Archivio mensile:aprile 2013

“DONNE” PRIMA E DOPO LA GRAVIDANZA

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imagesLa gravidanza è un periodo stravolgente per la psiche ed il fisico della donna; e questo è un  dato di fatto. Quello che però non è sufficientemente risaputo è che la gestazione è molto meno affascinante di come la spacciano libri, manuali e neomamme rimbambite dal famoso effetto post-partum.

Nel corso di una piacevole chiacchierata in compagnia di amiche (e, badate bene, erano donne pre maternità, di quelle che il pancione non ce l’hanno ancora avuto e nella maggior parte dei casi non pensano nemmeno di farselo crescere per ancora un bel po’ di tempo)  si è sollevato il tema delle “conseguenze da gestazione“. Non si è parlato di scialorrea, bruciori di stomaco, mal di schiena, ecc…ma di quei cambiamenti fisici che una donna “scopre” dopo mesi dalla data del parto e che si associano inevitabilmente con la gravidanza e “il cambio ormonale”.  

L’elenco che segue è quindi una top-ten dei cambiamenti che io ho vissuto o che le mie amiche hanno indirettamente sperimentato attraverso la pelle di conoscenti varie. Faccio questa lista perché, secondo il mio modestissimo parere, le donne devono essere informate al 100% = gravida è bello, ma anche (per certi aspetti) un pelino sconveniente. Donna avvisata e mezza salvata: Leggi il resto di questa voce

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PAROLA DI BAMBINO, INTERPRETAZIONE DI ADULTO!

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bilinguismoUn bimbo di due anni, cresciuto in un contesto bilingue, non sa ancora usare una lingua piuttosto che l’altra a seconda delle persone che ha davanti. O almeno i miei figli non ne sono ancora capaci. Quello che ne consegue è che, quando veniamo a trovare la famiglia italiana, nonni e zii si ritrovano davanti due faccine convintissime che continuano a ripetere le stesse parole (imprecise e spesso nella lingua sbagliata) senza poter minimamente capire che cosa stiano dicendo e quindi interpretando…Risultato?
Una persona che è convinta di aver capito bene, un bimbo che si frustra e si arrabbia ed una mamma che deve fare da interprete.

Esempi:

1) mangiando biscotti Leo ne chiede ancora e usando lo spagnolo dice: “Mas! mas!” e mio padre: ” ma come mais? sono biscotti non mais!” e poi, guardando me: “Gli apro una lattina di mais?” (alle 16.00)  Leggi il resto di questa voce

VIVERE IN UNA CITTÁ TURISTICA, AL MARE, SIGNIFICA CHE…

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residenceOra vedo il mondo dei vacanzieri dall’altro lato della sponda e vi posso assicuarre che non è per nulla facile. Vivere in una cittá sul mare, dove il turismo la fa da padrone 9 mesi su 12 significa:

  • Avere la macchina ammaccata perchè baldi giovani (o vecchietti con la crisi di mezza età) perennemente ubriachi guidano come fossero piloti di rally
  • provare profonda invidia nel vedere orde di eleganti signorotti che giocano a golf mentre tu spazzi la terrazza dai kg di sabbia che il vento porta ogni giorno
  • ritrovarsi la propria città completamente fagocitata da auto impazzite che non sanno dove andare (lente) o se guidare sulla corsia di destra o sinistra (qui ci sono molti inglesi)
  • pagare “prezzi da inglesi” per una caña española
  • convincere Ale e Leo che quei “nuovi bambini” che sono venuti a vivere nel nostro residence fanno il bagno in piscina ai primi di aprile percè sono dei pazzi e non perchè l’acqua delle piscine sia giá tiepida.
  • Ritrovarsi in giardino a far giocare i tuoi figli con una bimba russa, 4 polacchi, 2 tedeschi, un brasiliano, due inglesi e solo uno spagnolo e vedere che i tuoi figli ripetono parole in lingue a te incomprensibili…
  • convincere i gemelli che no, noi le infradito e le canottiere non ce le mettiamo con 22 gradi
  • ritovarsi parcheggiata un’auto nel proprio posto garage. Incazzarsi come un’ape regina, stare li ad aspettare un quarto d’ora (con due gemelli che urlano spazzientiti) e poi vedersi arrivare un tecnico audio-visuale norvegese (bellissimo) che non parla spagnolo ma davanti alla cui bellezza noridca non puoi far altro che invitarlo a godere del tuo posto auto per tutto il tempo che vuole.

Piange uno e piange l’altro? Sui gemelli troppi luoghi comuni (Post tratto da RomagnaMamma)

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gemelli-300x396Riporto questo post tratto da RomagnaMamma perchè inerente a quello su cui avevo scritto poco tempo fa ma soprattutto perchè tocca temi importanti che riguardano il mondo della gemellaritá, un mondo che – come si dice nell’articolo – spesso non prevede i giusti aiuti.

Piange uno e piange l’altro, ha fame uno e ha fame l’altro. Anche sui gemelli i luoghi comuni si sprecano. Parola di Camilla Podda, mamma di due bambine di cinque anni e di un maschietto di quattro, nonché presidente dell’associazione Il Mondo dei Gemelli. Soci e simpatizzanti di tutta Italia si riuniranno come ogni anno dal 25 al 28 aprile al Camping Cesenatico di Cesenatico. Un appuntamento nato tempo fa col pretesto di approvare il bilancio e divenuto poi occasione di ritrovo. E non solo.
Camilla, quali iniziative organizzate durante il raduno?
“Il mercatino, in particolare. Le famiglie che vogliono possono portare vestiti, scarpe, passeggini, giocattoli, biciclette. Mettiamo tutto sopra un tavolo e chi ne ha bisogno, li prende. Non è un baratto vero e proprio. Si può prendere senza portare, portare senza prendere. Dipende dalle esigenze”.
Quanti iscritti avete?
“Circa 800, di cui 200 attivi. Sul nostro forum, poi, sono coinvolte molte più persone. Non è necessario avere la tessera dell’associazione per chiedere e dare consigli. In Emilia-Romagna, in particolare nella zona di Carpi, abbiamo un gruppo di mamme molto attive: è un nucleo molto ricettivo che si fa coinvolgere senza problemi. Non succede lo stesso da altre parti”.
Quanti gemelli hanno le famiglie che vi seguono?
“Da due a quattro. Noi serviamo ad avere una veste ufficiale per essere più credibili quando ci sono da fare delle battaglie”.
Per esempio?
“E’ successo che genitori con tre gemelli si siano ritrovati davanti ad una situazione paradossale: due erano stati presi al nido e uno no. Ti casca il mondo addosso. In alcuni casi siamo intervenuti risolvendo le cose”.
Si parla abbastanza di gemellarità?
“Se ne parla, sì. Ma in maniera stereotipata e folkloristica. Quando hai il pancione e dici che avrai due gemelli ti guardano come a dirti che la tua vita si complicherà all’inverosimile. Che impazzirai. E una donna si spaventa”. 
Che cosa servirebbe, per evitarlo?
“In Italia manca prima di tutto un sostegno psicologico alle future mamme di gemelli. Quando vai a fare l’ecografia per la datazione della gravidanza e ti annunciano che i bambini saranno più d’uno, non è detto che tu la prenda bene. C’è chi piange, chi si dispera. E non c’è nessuno che ti aiuti, che ti supporti. A me è mancato molto, nonostante l’avessi presa bene”. Leggi il resto di questa voce

PELLE ATOPICA NEI BAMBINI. LE STIGMATI DI LEO

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pelle atopicaUfffffff…il mio povero Leo è un cristo in croce. Soffre di pelle atopica da quando è nato ma, a differenza del fratello che nel giro di pochi mesi è guarito definitivamente, il “leoncino” sta sempre peggio.
I pediatri dicono sempre le stesse cose: “non c’è nulla da fare, è una cosa che sparirá con il tempo” e nel frattempo, per lenire le sofferenze del povertto prescrivono cortisone come fosse acqua santa. Che poi, l’effetto di quelle pomate-bomba è veramente veloce ma ad ogni modo temporaneo poichè dopo pochi giorni la dermatite ricompare.
A questo punto l’unica mia mossa è quella delle costosissime creme idrantanti senza profumo e per pelli atopiche ma la veritá è che nemmeno queste servono molto.

Insomma: qualche mamma online ha per caso trovato una soluzione a questo fastidioso problema? O meglio ancora: qualche causa scatenante? Io ho sottoposto i gemelli a dei testi di intolleranza alimentare, ma la possibilitá che il cibo sia causa della dermatite è davvero minima…

Leo poverino è pieno di “stigmati”! polsi, manine, gomiti, ginocchia e collo; non fa altro che grattarsi peggiorando cosí lo stato della pelle che sanguina…
Help!

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