FRASI INSENSATE DI GENITORI CONVINTI

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malinsegnamentiEcco una breve lista delle migliori frasi che ho sentito pronunciare da amabilissimi e convintissimi genitori:

– “Io preferisco che mio figlio picchi piuttosto che si lasci picchiare”
– “Se lui ti picchia, tu picchialo piú forte (detta ad un bimbo di due anni)”
– “Le ho detto di rispondere alla maestra che i compiti non si possono fare a casa: noi genitori non abbiamo piú tempo per stare dietro a queste cose”
– “Ti ho detto di non guardare quei ragazzi che giocano con delle pistole. Non li guardare. Piuttosto guarda me!”
– “certo che possono mangiare i cornetti di mais quando vogliono: è solo mais! Non fa male…”
– “litiga spesso con i bambini ma non posso mica sgridarlo troppo: è la sua personalitá! È un bimbo forte…”
– “non mangia i pomodori perchè proprio…non li sopporta!!! (parlando di una bimba di un anno e mezzo)”
– “beh dai…avere gemelli non dev’essere tanto male: in una sola volta ne tiri su due! Fai meno fatica!”
–  “No, in quella scuola non iscrivere i tuoi figli perchè ci sono solo immigrati e stranieri” (e lo disse a me, spagnolosissima. Notare la distinzione tra immigrati e stranieri…)
– “se so che la maestra fa piangere mia nipote, giuro che la stampo sulla parete” (questa frase, ci tengo a precisare, è stata detta da una nonna vamp che in una circostanza di assoluta tranquillitá ha solo sentito un bambino che piangeva all’interno dell’asilo).

CONFRONTIAMOCI
Purtroppo per l’umanitá…sono sicura che il post si allungerá nelle prossime settimane. Aggiungetene pure, se avete sentito altrettanti saggi insegnamenti.

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  1. La peggiore di tutte secondo me è “litiga spesso con i bambini ma non posso mica sgridarlo troppo: è la sua personalità! È un bimbo forte…”

    MAVAFFANCULO!!!

    In questo modo allora si può giustificare qualsiasi cosa… quando ero in Italia e portavo mia nipote in asilo sentivo delle cose che mi facevano venire la pelle d’oca.
    Il risultato di questo atteggiamento è che poi il bimbo fa quello che vuole e non ha alcun rispetto per l’adulto (ho visto scene in cui la mamma cercava di convincere il figlio a fare qualcosa e il figlio le rideva in faccia sfottendola..ma tipo a 5 anni).

    Non esiste!!!!

    • INFATTI…questo è il senso del post. E poi ci si lamenta di come vadano le cose. Tutto parte da quí. Comunque anche la madre iper protettiva (che per non avere un figlio violento lo obbligava a non guardare i bimbi che giocavano accanto a lui) aveva qualcosa di inquietante. Poverino….aveva i coetanei a due metri e doveva stare a fissare il volto della madre!!! che pena…

      • Si anche l’iper-protettivismo (parola inventata) causa danni notevoli. Ci vuole equilibrio, come tutte le cose. Io non sono mamma quindi non so come si gestisce un nano e so che non è facile essere genitori (in generale). Però ho praticamente cresciuto mia nipote quindi mi sono fatta un’idea..è difficile ma non impossibile. Va bene trattare i bimbi alla pari ma a volte bisogna imporsi e far capire chi è l’adulto.

        Prima di trasferirmi la sera lavoravo in una pizzeria d’asporto. Entra una mamma (relativamente giovane) con un bimbo di 5-6 anni. Mentre aspettavano che la pizza si scaldasse (5 minuti) il bambino ne ha fatte di tutti i colori, gridava, capricci perché voleva tutto..in sostanza dava fastidio a noi e agli altri clienti. Io guardavo la mamma come per dire “embé non dici nulla????”. Lei a un certo punto con sguardo dolce e affettuoso rivolto verso il figlio ci guarda e fa: portate pazienza, non so cosa gli è preso, lui NON FA MAI COSI, è sempre tranquillo…………

        Io credo che in parte i genitori tendono a concedere/giustificare tutto ai figli perché magari lo vedono solo la sera dopo il lavoro e si sentono in colpa. Quindi magari pensano “vabbeh lo vedo solo per due ore mica posso rompergli l’anima se fa i capricci”.

  2. Sono proprio agli inizi del mio nuovo anno da “desperate teacher”… fortunatamente il mio orario scolastico non prevede la mia presenza in mense selvagge in mezzo ai tanti “bleeech” “non mi piace” e “cos’è sta roba” (scusate, noi siamo dell’era “o lo mangi, o lo mangi” – e resto dell’idea che, nonostante gli atteggiamenti talvolta un po’ spartani dei maestri della nostra generazione, almeno gli input erano chiari ed educativi).

    Solo cinque minuti per raccontare questo episodio. In provincia di Trento (ma credo in tutta Italia) esiste un progetto a mio modo di vedere piuttosto valido chiamato “frutta nelle scuole”; in sostanza per due giorni alla settimana viene offerta ai bambini frutta di stagione da consumare durante la ricreazione del mattino. Si tratta sostanzialmente di un’iniziativa di educazione alimentare, che invita i bambini (e soprattutto i genitori) ad abbandonare le tanto comode quanto malsane merendine confezionate. Premesso: salvo episodi legati ad intolleranze/allergie, tutti i bambini (e, per coerenza) le maestre sono tenute a consumare la frutta in quelle giornate, naturalmente previe circolari ed adesioni firmate e controfirmate dai genitori.

    Lo scorso anno ho colto sul fatto un dolce pupetto di seconda elementare che gettava (senza assaggiare) il frutto in questione. L’ho lasciato fare ed ho visto che, dopo aver gettato il frutto, estraeva dalla tasca del suo bel zainetto la famigerata merendina. Ora:
    1. se getti il cibo senza nemmeno assaggiarlo, la colpa può essere relativamente tua, perchè significa che tua madre/padre a casa ti fanno fare tutto quello che vuoi
    2. che cazzo di madre/padre ha se, nella giornata della frutta, ti danno la merendina?! Soprattutto dopo spiegazioni dettagliate del progetto (e delle regole che ne derivano), incontri con i genitori, ecc…

    Da buona e paziente maestra, l’ho chiamato e gli ho fatto capire con estrema dolcezza che la frutta va almeno assaggiata visto che è fortunato ad avere questa possibilità, che ci sono molti bambini che questa possibilità non ce l’hanno, che contiene le vitamine, ecc… A mezzogiorno, a scuola terminata, ho poi avuto occasione di vedere la madre (che aveva deciso di aderire all’iniziativa, perchè nessuno costringe nessuno), alla quale ho riferito quanto accaduto in maniera molto soft. La risposta è stata: “bhè, se mio figlio decide di non mangiare la frutta perchè non gli piace, è libero di fare quello che vuole, in fin dei conti siamo in democrazia. Poi la frutta non piace nemmeno a me”.

    Il bambino in questione, è stato fin troppo intelligente a capire di aver sbagliato, con una madre così…

    • Ciao Manuela! Che bellissima sorpesa! Come stai? ti ho vista in qualche foto…sempre piú smagliante e bella! Grazie per il tuo costruttivissimo ( e azzeccatissimo) commento. Bellissima l’iniziativa di cui parli: ma secondo te, i bambini stanno percependo l’importanza di quello che gli viene trasmesso? Voglio dire: la mangiano tutti volentieri? o quanto meno si stanno abituando? MI sembra proprio bellissimo!
      Complimenti anche per la capacitá di persuasione che hai avuto con il bimbo…per quanto riguarda la madre….ehhhm….capirá con gli anni che cosa voglia dire mangiare molti alimenti industriali a discapito di cibi naturali. È selezione naturale anche questa 😉

      • Questa iniziativa mi ricorda tanto le mie elementari. Per merenda ci davano sempre un frutto o lo yogurt. Certo poi noi potevamo portarci da casa quello che volevamo, però quasi sempre mangiavamo quello che ci davano!
        Dovrebbero farla ovunque!

        ps. ma come fa la mamma a dire “poi la frutta non piace nemmeno a me??”. TUTTA la frutta? Mi sembra impossibile

  3. Mamme che, nonostante il menù della mensa scolastica sia stilato da un medico specialista in nutrizione infantile, fanno scoppiare la terza guerra mondiale perché una o due volte l’anno in occasione di qualche festa (come per es. carnevale) si servono come contorno patatine fritte e convocato il comitato mensa per dirimere la controversia adducono come giustificazione:

    “Se il fritto glielo date voi a pranzo, noi per cena cosa gli diamo???!!!”

    Traduzione: “a scuola mio figlio deve mangiare cose sane perché io, legittimata dal fatto di essere la madre, tutte le sere (o quasi) lo intossico con sofficini, patatine, bastoncini di merluzzo o qualunque altro tipo di pietanza rigorosamente FRITTA, così non perdo tempo e non mi complico la vita!!!”

    E se, in casi come questi, ti permetti di fare qualche obiezione oggettiva, il 99 per cento delle volte giocano il jolly e ti rispondono: “Tu non hai figli e non puoi capire!”

    • ahahahah …cavolo mi hai stanato! Scherzo…:-)
      Peró devo dire una cosa: le mense scolastiche basano il menú su indicazioni di nutrizione infnatile, certo…ora peró bisognerebbe verdere se effettivamente sia corretta la filosofia seguita. Secondo il parere di “altri” esperti di nutrizione (quelli che non seguono la tradizione culinaria italiana per semplificare) sostengono infatti che nelle mense scolastiche si continui a fornire molta piú carne di quella che si dovrebbe mangiare…ed io sono d’accordo. In poche parole: i genitori spessissimo sbagliano per comoditá, disinformazione o quant’altro, ma anche le scuole non scoppiano di sapienza in termini alimentari. Detto questo: le madri continuano ad essere le piú potenti rompimaroni del mondo.

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