ETERO O OMOSESSUALE? Come crescere dei figli “libera-mente”

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bambini e omosessualitáDelle scelte inclinazioni sessuali che i miei figli vorranno fare da adulti non me ne importa un ficco secco, quello che peró vorrei davvero cercare di evitare è condizionarli nel processo di presa di coscienza di quello che sono e che saranno.

L’omosessualitá ha avuto nella mia vita, una percentuale di rappresentanza davvero irrisoria: non ho famigliari dichiaratemente gay, non ho vissuto in grandi cittá dove magari potevo avere maggiore riscontro del “fenomeno” e non ho nemmeno cosí tanti amici che mi abbiano sensibilizzata alla questione. Provengo inoltre da un contesto socio culturale che non è proprio dei piú aperti nei confronti di omosessuali ed immigrati (e non me ne vogliano i trevigiani, ma tanta apertura mentale da quelle parti non la vedo proprio).

Detto questo quindi, ne deriva che per me l’omosessulitá è sempre stata una realtá verso la quale ho semplicemente avuto un’innata sensibilitá. Questo mio voler “prenderla in considerazione” fa si che ora, con due bambini, mi sia chiesta che cosa significhi educarli nel modo piú equilibrato possibile affinchè si sentano ‘liberi di essere’ e soprattutto perchè diventino delle persone civili.

Come si costruisce quindi, insieme a dei duenni il concetto di genere e sessualitá senza cadere nella trappola del condizionamento sociale? Questa la ricetta che mi sono data io: iniziare con dei ragionamenti “facili” (quali: non è rosa la femmina e azzurro il maschio, il nucleo ‘familia’ non sempre contempla il concetto di mamma e papá, non è detto che da maschi non possano giocare con bambole o farvi le treccine) e tenendo sempre presente il binomio gioco+interscambiabilitá (= no ai regali sessisti  che continuo (inutilmente) a vietare ad amici e parenti, alle frasette “sei un maschio e quindi non devi piangere“, “quella è una cosa che fanno le bambine, i maschi no…”., e sí a spiegazioni “complesse” quali: ci sono bimbi che hanno due mamme e nessun papá o viceversa; “da grande avrai una fidanzata o un fidanzato…”). Ora, capisco bene che i miei bimbi siano decisamente troppo piccoli per comprendere tutto questo ma è anche vero che la piantina cresce dritta se la si sostiene da quando è un tenero germoglio.

Questo mio atteggiamento scatena peró, un inevitabile scontro con il mondo. Per esempio: quando i gemelli mi guardano mentre mi metto lo smalto sulle unghie dei piedi e lo vogliono anche loro…io lo faccio. Spiego loro che solitamente è una cosa associata alle femminucce, ma che se gli piace, se lo possono mettere anche loro. Tutti felici se ne vanno dai nonni con le unghie rosse e a me arrivano all’istante occhiate di rimprovero. Ora, non è che i nonni siano omofobi, anzi, sono tra le persone piú open mind che conosca, ma quello che noto è che quando la questione ti tocca da vincino….è sempre un’altra cosa!

Altro esempio: se (senza alcuna conseguenza nè per il mondo, nè per la psicologia dei miei figli)  quand’erano ancora dei bebè mettevo loro un pigiamino rosa ereditato dalla cuginetta….i miei famigliari li squardavano da testa a piedi e con fare divertito mi dicevano ” cosa abbiamo qua oggi: Alessandra e Leonarda?“.

Come mai la cuginetta si poteva mettere dei pigiamini azzurri senza essere derisa e i miei venivano beffeggiati se ne avevano uno rosa?
Perchè un bimbo di due anni deve sentirsi dire che non è bello mettersi lo smalto? che sono cose da donne?
Perchè mi prendono per i fondelli se regalo ai miei bambini un set gioco da lava, scopa e stira?
Perchè quando vado alla ricerca di due zainetti per l’asilo, appena vedono che sono maschi il commesso mi propone quello dei Gormiti anche se al mio bimbo piace Do-Dora l’esploradora?

Piccoli, piccolissimi eventi infantili che peró dimostrano quanto sia difficile essere veramente liberi dagli schemi mentali che piú o meno consapevolmente ci portiamo dietro. Capisco che la questione sia “inevitabile”, ma quello che davvero non mi va giú è sentire la gente che mi dice “certo che li devi educare alle possibilitá, è che sembra che tu li voglia per forza gay“!

Aaaaaaaaaaaa…..o io sbaglio qualcosa oppure è proprio vero che se uno è gay, lo è perchè ha avuto un esempio distorto dai genitori 😉 (?!?!?!?!??!?!?!??!?!). Che tristezza….

P.S. colgo l’occasione per consigliare un libro divertentissimo e a mio parere anche molto, molto importante che parla appunto della questione. Leggetelo! Hello Daddy (di Claudio Rossi Marcelli)

P.S. se ti va di dire la tua, non lo fare su Facebook, ma scrivi qui sotto il tuo commento! Questo aiuta il mio blog ma soprattutto rende la cosa piú costruttiva e seguibile. Grazie 🙂

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  1. Ciao, Jessica!

    Totalmente d’accordo con te…

    Sono reduce da due settimane di suocera venuta a trovarci per dare una mano perché mio marito era fuori, e sono giunta alla conclusione che da soli é meglio…! Baci ad Ale e Leo, ed in abbraccio a te!

    • Claudia! non ci credo che non l’abbia ancora letto! Io ho appena fatto un ordine su Amazon e questa volta i libri li ho scelti quasi tutti dseguendo le recensioni del tuo blog! Sei sotto prova 😉 Ora metto questo commento anche sul tuo blog a proposito…. 🙂 UN abbraccio e grazie! P.S. sul “brava mamma”…mi doversti vedere in azione…non sono un gioiello….

      • Wow! Sono contenta di sapere che qualcuno segue i miei consigli! Poi ovviamente fammi sapere se ho superato la prova! Ne approfitto per dirti che ho segnalato la tua rubrica “Genitori italiani nel mondo” a mia cugina Luna che, come ti dicevo, ha da poco avuto una bimba a Monaco. Spero abbia il tempo di raccontarti la sua storia! Mi piace tanto leggere i tuoi post 😉 Bacioni

      • Grazie mille! Spero anch’io che tua cugina voglia partecipare…a me sembra un progetto interessante ma mi sa che la pigrizia e la poca necessitá di voler/dover scrivere e condividere sta bloccando parecchie donne. Grazie mille di cuore per il tuo sostegno!

  2. ho tre nipoti, una nipotina ed figlio..ho spiegato loro che quelle paccottiglie che stanno nel mio borsellino trucchi sono per grandi e STOP..

  3. ho un cugino gay…dodici sposati etero, e due tri divorziati…voglio loro bene indipendentemente da chi siano i loro compagni o i loro interessi sessuali..li stimo per quello che sono come persone.
    sono contraria alle etichette e cerco di guardare la sostanza…do poco spazio al chiacchierio “vuoto”..attorno a me fanno lo stesso..

    • Sono d’accordo. E infatti nel post scrivo di come proceda senza farmi condizionare dagli atteggiamneti altrui. QUello che peró temo è che tra i miei insegnamenti e quello che invece i bimbi respirano da parenti, amici e conoscenti, si rischi di creare in loro solo una grande confusione poco affine al chiaro messaggio che io gli voglio dare. È da qui che nascono i miei dubbi…

      • i bimbi respirano essenzialmente gli atteggiamenti genitoriali..a volte basta mettere in riga qualche parente invadente, in privato naturalmente…e si va avanti con grande serenità

  4. dimenticavo: Eleonora mesi fa ha dormito a casa mia…si è rovesciata il latte sul pigiama, le ho dato un pigiama di Mx..era con le figurine di dexter…lo ha messo, ha storto il naso..”mi va grande”…unico suo commento

  5. Cara Jessica
    anch’io sono alle prese con questo “tormento”, ma Nicolò e la sua mamma se ne infischiano infatti le ho cresciuto i capelli, porta con se mollette e mollettine, cerchetti e fascioni…e tutti ciò che è un accessorio per capelli da bimba magari evitando animaletti che sbucano da ogni dove. E’ un bimbo fantastico, cresce sereno e felicissimo e se ne frega del mondo e dei commenti devo dire abbastanza “soft” che ha sin d’ora ricevuto. Complimenti un argomento piuttosto attuale e giusto!

  6. Carissimi, nella vita di tutti i giorni mettiamo tutto quanto nello stesso calderone, ma le cose sono separate, per quanto interagenti.
    Parlo dell’orientamento sessuale (da omo ad etero in diverse sfumature) e dell’adesione al ruolo di genere: i maschi che si comportano da uomini e le femmine che si comportano da donne, secondo i canoni di una cultura e del periodo storico in cui ci si trova.
    Un maschio eterosessuale può assumere comportamenti, atteggiamenti ed abitudini tipicamente femminili. E viceversa una donna eterosessuale. Il binomio maschio omosessuale – comportamenti femminili è solo una grossa, enorme semplificazione che spesso non ha riscontro nella realtà.

    Alle mamme che vogliono crescere i propri figli liberi da condizionamenti sociali dico tre cose:
    1) l’orientamento sessuale non ha un’origine genetica, né una sociale. Come per l’orientamento eterosessuale, è il risultato di natura e cultura. Come indirizzare o evitare lo sviluppo di un orientamento non è dato saperlo, e sicuramente (per fortuna) mai lo sapremo. Ecco perché, inondati di cultura eterosessista, avremo comunque una percentuale di persone omosessuali. E viceversa. E’ la natura.
    2) purtroppo non si può vivere avulsi dalla società. Anche se ai nostri figli insegnamo che non esistono cose da maschi e cose da femmine, gli amici, i parenti, i compagni di scuola, gli insegnanti, la tv soprattutto gioca a nostro sfavore. Occorre spiegare ai bambini il perchè di questa discrepanza.
    3) dobbiamo fare i conti con una società altamente discriminante in tutti i sensi con il diverso. Dovremo quindi essere pronti a supportare i nostri figli quando verranno criticati, derisi, umiliati o peggio a causa della loro apertura mentale. Perché questo purtroppo succede, nella vita di tutti i giorni, e persino senza essere rivoluzionari nell’abbigliamento.

    Una buona comunicazione con i bambini in generale è necessaria. Volete insegnare loro che il rosa non ha sesso? Benissimo, sono d’accordo con voi: come esseri umani siamo troppo intelligenti e creativi per costringere i colori in inutili etichette.
    Ma insegnamo loro anche che la maggior parte della gente la pensa diversamente e che non è detto che gli altri accetteranno quest’altro punto di vista. Che, se sarà necessario, potranno parlarne con noi e trovare in noi supporto.
    Insegnamo loro il rispetto verso tutti e le loro idee, finché quelle idee non fanno effettivamente male a nessuno.

    • Sono felice ALessandro, che abbia colto l’occasione del mio post per scrivere un post – commento sulla questione. Probabilmente ha ragione: non ho pesato a sufficienza le parole che ho usato e se questo la ha disturbata/offesa le chiedo perdono. Mi spiace peró che le “buone intenzioni” vengano malinterpretate e storpiate come fa lei.

      Sono infatti ovvie due questioni:

      1) il mio post non voleva essere motivo di aproffodnimento sulla questione dei pregiudizi sull’omosessulitá bensí una semplice e “infantile” riflessione su come si possano educare dei bambini in mondo non sessita e tantomeno omofobo.Se avessi voluto fare un trattato completo avrei certamente aperto un blog specifico come il suo…

      2) parlando di bambini di due anni non è che possa dare degli esempi “piú intelligenti o maturi” ma posso solo limitarmi a racconare piccolissimi eventi (come infatti specifico nel post) che le assicuro, nel momento in cui si sono verificati, avevano preso negli occhi degli “altri” una sfumatura non tanto sessita quanto omofoba. Il caso dello smalto per esempio, è stato il + evidente: non mi rimproveravano il fatto in termini sessisti ma come fosse una “mala educación” attraverso la quale avrei potuto condizionare l’orientamento del bambino in termini di “scelte” sessuali (lo so che si nasce gay, ma diversa gente viene portata a credere che non sia cosí proprio perchè fin da piccoli si viene condizionati). Io lo facevo come gioco e gli altri lo vedevano come “gioco pericoloso”. In poche parole: il sessismo da fastidio a pochi rispetto all’omosessualitá e proprio per questo ho voluto centrare il post su quel concetto invece che su quello dell’uguaglianza tra i sessi.

      Ora: è sicuramente vero che non sono tanto informata quanto lei sulle questioni (e infatti ribadisco, il mio blog non è dedicato come il suo al mondo gay, ma gira attorno a quello + infantile e meno “importante” dei miei bambini) e quindi posso non aver centrato al 100 % la questione o soppesato bene le parole usate, detto questo peró, non credo proprio di avere dei pregiudizi. Ripeto: i pregiudizi ci sono nella realtá in cui vivono i miei bambini ed io non ho fatto altro che notarli e nominarli per scrivere un post che parla proprio di come questi possano condizinare Ale e Leo! Se io dico che lo smalto è solitamente associato al mondo femminile, non significa avere un pregiudizio ma guardare alla realtá: non vedo molti uomini con lo smalto (anche se vorrei vederli) e tanto meno signifca che qualora i miei figli fossero omosessuali, un girono debbano andare in giro con le unghie rosse. Questo pezzo lo ha aggiunto lei. Per me non era parte del ragionamento. Nemmeno credo che gay sia sinonimo di platinette….altro pezzo aggiunto dalla sua malinterpretante lettura.

      Concludo porgendole il mio piú sentito ringraziamento: magari è vero, ed anch’io ho dei pregiudizi come dice lei ed è proprio facendomeli notare che posso migliorarmi. Rbadisco peró l’amaro che mi ha lasciato in bocca: lo storpiamento e il voler vedere il marcio dove non c’è.
      Credo infatti che se un gruppo minoritario (di qualsisi natura) invece di alimentare il “poco di buono che trova in giro” perda il suo tempo a scagliarvisi contro mettendone in rislato (i presunti) nei, non faccia altro che perdere il suo tempo e, in parte, dare manforte a chi vi rema contro. Secondo me avrebbe potuto rivogermi le stesse critiche con meno astio ed antipatia e quello che ne sarebbe risultato sarebbe stato un confronto costruttivo. La sua invece, mi è sembrata la solita e vecchia aciditá di chi si sente additato ed offeso e non trova altro modo di difendrsi se non quello di attaccare.

      P.S. lo so che la sessualitá ha più sfumature dell’omo o dell’etero ma, ribasisco, il mio era un BREVE post che parlava di altro. Appena tornano dall’asilo (nido) faró presente ai miei bambini che da grandi avranno una fidanzata oppure un fidanzato oppure un transessuale oppure un bisessuale. ecc… Magari cosí avranno le idee piú chiare sulle questione. Poi, prima di andare a letto gli leggeró un’intera enciclopedia sulla questione. A quiesto punto potró sentirmi piú in pace e meno pregiudicante? 🙂

      • Io non avevo nulla da ridire su quello che ci ha raccontato sta insegnando ai suoi figli. Anzi quello lo trovo fantastico e mi sembra anche di averlo detto nel mio post.

        Trovavo, e trovo, discutibili certi assunti discriminanti come il nesso tra sessismo e orientamento sessuale che fa lei e non io quando spiega le resistenze alla sua lotta al sessismo (sacrosanta) come reazioni omofobe.

        D’altronde conferma i miei dubbi qui quando mi dà della checca acida e si riferisce a me dandomi del voi come io rappresentassi tutta la categoria dei gay che, ne deduco, per lei sono tutti uguali.

        Come se io le dicessi voi donne o voi mamme invece di riferirmi a lei come persona.

        Sono questi i pregiudizi in cui lei cade. Pregiudizi che abbiamo tutti sottoscritto compreso. E che è più difficile ammettere di avere che cercare di metterne in discussione assunti e presupposti.

        Se crede che nel mio post sia stato acido con lei vuol dire che non mi conosce. So essere ben più polemico.

        Infine la giustificazione che lei dà sulla non completezza delle sue osservazioni perchè il suo non è un blog specifico sull’omosessualità non la sollevano dal mettere in discussione certi assunti che lei fa e che non sono veri. Ogni approssimazione non è “meno vera” ma sempre e solo sbagliata…

      • – Lei ha piú volte puntualizzato ironicamente sulle mie frasette e quindi ha da rideire eccome su come educo i miei figli (premetto: felice di ricever critiche costruttive).
        – Continua a mettermi in bocca parole non dette. Non le ho mai dato della checca acida…ho scritto “solita e vecchia aciditá di chi si sente additato ed offeso”…una frase moooolto generica, aperta a qualsisi gruppo di persone. E poi: non sapevo nemmeno fosse omosessuale! Cos’è: di certi argomenti scrivono solo i diretti interessati?
        – Metto in discussione i miei errori: ha visto che dopo la sua osservazione ho sostituito la parola “scelta” con “inclinazione” sessuale? Grazie!
        – Certo che non la conosco e se vuole per me non ci sono problemi.
        – Forse non meno vera, ma semplicemente “incompleta”.
        Poco male: le auguro davvero di vivere con serenitá ogni forma di confronto civile e se vorrá tornare a bacchettarmi/educarmi costruttivamente io sono sempre disponibilissma. Un saluto!

  7. Io trovo invece questo post molto bello, e pieno di buona ispirazione. Sono felice di sentire, come sempre del resto, che le persone ‘non di parte e di categoria’, abbiano una visione così autenticamente affettuosa sulle questioni legate alla sessualità. Non dia retta a chi la critica mettendo l’accento sulla sua ‘imprecisione’ lessicale. La stessa persona che rivendica un ‘essere gay’ legato all’affetto e all’innamorarsi, è quella che poi le si scaglia contro con un’aggressività della quale nemmeno si rende conto, su questioni così secondarie. Un’ultima cosa, io ad esempio sono d’accordo con lei: essere gay è una scelta. Quindi, come vede, le opinioni sono tante, e non si faccia bacchettare da sedicenti maestri di sessualità, orientamento, e genere sessuale… Pensi un po’ quante parole un essere umano è costretto ad usare per parlare di sé. Chi ha questa necessità sta male. Concordo infine col commento di Dr Argentieri. Spieghi anche ai suoi bambini che il mondo là fuori, criticherà la loro libertà, e che quello che loro amano fare non sarà sempre necessariamente accettato. Io credo che io suoi figli saranno felici e sapranno stare al mondo 🙂 Grazie

    • Io invece la penso così: essere gay non è una scelta, ma lo è assumere in pieno questa identità.
      Non e’ una scelta il proprio orientamento sessuale, ma come si decide di viverlo e anche il nome che si decide di dargli.
      Ciò che siamo è sempre in parte ineluttabile e in parte legato al nostro arbitrio.
      Baci a tutti!

      • Il mio commento verteva su altro. Sull’affetto, anzitutto che è il vero motore delle relazioni umane, a mio modo di vedere, e sul valore che questa mamma affettuosa è in grado di dare alla parola affetto, nel rapporto con i suoi bambini.
        Ognuno ha la sua opinione, e ciò che siamo, come dice lei, di sicuro è ‘sempre in parte ineluttabile e in parte legato al nostro arbitrio’. Sono d’accordo. Nondimeno ciò che siamo non è solo ciò che ci piace sessualmente, anzi è molto altro e, di più. Io credo che il fallimento del movimento gay, specialmente in Italia, deriva proprio da questa assurda pretesa di confondere l’identità della persona con quella sessuale…
        Ad ogni modo, io sono convinto che il bambino scelga l’oggetto del suo desiderio, ed è una scelta… legittima come un’altra. Legittima sia quando il bambino si orienta verso il sesso opposto sia quando si orienta verso il suo stesso sesso. Questo il motivo del mio parlare di scelta.

      • Avevo capito e apprezzato l’intento del messaggio :), ma mi era venuta voglia di rispondere su quel punto. Molto probabilmente ci sono bambini che scelgono e altri che non scelgono: perchè vogliamo sempre ridurre la realtà a delle dicotomie? Comunque quando si parla di orientamento sessuale si intende anche affettivo, ovviamente. Sarà perchè sono donna 😉 ma considero l’attrazione sessuale un’aspetto dell’amore (anche se non si esaurisce lì). Della identità di ciascuno fa anche parte come vive l’amore, con chi si vede accanto, cosa si aspetta e cerca, non crede? Per me è questo l’orientamento sessuale molto più della semplice attrazione fisica verso un genere o l’altro…
        Solo per capirsi, perchè a volte si hanno le stesse opinioni senza accogersene perchè si isano le parole in modo diverso 🙂

  8. totalmente d’accordo con lei Francesca Pardi. Ero intervenuto poiché un commento (non il suo, si capisce) mi era sembrato molto aggressivo nei confronti del post della proprietaria del blog, che mi ha molto toccato… 🙂

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