e spagnolo con “gli altri” ma, ogni tanto, quando giocano con gli amichetti, buttano lí paroline in altre lingue. Per esempio, hanno imparato a dire in rumeno nonna = “buni” e vieni qua = “aide” (non so come si scrivano…abbiate pietá di me). In danese sappiamo dire attento  = “forsigtig”, in russo bicicletta =”велосипед” (questa l’ho dovuta cercare e copiaincollare per non scrivere una pronuncia trooooppo strampalata) e cosí via…

Un contesto cosí ricco è sicuramente un fattore di crescita meraviglioso, il problema sta nel fatto che, quando siamo giú in giardino, oltre a non capire piú nulla quando i bimbi sono tutti insieme (sono piccoli e quindi si parlano addosso ognuno la propria lingua preferita) succede che ogni tanto qualche bimbo altrui esclami “Leo, se te ciape!!!!” (Leo, se ti prendo!!!) ….che dire….a volte mi scappa!!! Mi scappa proprio che quando mi fanno arrabbiare li sgridi in dialetto tervisan! e allora che succede? Che spagnoli, russi, danesi, rumeni, arabi, ecc…mi imitino e…...W l’internazionalizzazione del dialetto TREVISAN!

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  1. Buongiorno, cara!

    La situazione a casa nostra é ancora piú folle dal pinto di vista linguistico: io italiana, siciliana per la precisione, mio marito tedesco, della provincia di Stoccarda, anche loro hanno i dialetti e quello della sua zona é a detta degli stessi tedeschi assolutamente incomprensibile (ricordo ancora una ragazza di Dortmund che dice al mio allora fidanzatino, di parlarle in tedesco perché non lo capiva!), ci siamo conosciuti ad Alcalá de Henares (facendo l’Erasmus) quindi la lingua in cui comunichiamo é lo spagnolo… Parliamo nelle nostre lingue madre ai bimbi, sentono lo spagnolo quando lo parliamo tra noi, ed in piú qualche espressione dialettale quando ognuno dei due vuole esprimere concetti affettuosi (ed anche non, a volte… ) che non si possono esprimere in altra lingua che non sia “your own language”… Siamo fiduciosi che possano imparare tutto quello che esce dalle nostre bocche! Un abbraccio!

  2. Proprio in questi giorni sto valutando l’utilità di passare un pomeriggio alla settimana a giocare con una tata inglese… non io, ehm, i gemelli, ovviamente.

    Il tuo post ha segnato un altro punto a favore del “si”.

    Grazie del punto di vista 😉

  3. bilingue io, quadrilingue i miei gemelli… viviamo in svizzera, oltre all’italiano ed inglese qui c’e’ il tedesco e francese come lingue ufficiali, poi i dialetti…. non c’e miglior inizio per le nuove generazioni

    ciao, ti ho trovata stanotte. il 27 febbraio i miei gemelli faranno 2 anni.

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