Archivio mensile:gennaio 2013

MAMMA A MONACO…E I GEMELLI FANNO CARNEVALE!

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cartel_carnaval_2013Il prossimo sabato per motivi di lavoro vado a Monaco. Rimarró in Germania per ben 4 giorni e l’idea mi rallegra tanto da un lato, come mi rende ansiosa dall’altra. Vista la natura del blog non é difficile immaginare il motivo della mia ansia, no? I bambini! Non mi sono mai allotanata da loro per 4 lunghi giorni e, sebbene sappia che con papà e nonni (paterni) si divertiranno un sacco, ho come l’amara sensazione di non poter stare tranquilla…

Sì, questo è un post da “rimbambimento materno”, ma che ci posso fare? L’ultima volta poi, che sono stata  a lavorare tra omini pallidi che parlavano tedesco ho quasi rischiato di morire….come faccio ad andarmene tranquilla? E se mi avvelenano un’altra volta con i loro ingredienti allergenici e non vedo piú i miei piccoli?
Va beh…gufate a parte, ció che veramente mi rattrista è che mi perderó il loro primo Carnevale! Non sará mamma a dipingergli la faccia, a gettargli i coriandoli negli occhi (loro lo farebbero sicuramente con me…ed io mi vendicherei), a fargli paura con la maschera del mostro che ci ha regalato la zia Alice….uffff….insomma…sentimenti comprensibili solo dalle mamme…

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Adottare un bambino, esperienza 10 UN DOLORE MERAVIGLIOSO

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foto11“03 Aprile 2010, giorno di Pasqua, mio marito P. ed io apriamo il nostro uovo di cioccolato comprato rigorosamente per beneficenza, e dentro, come sorpresa, c’è un piccolo ciondolino, un pulcino. Non so perchè, ma in quel particolare periodo così difficile per la mia famiglia quel pulcino mi mette una pace nel cuore, inaspettata e inspiegabile…e invece un motivo c’è. Dieci giorni dopo, 13 Aprile 2010, sono le 09,00 del mattino, mio marito è andato al lavoro da circa venti minuti ed io mi precipito in doccia. All’improvviso sento il telefono di casa…ma si, c’è la segreteria, dopo richiamo! Finito il telefono comincia il cellulare, ma io sono in doccia e lascio correre….poi ricomincia il telefono….poi il cellulare…così per ben 9 volte. Ok, vado in ansia e mi affretto, esco dalla doccia e avvolta nell’accappatoio rispondo alla decima chiamata. E’ mio marito:” Ma dove sei???Ti ho chiamata 9 volte…SEI SEDUTA?” Sto per sentirmi male…”Che è successo?” e lui “SEI MAMMA!“. Mi sento male, non capisco se è uno scherzo di P., non riesco a parlare ma lo fa lui per me ” E’ una bimba, si chiama T. e ha 22 giorni, è nata il 17 marzo, 3 giorni dopo il tuo compleanno, è proprio tua figlia!!!” Scoppio in un pianto a dirotto e tutto il dolore che per anni ho cercato di reprimere esce fuori. Sto male dalla gioia e subito chiamo a casa dei miei. Sentendomi così tutti si spaventano ma non potevo farne a meno, stavo vivendo il mio “dolore meraviglioso”. Mio marito torna a casa per pranzo, mi racconta per filo e per segno la telefonata dall’Etiopia con la quale poche ore prima ci hanno abbinata nostra figlia e da quel momento comincia uno stato di grazia che dura quasi un mese, fino a quando non riceviamo la foto di nostra figlia. Ecco, lì sono impazzita. Lì mi è entrata dentro la pancia…al contrario se uno ci pensa, e lì ti rimane per sempre. Una gravidanza che è durata 5 lunghissimi e faticosissimi mesi, fatti di gioia tra mille preparativi e la cameretta, ma anche di ansia e preoccupazione per la mia piccolina che era dall’altra parte del mondo, chissà se stava bene, se era coccolata, se aveva fame, se aveva freddo…un martirio peggiore di tutto il difficilissimo percorso adottivo.

Finalmente arriva il 17 settembre. P. ed io siamo terrorizzati dal lunghissimo volo che dobbiamo affrontare ma nello stesso tempo non vediamo l’ora di essere in Etiopia da nostra figlia. Nostra figlia…questo è il pensiero che ci da la forza di affrontare tutto, siamo felici ma terrorizzati, le nostre mani che si tengono strette nell’inutile tentativo di farci coraggio a vicenda, la consapevolezza che lei per noi era già tutto e noi per lei due estranei che irrompevano nella sua vita….ma un pensiero ci infondeva coraggio, un’unica grande consapevolezza: facevamo parte di un disegno più grande di noi, quanto ci stava donando l’Africa…nostra figlia era la risposta a tutto.

Arriviamo ad Addis Abeba siamo stanchi e distrutti ma impazienti di correre da T. Arriviamo a Bole e ci precipitiamo all’interno dell’orfanotrofio…rivedo quel momento al rallentatore...aumentiamo il passo e arriviamo alla sua cullaLeggi il resto di questa voce

ALLARME PIDOCCHI! LO SAPEVI CHE…

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Pidocchi_uovaPorcavacca….! Io credevo che certe epidemie fossero state debellate da decenni e invece, oggi i gemelli ritornano dall’asilo con un “avviso“. Sentendosi piccoli business men mi gurdano fisso negli occhi e con fare esperto e deciso mi allungano un foglio.
Credendo fosse un’invito a qualche riunione tra mamme belve mi accingo a leggere il documento. Dopo poche righe, leggo la fatidica parola: pidocchi!

“Si sono accertati casi di pidocchi tra i bambini dell’asilo motivo per il quale, visto il veloce dilagare dell’epidemia, si consiglia a tutte le famiglie di revisionare i propri figli ed eventualemnte di trattarli per tempo”. 

Non ci credo. Appena metto giú il foglio mi sento pizzicare la testa, mi gratto, pochi secondi dopo, ancora pizzicori….Non li abbiamo ancora presi e giá mi gratto come un cane con le pulci!

L’avviso prevede una serie di punti che delineano il protocollo antipidocchi che in sostanza si riassume in controllare, spulciare, lavare, disinfettare…Io aspetto con timore il giorno in cui mi dovò confrontare con due gemelli schizzinosi ed isterici (non amano le macchiette sui vestiti, o i minigraffietti antiestetici sulle ginocchia, figuriamoci il prurito in testa!) e nel frattempo cerco i prodotti giusti.

Mentre aspetto mi sono informata un pochino ed ho scoperto che: Leggi il resto di questa voce

Adottare un bambino, esperienza 9 C’È CHI DEVE LASCIARE ANDARE PERCHÈ ALTRI POSSANO ACCOGLIERE

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ADOZIONIDopo un po’ di tempo pubblico un altro racconto dedicato all’adozione. Questa volta, l’elemento per me cruciale è dato dalla descrizione di quell’incontro che vedeva una famiglia pronta a ricevere che si contrapponeva ad una che, a malincuore, doveva invece lasciare andare il suo piccolo.Addis Abeba 16-02-11

Incontro con l’assistente sociale.
Scopriamo che sei nato e vissuto a Dessiè nel Tigray.
Scopriamo come si pronuncia esattamente il tuo nome.
Sei un bambino molto socievole,sempre pronto ad aiutare gli altri,sei estremamente sano, hai spirito d’iniziativa, sei consapevole. Adori ballare le danze tradizionali della tua terra.
Siamo molto fortunati,perchè sei un bambino veramente speciale.
Non do peso a queste ultime parole,lo diranno a tutti,penso,ma noto in lei una lieve emozione.
Lei parla in amarico, c’è una traduttrice dalle cui labbra pendiamo.
 
Ci conferma la sentenza in tribunale per domani mattina.
Domani pomeriggio ti incontreremo per la prima volta.
 
17-02-11
Mi indosso uno chemisier color fango con dei disegni astratti colorati di giallo come i piccoli bottoni che non riesco ad allacciare perchè mi tremano le mani.
 
In tribunale c’è il mondo diviso in due: quello che lascia, scuro nella pelle e nel volto, con la testa piegata dalla miseria, dalla stanchezza,dalla magrezza ed anche dalla vergogna e quello che accoglierà, quasi diafano perchè illuminato dalla imminente maternità e paternità. Il contrasto fra le due condizioni è una spina nel cuore per me che con mio marito occupo un piccolo angolo della affollatissima stanza e cerco di controllare il mio nervosismo e le lacrime che stanno invano cercando di attraversarmi le palpebre. Leggi il resto di questa voce

UNA ZOCCOLA PER MAMMA

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la tipa dell'asilo è piú grossettaHo deciso che apriró una sorta di rubrica dedicata ai discorsi tra mamme che sento al cancello dell’asilo. All’ora della “consegna” infatti, tutte le mamme devono stare di fronte al cancello d’entrata e, in fila indiana, aspettare che le maestre portino e consegnino appunto, il pupo corrsipondente. Ora, come immaginerete, l’attesa si fa lunga e le donne ingannano il tempo scambiandosi pió o meno interessanti commenti. Vi dico solo che quasi ogni giorno mi vergogno di essere una di loro…ma tutto a suo tempo, oggi vi voglio raccontare un’aspetto raccapricciante che riguarda non l’atteggiamento delle mamme ma quelle di un bmabino: il mio.

Tra le donne al cancello, c’è n’è una che si distingue per il look davvero poco raffinato. ORRIBILE! E’ quella classica donna che pensa di essere strafiga quando in realtá ha una ciabatta al posto della bocca e la paglia per capelli…in poche parole è bruttina. Si atteggia peró quale fosse la modella del quartiere..io non capisco proprio come si sia creata quell’idea visto che tutte le mamme, quando la vedono arrivare ridono malignamente e commentano in modo piú o meno discreto (ovviamente a questa dinamica prettamente ‘rosa’ io partecipo con gusto). Premetto: non siamo solo maligne ma è che la signorina l’è anche un pelo antipatica quindi nessuna di noi si spreca nei suoi riguardi.  Leggi il resto di questa voce

MAMMA BLOGGER? UNA MAMMA IN CARRIERA!

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Ecco…questo articolo dell’Internazionale mi/ci da una bella spinta in tema di autostima! Lo riporto dal sito www.internazionale.it magari puó essere d’ispirazione per qualche altra mamma annoiata di fare “solo” la mamma:

Come evitare gli sguardi di compassione che mi becco quando dico che di mestiere “faccio la mamma”? –Giulia

Mi dispiace, ma hanno ragione: non è più accettabile rispondere “faccio la mamma” quando basta un computer e una connessione a internet per intraprendere il mestiere più cool del momento: la mamma blogger. Cominciare è facile: dopo aver chiesto a qualcuno di aprirti un blog, scegli un nome. Come i parrucchieri, i blog delle mamme esigono il gioco di parole: progressione post partum, tutto su ’sta madre, mammopoli e via dicendo. L’importante è che il blog non faccia ridere, perché il tuo pubblico non ne ha nessuna voglia.”

(continua a leggere sul sito Internazionale.it) 

A CACCIA DI DENTISTI DISONESTI (Versión española)

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M~ p17ma01/11p clr/teethDopo lunghe settimane di vacanza, passate in compagnia della rumorosa, numerosa, festaiola famiglia spagnola, siamo tornati alla vita routidinaria e quindi al nostro oramai dimenticato blog. Buon giorno a tutti amici! e Buon Anno…certo…

Inizio il 2013 con una delle mie solite lamentele questa volta destinata alla categoria dei dentisti. Bastardissimi dentisti.

Come alcuni di voi sanno, poche settimane prima delle feste di Natale mi sono armata di coraggio e decisa ad andare da un dentista. Sicura di avere una nuova carie, dopo due anni di astinenza da trapani e uncini argentati, mi metto quindi alla ricerca di un professionista in quel di San Pedro de Alcàntara. Il fatto di essere nuova della zona implica l’amara conseguenza di non avere idea di chi siano i bravi e quali i dentisti poco seri. Entro quindi nella prima clinica che vedo e mi faccio fare un controllo. Il risultato? 5 CARIE! 5!!!! 5 come le dita di una mano!!! Ma stiamo scherzando??? Come faccio ad averne 5 e non essermene mai accorta? Quì gatta ci cova…

Visto che i gemelli sono all’asilo, ho ancora un paio di ore per sentire pareri diversi. Mi rivolgo ad altri due dentisti e????
Il secondo – un uomo sulla sessantina (che dice di essere discendente italiano) – mi trova 2 carie: una è quella che effettivamente sapevo di avere (e per la quale, a suo dire, avrei bisogno di curare e di isolare con una bella “funda” da 300 euro) mentre la seconda si trova su uno dei miei 4 bellissimi incisivi superiori. Inutile dire che non ci credo visto che non vedo nulla di strano e tantomeno me ne sono mai accorta. In più ciliegina sulla torta, questa seconda carie non coincide nemmeno con una di quelle diagnosticate dal primo medico. What the hell!

MA COME SI FA! COME PUÒ ESSERE! Anche questo dentista è scemo???? Che mondo strano…

Per scongiurare ogni evenienza gli chiedo di controllare bene e lui, sicuro del fatto suo, dice di non vedere altre carie. Va beh….ciao signore pseudoitaliano.

Terza clinica, terzo parere. Ambiente bianco, luminosissimo, raffinato ed elegante (minchia…qui sicuramente gli impasti mi costeranno un sacco). Appesi ai muri innumerevoli diplomi tedeschi, amercani ed inglesi tutti di appartenenza di una bellissima (ed avvenete) dentista. Oh, finalmente una donna! Io amo la professionailtá femminile: non me ne voglia nessuno ma nella mia vita tutto quello che è stato fatto da una donna è risultato molto piú curato del lavoro di un uomo. Uomini, mettetevi il cuore in pace…. Leggi il resto di questa voce