Archivio mensile:febbraio 2013

LA SFIDA DELLE TORTE…TRA MAMME! (Io ho perso)

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Torta pasta di zuccheroCome abbiamo giá avuto modo di vedere, le mamme si sà, sono sempre in competizione per il figlio piú bello,  piú bravo a scuola, il meglio vestito, il piú atletico, riccioluto, mangione, dormiglione, ecc, ma c’è un ambito in cui non ce ne  facciamo  proprio una ragione: dobbiamo essere delle super mamme! Sto parlando delle  feste di compleanno.  Per chi segue i programmi importati from the U.S.A, sapranno infatti  che ci sono delle serie televisve dedicate proprio a tali “competizioni” tra mamme. …robe da matti, ve lo assicuro.

Io nel mio piccolo,  sono una donna, una mamma e quindi soffro (anche se solo in parte) del rimbambimento da maternitá (di cui, credo, prima o poi scriveró un libro grosso, grosso); motivi questi sufficienti per far si che sia caduta nella trama dell gioco PartyMamas.
Ok, i miei gemelli sono ancora troppo piccoli per potergli organizzare una festa con star televisive e liposuzioni ad hoc ma la sfida  mi ha comunque  interessata per quanto riguarda la preparazione della torta.

La colpa di questa mia “smania” dipende da due fattori: sono per metá casalinga (e quindi devo essere un’autentica desperate housewife) ed ho un’amica che sa lanciarmi (inconsapevolmente) le giuste sfide da mamma perfetta. Lei, si chiama Valentina, io la chiamo Tina. Lei non sa nemmeno di avermi istigata ma io la voglio comunque rendere la vittima di questo mio post. ..
Tutto questo contorto sentimento nei suoi confronti nasce dal fatto che LEI è proprio bravissima a fare le torte per i suoi figli e, diciamolo pure, è una di quelle  mamme che, sicuramente, se avesse quei milioni di euro in piú potrebbe organizzare una festa da PartyMama al 100%. Recentemente si è cimentata nella  creazione di torte bellissime e buonissime che, come ho detto, troneggiano alle feste di compleanno dei suoi figli. Il suo tocco da maestra sta  nel fatto che sa usare la pasta di zucchero come una vera pasticcera: crea meraviglie che sembrano fatte a macchina. Vi dico solo che l’ultima torta che ha fatto era a forma di castello con tanto di torri, bandierine svolazzanti, canncelli, edere, fossati….bellissima.  Leggi il resto di questa voce

GUERRA E PACE…DUE ANNI DOPO.

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bacino gemelliDue anni fa succedeva questo. 

Oggi guardo indietro e mi sembra di non ricordare piú nulla di questi ultimi 24 mesi. Ogni cosa è così veloce, confusa, stancante e piena di emozioni che cuore e cervello fanno fatica ad elaborare e memorizzare tutto quello che vorrei. Quei due shreckini che inermi mi sono sono stati messi tra le braccia l’11 febbraio 2011 oggi  mi sfuggono appena possono, vanno all’asilo, mangiano da soli, giocano, corrono, si prendono e mi prendono in giro, litigano, scarabocchiano, corrono in moto, mi abbracciano, mi baciano, mi sbavano e mi gridano frasi incomprensibili, pienissime di significato.

Quanti biberon avró dato in questi mesi?
Quanti pannolini avró cambiato?
Quanti baci avró spiaccicato sulle loro faccette?
Quante bue avró curato?
Quanti denti ho visto sbucare?
E quanti morsi mi sono stati regalati?
Quanti primi passi? Prime parole?
Quante volte siamo andati al parco?
Quanti pianti avró consolato?
Quante notti avró dormito? (questo lo so: pochissssssssssime)
Vorrei aver avuto le energie per annotare ogni singolo, insignificante e meraviglioso evento della vostra intensissima vita.

Oggi, 11 febbraio 2013, per commemorare le fatiche di un parto, i miei gemellini hanno escogitato il piano perfetto per passare soli soletti la giornata con mammina: ammalarsi = niente asilo. Febbre a 39.8, capricci, lacrime e strilli.

Tantissimi auguri amori miei, anch’io sono felicissima di passare sola soletta la giornata (intera) in vostra compagnia 😉

MAMME BRAVE VS. MAMME MADE IN CHINA: LA GARA DEL CARNEVALE

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ale e leo vampiriSì sà, noi donne siamo delle agguerrite stronze in molte occasioni ma il campo in cui diamo veramente il peggio di noi stesse è proprio quello della maternitá. Mi correggo: non siamo streghe con i nostri bambini, ma con le mamme degli altri. Oggi ne ho avuta l’ennesima conferma: festa di Carnevale all’asilo = ipersupermega competivitá per il travestimento piú bello.

Io, per fortuna, faccio parte di quelle povere imbranate che non sanno tenere un ago in mano e che quindi non possono nemmeno provare a competere veremante (è ovvio, che se lo facessi, vincerei alla grande ;-)). Ale e Leo si sono quindi presentati alla folta societá duenne con ali e abito da vampiro facilmente acquistati presso gli inumerevoli bazar cinesi che affollano le strade di Marbella. Visto che il loro era un travestimento da mercenari, e da quattro soldi, passavano quindi per quelli che “poveretti, hanno una mamma che non gli sta dietro“.
Vi riporto infatti un discroso da cancello di pochi giorni fa:

ma no…a me, quei bimbi che si mettono un vestito comperato mi fanno un po’ pena…poverini…Ma quanto bello è avere una mamma che passa un paio di settimane a prenderti le misure, a cucire, ad incollare dettagli ad hoc??!!! Io, quando la mia mamma me lo confezionava, mi sentivo davvero orgogliosa e per questo, mi fanno pena i bimbi FIGLI DEL CONSUMISMO che si devono accontentare di un made in China“.

Premetto che qui in Andalusia, anche gli adulti sono soliti mascherarsi a Carnevale e non sto parlando di quelli che partecipano ai carri mascherati ma di quelle coppie che, solo perchè siamo sotto festa, se ne vanno ad accompagnare i figli al parco travestiti in coordinato con i propri piccoli. E’ normale quindi che, sociologicamente parlando, si riconsoca un’importanza piú accentuata al travestimento di quanto non faccia una che, come me, viene dal Nord Est d’Italia, zona, a mio parare particolarmente defolclorizzata. Leggi il resto di questa voce

CHE CI FACEVO A MONACO? RESUSCITAVO LA VECCHIA JESSICA!

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jessica at ISPOSono tornata! E no, non mi sono mancati i gemelli. Del resto lo sapete, li adoro e me li mangio di coccole e baci, ma io sono una di quelle mamme che per svolgere al meglio il suo ruolo ha anche bisogno di stare con se stessa e autocoltivarsi. Purtroppo peró, le occasioni scarseggiano ed é proprio per questo motivo che il mini viaggio di 4 giorni a Monaco é stato un‘iniziezione di vita!

Procedo per gradi:
1) inform0 chi ancora non è aggiornato che da alcuni mesi sono tornata a collaborare con l’azienda italiana per cui lavoravo prima della maternitá. C’è solo una differenza: lo faccio dalla Spagna, a distanza.
2) poichè mi occupo di gestire i rapporti editoriali tra il webmagazine e le aziende estere che in esso pubblicano i loro contenuti, in questi ultimi 4 giorni sono andata a Monaco (di Baviera – gli Spagnoli mi invidiano un sacco perchè pensano mi sia recata nel principato) ad una fiera ENORME chiamata ISPO e che raccoglie migliaia di aziende che producono materiali sportivi. Una cosa immensa, vi dico solo che il prossimo anno mi porto dietro uno skate perchè tutti quei km di scarpinata si sono fatti sentire.
3) il mio compito consisteva nel coltivare i rapporti con i responsabili marketing di queste imprese (The Nort Face, Patagonia, La Sportiva, Mammut, Ferrino, Aku, ecc.) programmare le prossime uscite redazionali e commerciali e poi, con il mio fare carismatico, convincerli a mettersi davanti ad una telecamera per registrare video clips commerciali che poi, appunto, pubblichiamo sul sito del magazine.

Come è andata?
Questo il punto di vista della lavoratrice: seguire il boss (iperenergetico ed instancabile) mentre stringe rapporti commerciali e ti presenta come la responsabile traffico; sostenere una maratona di 12 ore all’interno di una fiera che tra luci, appuntamenti, stands, contratti, video riprese ed inceppi linguistici, non lasciva spazio a pranzi, pipí, pause o momenti di distensione.
Questo invece il punto di vista di una mamma che passa la stragrande maggiornaza del suo tempo con duenni e mammine votate a pappette e pannolini: uno spasso! Gente nuova, contatti, inglesi, cinesi, tedeschi, spagnoli (pochi), video riprese, motivazione professionale, giovani, marketing, luci, modelli, cataloghi, bussiness cards, sorrisi, happy hours (solo a chiusura fiera e comunque sempre in compagnia di “contatti nuovi”. Lo metto tra virgolette perchè in quel contesto ho ritrovato un compagno di corso dell’universitá: quanto è piccolo il mondo). Insomma….una boccata di aria fresca!  Leggi il resto di questa voce