UN GRUPPO DI FIGLI ADOTTIVI SCRIVE A GEMELLIRIBELLI

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bambini impauritiCi sono momenti nella vita in cui uno finsice col sentirsi colpevole quando le sue iniziali intenzioni erano le piú buone.

Quando ho creato la sezione “Menú genitori” non sapevo che il tema dell’adozione lo avrebbe praticamente dominato. Ed invece è sucesso proprio questo: che delle mamme adottive hanno voluto condividere con me e con voi storie fatte di sofferenze, speranze e gioie; storie in cui si sono messe a nudo. La condivisione, a mio parere, serve sempre a metabolizzare i momenti della propria vita e sebbene il confronto “parto-adozione” non sia lineare e diretto, alcune di queste mamme hanno sentito di aver vissuto l’attesa di un bambino non geneticamente loro, come una sorta di gestazione psicologica che hanno poi condiviso attraverso il mio blog.
Le loro sono state storie piene d’amore: un amore che hanno felicemente potuto riversare sui loro piccoli venuti da lontano. Un amore che io leggo con trasporto ma che, a quanto pare, non è stato ugualmente ben interpretato da altri occhi.

Oggi ho ricevuto un’email. È scritta da un gruppo di figli adottivi. Il loro messaggio è forte ed importante, ma allo stesso tempo un  po’ duro poichè, anche se senza alcun riferimento personale, “attacca” chi  ha raccontato quelle storie senza, a loro detta, considerare il punto di vista di chi viene adottato. Per ora riporto il testo della loro email nella speranza che possano cogliere il mio invito a raccontarci cosa sia l’adozione vista dagli occhi dei bambini.

Ovviamente, tutte quelle mamme e papà che hanno raccontato le loro storie attravrso GemelliRibelli si sentano liberi di rispondere.

Ciao!
Io sono una ragazza che è stata adottata all’età di 4 anni e mezzo. Ho letto alcuni vostri post sull’adozione e li ho fatti leggere ad altri ragazzi, adottati pure loro.
Una cosa ha dato fastidio a tutti noi, il vostro paragonare l’attesa e il momento dell’incontro come a una gravidanza e un parto.
In realtà, almeno per noi figli adottivi, sono due cose estremamente diverse. Nella gravidanza c’è un continuo scambio tra madre e figlio e il parto è il momento del ‘ri-conoscersi’: tu sei quella che cantava, che parlava, etc etc.
Il momento dell’incontro, per il bambino che sta per essere adottato, e’ un momento quasi spaventoso. Deve fare il carino perché così gli hanno detto (fidatevi, è la verità) ma in realtà ha una gran paura di questi sconosciuti che lo porteranno via dall’unico mondo che conoscono o magari dalla speranza di poter un giorno tornare dalla loro prima famiglia.

L’adozione non è una nascita. È un’altra bellissima cosa, nel lungo periodo. Paragonarle, usare la stessa terminologia, è mancare di rispetto alla nostra storia e anche un’ammissione che l’adozione per voi è stata un ripiego.

Mi scuso se sono stata un po’ brusca, ma vi assicuro che qui con me c’è gente che avrebbe usato ben altri termini!

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  1. Ma cosa non vi è piaciuto ? il titolo dei post “Parto adottivo” è stato scelto da gemelli ribelli non da noi mamme adottive le storie sono solo dal punto di vista delle mamme ma perchè le abbiamo scritte noi non possiamo dare voce a sentimenti che sono solo vostri…. voi e solo voi potete raccontare il vostro punto di vista…. io sono mamma adottiva e non equiparo l’adozione ad un parto e nessuna che ha scritto lo fa…. semplicemente gemelli ribelli ci ha chiesto di raccontarle le nostre storie pensandole come il momento della nascita della nostra famiglia…. per noi è stato un momento meraviglioso un giorno che tante di noi festeggiamo perchè è stata la realizzazione di un sogno : formare una famiglia grazie all’adozione ! 🙂 però sarebbe bello sentire i vostri punti di vista sarebbe un momento di crescita per tutti noi 🙂

  2. Ciao Jess…ho letto i comenti su fb, ma IO sono alle tue ordini e comento qui…a me non sembra per niente esagerato…anzi, io voglio tanto bene questo blog e questi comenti li farano solo del bene…per fortuna che il post é arrivato anche ai figli adotatti e adesso possiamo sapere come la pensano loro…
    BRAVA BRAVA E BRAVA!!! continua sempre cosí cara Ceotta e tutti quelli “que te seguimos, continuaremos haciéndolo”
    GUAPA!

    • Grazie Luci! Infatti: anch’io ho risposto alla mail dicendo che sono molto felice del fatto che propongano un punto di vista costruttivo. Spero tanto accettino l’invito e ci mandino le loro esperienze. Brava TU che commenti qui! 😉 Te queremos Luci!

  3. ormai bisogna stare attenti a fiatare, siamo in un mondo dove se dici “bà” si offende qualcuno … personalmente capisco i sentimenti vissuti da questi ragazzi, ma ho trovato la lamentela davvero esagerata, e mi sono detto “quante pippe mentali!!!” Che problema ci sarà mai se una povera mamma che non ha potuto provare l’emozione della gravidanza prova a sognare un pò… fa un danno a qualcuno ? vi sentite meno amati per questo dai vostri genitori adottivi ?
    Mio modestissimo punto di vista… ovviamente non sono stato adottato e non posso capire, ma dall’altra parte ho visto anche la sofferenza di chi non può diventare madre. Per una donna è un colpo mica da poco.
    Comunque sono daccordo con Lucia sul resto (anche sull’essere ai tuoi ordini ;)) ), è utile dare spazio a tutte le opinioni e al confronto

    • A voler essere sinceri, l’unico attengiamento per me un po’ stonato, l’ho trovato nella risposta di questi di ragazzi e non nelle esperienze raccontate dalle mamme.
      I loro sono racconti personali, resi pubblici chiaramente con l’intento di essere tali: un testimonianza d’amore, di paura, d’attesa, di gioia, di ansia e di tutto ciò che l’adozione comporta.
      Fare paragoni tra parto e adozione non significa necessariamente voler arrivare a sminuire l’uno ed esaltare altro.
      Questo, cari ragazzi, credo proprio che le mamme in questione l’abbiano capito.
      Non credo invece che l’abbiate capito voi.
      Si legge tanta rabbia e tanta sofferenza dalla vostre parole, e forse è questo che vi spinti a rispondere così duramente, ma spesso alle parole, pur concordando sul significato, si attribuisce un senso diverso.
      Forse avete trovato inappropriato parlare di “parto adottivo”, perché in queste parole sentite uan certa idea di passività da parte del bambino.
      Il neonato nella pancia della sua mamma è al sicuro, è protetto. Voi, noi, non lo siamo stati.
      Nell’attesa di “ri-venire al mondo”, chi più, chi meno, ha imparato a sopravvivere e cavarsela da solo.
      Non vi preccupate, la maggior parte dei genitori adottivi, credo e spero anche i vostri, sa benissimo che prima del loro arrivo, non eravate nel paese dei balocchi, ed è perfettamente cosciente del vostro dolore e del vostro vissuto.
      Dire che l’adozione è anche un po’ un parto, non significa pensare che prima di diventare loro figli, voi foste semplicemente rimasti lì, in un limbo, seduti ad aspettae, né tantomeno pensare che abbiate iniziato a vivere solo nel momento in cui vi hanno adottato, negando il vostro passato.
      Forse queste mamme volevano solo dire che prima di incontrarvi/ci anche loro hanno aspettato e sofferto tanto, e che hanno avuto anche tanta paura, senza sminuire i sentimenti di chi si trova dall’altra parte della barricata.

      • Scusate, ho sbagliato a scrivere. La mia non voleva essere una risposta in particolare all’utente Luca, ma un commento in generale.

        A Luca volevo solo dire che se anche fossero solo “pippe mentali”, non si può sapere che tipo di esperienze le persone abbiano vissuto per esprimersi in questi termini, magari ne hanno motivo… Forse non si sentono meno amati, ma meno capiti, che fa male lo stesso.

  4. Mi dispiace se ho mancato di rispetto a qualcuno, se l’ho fatto non era certamente la mia intenzione, e me ne scuso.
    Non credo che in tutto questo ci sia una parte lesa e una parte che abbia voluto ledere, credo che ci siano dei punti di vista che, come tali, sono strettamente personali. Io non ho raccontato “il parto”, di qualsiasi genere esso sia, ma ho raccontato il MIO parto, MIO e di MIO MARITO e l’ho raccontato su un blog che, in linea di massima, viene letto da adulti, narrando e “romanzando” i miei sentimenti (e non quelli di tutti i genitori adottivi). A mio figlio non parlo del “mio parto” ma del “nostro incontro”, ogni anno festeggiamo il suo compleanno ringraziando la sua mamma che l’ha partorito e ha scelto per lui la vita e poi, in un altra data, festeggiamo il “complefamiglia”, il giorno in cui la nostra famiglia è rinata.
    I primi giorni con mio figlio sono stati i più difficili di tutta la mia vita, quindi ricordo bene le sue fatiche (e di conseguenza, ma certamente meno importanti, le nostre), quella sensazione di smarrimento nei suoi occhi, la paura , il terrore nel salire su un’auto, nel farsi toccare da noi, nel farsi lavare, le urla di notte, le mie lacrime nel pensare “ma cosa gli abbiamo fatto”, la sensazione terribile di aver fatto un torto a quel bimbo che avevamo strappato all’unico posto che per lui era “casa”.
    Questo per fugare anche il più piccolo dubbio sulle intenzioni di chi, come me, ha raccontato l’esperienza più incredibile della propria vita. Credo anche che sia una ricchezza che i figli adottivi scrivano e ci rimandino le loro sensazioni rispetto alla loro maturazione, alle difficoltà, alle emozioni che provano quando scriviamo, ma, per favore, senza polemica o senza pensare che si voglia mandare un messaggio negativo, per quanto mi riguarda io non credo di essere speciale, più o meno importante di qualsiasi madre (compresa la madre biologica di mio figlio), per questo il pensiero che si possa pensare che volevo denigrare o offendere mi dispiace e crea anche un pizzico di dolore. Chiedo ancora scusa.
    Mammacanta

    • Sono sicura che la mail di queste persone non fosse contro le vostre storie ma solo una voce atta a far sapere che dal loro punto di vista, quello che per voi genitori è stato il momento piu bello della vostra vita per loro abbia comunque coinciso con un momento di dolore. Ti ringrazio MAmmacanta per aver voluto rispondere alla mail e per essere sempre tanto dolce e comprensiva. Un abbraccio. P.S Il comlifamiglia mi sembra una cosa meravigliosa!!!!

  5. Io non mi scuso proprio di nulla! Anzi…
    Anche io sono una mamma e ho raccontato la mia esperienza. MIA. Non ho toccato l’esperienza di nessun’altro, solo la MIA. E che qualcuno si senta offesa da un qualcosa che mi appartiene e semplicemente condivido mi lascia alquanto basita.
    Mio figlio non era abbastanza grande da fingere un bel niente, e il suo disappunto lo ha espresso tutto!! E noi ce lo aspettavamo, e lo abbiamo compreso e accolto. Perchè le nostre voci e i nostri odori per lui erano un mondo inesplorato e ne aveva ovviamente paura, Ma nonostante questo è mio figlio. Perchè io L’HO RICONOSCIUTO ECCOME! nel momento in cui ho incrociato i suoi occhi ho capito che era lui, che per lui ho aspettato e vissuto quello che avevo vissuto. E ti dirò di più! Ti confermo che il mio è stato un parto! Eh si! Un parto in piena regola! Semplicemente al contrario. Perchè non l’ho tirato fuori, ma mi è entrato dentro come un fiume in piena. E li è rimasto.
    Occhio a giudicare ed alterarsi (cit. “ma vi assicuro che qui con me c’è gente che avrebbe usato ben altri termini!“) per vissutio che non vi appartengono e non parlano di voi. Perchè date l’impressione di essere ragazzini che si mettono in opposizioni sul niente. E anche io sono stata una gattina al confronto dei primi pensieri che ho fatto 🙂

  6. Trovo che il punto di vista di voi, figli adottivi, in questo contesto, sia assolutamente FUORI LUOGO. È stato chiesto a noi, mamme, di raccontare la NOSTRA esperienza, ed ognuna di noi l’ha fatto così come l’ ha vissuta, con tutta l’ aspettativa, il desiderio, la gioia e il dolore che ha provato….e il parto non è, forse, tutto questo? Chi vi da il diritto di sminuire la nostra maternità sostenendo che è stato un ripiego, la nostra è stata una SCELTA, si sceglie di accogliere e amare per la vita un figlio non nato da te, mentre a volte una gravidanza si subisce…Noi mamme adottive abbiamo dovuto affrontare un percorso duro e laborioso che ha scavato voragini dentro di noi, e ci ha fatto scoprire che i nostri figli erano lì, in fondo a quella voragine, nel nostro cuore. Nè più né meno di quelle madri biologiche che hanno tanto desiderato i loro figli e li hanno partoriti.
    Bianca

    che per noi è stata un ripiego? La nostra è stata una SCELTA

  7. beh, è meraviglioso che, anche se in maniera “brusca”, come dice la mail ma, a mio parere molto sincera, sentire il parere di chi si trova al di là.. dei diretti interessati nell’adozione.
    Bello che qualcuno abbia trovato il coraggio di scriverti Jessica.
    Spero tu stia bene e che, quanto passi per l’Italia possa avere l’occasione di beccare te e la tua famiglia!
    ti abbraccio
    a presto
    Veronica

    • Cara Vero…bello sí, ma ha avuto i suoi riscontri negativi. Un paio di persone che avevano voluto condividere i loro racconti con noi mi hanno chiesto di ritirare il loro post. Non so, non mi è piacciuto perchè facendolo, sembra quasi che io abbia pubblicato qualcosa di sbagliato e loro abbiano raccontato una storia effettivamente offensiva…il che non mi sembra. Va beh…
      Sono quindi contenta che mi abbia scritto questo commento positivo…mi hai rincuorata! P.S. saró in Italia ad aprile…se vuoi ci mettiamo d’accordo!

  8. Ciao io invece ho seguito con molto interesse i racconti dei parti adottivi.. e mi hanno fatto sognare nonostante non sia sposata. E trovo molto strana la lettera della figlia adottiva…io ho una sorella adottiva e siamo legatissime…. il modo in cui parla della nascita un riconoscersi come se il bambino fosse cosciente di ciò che gli sta accadendo mi sa di favola metropolitana…. nessuno di noi ricorda il momento della sua nascita mentre alcuni bimbi adottivi ricordano il momento della loro adozione… e tutti i momenti a seguire e succede che li ricordano come un fatto bello… non necessariamente spaventoso…. anzi la fine di un brutto periodo in un orfanotrofio e l’inizio di una vita finalmente in famiglia…
    ma come mai si conoscono questi figli adottivi che ne parlano tra loro? fanno parte di qualche gruppo? Sarei curiosa di saperne di più…

    • Cara Luna, sono felice che la rubrica ti sia piacciuta e che, come a me, ti abbia fatto sognare. Sono anche contenta del fatto che il tuo sia un commento positivo. Come avrai letto, alcuni genitori mi hanno chiesto di ritirare i loro racconti dal blog proprio a causa della mail. Cosa che ho fatto ma senza condividerne il senso visto che, facendolo, sembra quasi che io abbia pubblicato delle storie “sbagliate” o che loro abbiano scritto dei racconti effettivamente offensivi. Grazie quindi per il tuo sostegno!

      Spero tanto che almeno uno di quei ragazzi che mi hanno inviato la mail si convinca a scriverci la sua storia…cosí almeno capiamo un po’ tutti anche il loro punto di vista. A proposito: se tua sorella volesse descriverci la sua esperienza, io ne sarei veramente lusingata (nel caso puó madare una mail a 2gemelliribelli@gmail.com). Grazie ancora.

  9. Sono una delle mamme che ha raccontato l’incontro con il suo bambino.
    Ho raccontato la MIA storia.MIA e di nessun’altro.
    Oltre ad essere una mamma che ha adottato sono anche moglie di un figlio adottivo,al quale ho fatto leggere alcune storie di altre mamme che hanno raccontato come me un momento pieno di significato e di felicità.Come lo avrebbe fatto qualsiasi mamma.Mio marito non si è sentito minimamente offeso.
    Anzi,ha detto che non comprende gli attacchi da parte di chi non dovrebbe avere preconcetti.Anche lui ha vissuto i suoi momenti fatti di domande,dei come e dei perchè.I suoi genitori in modo molto naturale gli hanno saputo dare risposte e hanno saputo trasmettergli spontaneità per quanto riguarda la sua adozione fin da quando era piccolo.Non si è tutti uguali.Ognuno ha il suo vissuto e giudicare delle mamme gratuitamente come è stato fatto è ingiusto.Un figlio non è mai un ripiego.Ma come vi viene in mente!
    Mio figlio non è capitato.
    E’ stato sognato,aspettato,voluto.
    Non è stato amato per caso.
    La nostra è stata una scelta d’amore.

  10. Scusami Jessica, ma non credo ci sia molto da stupirsi se qualche mamma ha ritirato il racconto.
    Non certo perchè significa che lo reputano “sbagliato”, ma vedere il proprio bene così prezioso che si deciso di donare ad altre persone, denigrato e incompreso così non penso faccia piacere a nessuno. Io non ritiro il mio racconto, ma capisco perfettamente il pensiero di chi l’ha fatto.

    Lo scrivo perchè certe illazioni mi fanno incavolare quasi quanto i vaneggiamenti di 4 ragazzini che davvero poco hanno capito dell’adozione (o poco gli è stato spiegato)

    Sentire parlare di ripiego, di mancanza di rispetto per i nostri figli!! MA SCHERZIAMO?!!?!?!?
    Altro che essere bruschi ragazzi miei….

  11. Cara Jessica, io non mi esprimo sull’adozione perché non so proprio che emozione sia. Vorrei solo dire a te invece che la tua iniziativa è stata onorevole e ha commosso molti tuoi lettori. Chi si mette in gioco (le mamme in questione, tu, e se avranno voglia questi ragazzi che ti hanno scritto) mettendo a nudo i propri sentimenti merita onore e rispetto. Non farti “smontare” dall’accaduto! Un abbraccio forte. B.

  12. Rispondo a questi ragazzi partendo dalle loro stesse parole,ma ribaltandone il punto di vista, anche in maniera schematica,come tendo a comportarmi quando voglio essere incisiva:
    – tu ( madre biologica)potresti anche essere stata quella che non cantava, che non ti parlava, che non poteva desiderarti;
    – io ero spaventata dal nostro primo incontro molto probabilmente non meno di mio figlio;
    -io avevo una gran paura di non essere accettata da lui che a sua volta era per me uno sconosciuto, nel senso che nella realtà non ci eravamo mai incontrati;
    -l’orfanotrofio non era l’unico mondo conosciuto da mio figlio, che si trovava lì da pochi mesi, e non aveva nessuna speranza di poter tornare nella sua famiglia di origine, sicuramente desiderio, ma non speranza. A lui era stato spiegato minuziosamente il percorso adottivo intrapreso con l’ingresso in orfanotrofio ( certo l’ età gli consentiva di comprendere);
    – l’attesa di un figlio è una gravidanza ( fidatevi anche voi) nel senso che questa nuova vita entra in te e ti riempie completamente anima e corpo, ti trasforma mentalmente, ti modifica profondamente come evidentemente non solo gli ormoni possono fare;
    -la conseguenza di quello che ho detto è che l’adozione è una esperienza talmente totalizzante che la rende incompatibile con il concetto di ripiego. Se lo vivi come un ripiego non arrivi all’attesa , gli ostacoli che incontri durante il percorso diventano insormontabili.

    Con tutto ciò, ovviamente, non voglio mettere sullo stesso piano i timori e la disperazione di un bambino con le paure e lo spavento di un adulto che stanno per diventare madre e figlio, voglio però dire che nella mia esperienza queste emozioni comuni hanno ridotto le distanze, perchè sono state immediatamente condivise.

    Più volte ci siamo confrontati io e mio figlio su questo nostro primo incontro e a lui tutt’ora piace ricordare che di nascosto ci ha visti scendere dalla macchina mentre noi non potevamo vederlo e che quindi ci ha visti prima lui e dunque era in vantaggio…

    Ogni storia è a sè, ognuno di noi ha parlato esclusivamente della propria storia e merita profondo rispetto.

    Il vostro commento non ha turbato me personalmente, nè quello che penso dell’iniziativa di Jessica che appoggio senza dubbio.

    Mi chiedo però perchè questo gruppo di ragazzi si esprima in questi termini. Quanta rabbia ancora. Questo sì che mi turba profondamente.

  13. Carissimi tutti…
    non capisco tutto questo casino…
    quando ho letto il messaggi dei figli adottati non ho sentito neanche la minima sensazione che loro fossero contro i post delle mamme…loro volevano solo essere ascoltati…
    Secondo me, se ci sono persone che ti hanno chiesto Jess di eliminare i suoi commenti non é per la risposta dei figli adottati…
    Io continuo Jess a spingerti a fare quello che stai facendo perche lo fai benissimo…

  14. Cara ragazzina “so tutto io” vorrei farti notare che non tutti i genitori adottivi hanno bisogno “del ripieghino” !!!!
    Molte coppie hanno già figli, altre decidono di non intraprendere il percorso tortuoso delle FIVET perchè il loro desiderio di donare amore è ancora più grande del concepimento stesso.

    In comune hanno tutte il desiderio di accogliere bambini “abbandonati” e bisognosi di tutto ma soprattutto d’amore.

    Modera tu i termini prima di giudicare un argomento che a stento conosci.. evidentemente.

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