Adottare un bambino, esperienza n°1 “SOLO LUI POTEVA ESSERE IL MIO BAMBINO”

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Ho l’imbarazzo della scelta. Grazie alla collaborazione di Mamme di Figli che nascono dal cuore, da quando ho pubblicato il mio appello mi sono arrivate diversi racconti di adozioni e devo dire che sono l’uno più bello e toccante dell’altro. Meravigliosi, davvero. Non voglio dilungarmi troppo per darvi la possibilità di dedicarvi subito alla lettura del primo racconto, ma avviso le gentilissime scrittrici che ad ognuna di voi scriverò un commento che renda merito alla gratitudine che provo nei vostri confronti.
Questo il racconto del nostro Parto. Un parto in piena regola, con ansia, paura, mal di pancia. Solo che nostro figlio non è uscito da me, ma ci è entrato dentro.

Sono in ufficio, ma l’unica cosa che ha la mia attenzione è l’orologio. Da 15 giorni è un via vai con il tdm. Ci hanno ritenuti i giusti genitori di un bambino. E noi abbiamo risposto alla chiamata. Ma ancora il consiglio deve dare il suo ok definitivo. Sono giorni al cardiopalma.
Sono le 9…no, troppo presto per la camera di consiglio. Sono le 10:30; bah adesso magari…Ma niente, il tempo scorre e niente…fino a che…. Fino a che finalmente il mio cellulare squilla ed è A… “Ciao Vi…” “si, siamo i genitori di …!!! Domani alle 10 in triunale…”SONO MAMMA, anche se ancora sulla carta! Domani in tribunale e poi chissà; lo vedremo????

Il giorno dopo siamo di nuovo in tribunale. Noi speriamo di firmare 4 scartoffie e correre da lui… no, anche stavolta si attende… La dottoressa ci da appuntamento presso una stazione delle ferrovie nel tardo pomeriggio; da lì procederemo con la sua auto.
Ok, wait please….
Usciamo dal tribunale e torniamo a casa. Ci mangiamo una cosa veloce e usciamo a fare un pò di spese…. non si può stare a casa ad aspettare, il tempo è infinito… Sale la paura, una paura incontrollabile: Come sei? Stai bene? Hanno detto di si, ma…bene bene??? Ti piaceremo? Ci accetterai?
Vado in panico davanti a un paio di calzini al centro commerciale…piango, ho paura, paura che qualcosa non vada, paura anche delle mie stesse reazioni.

Ci mettiamo in macchina e 10 minuti prima dell’ora stabilita siamo davanti all’ingresso della stazione…
MAMMAMIA!!!! Io sento il cuore di A: è forte, assordante; forse anche lui sente il mio, ma non mi viene di chiederglielo. Lui mi dice: “se svengo mi raccomando chiama l’ambulanza!” SEEE!!! io faccio una specie di sorriso, ma in realtà in questo momento non ricordo assolutamente il numero dell’ambulanza; se svieni ciccio mio, mi sa che ti tocca pregare in un passante… Ho freddo anche se freddo non fa, mi tramano le labbra.L’unica cosa che continuo a pensare è: “ma perchè cavolo ho smesso di fumare!?!?!?”

Suona il cellulare di A: “Ritardo un pochino” AAAAHHHH, nono torno alla mia teoria, si divertono a farci uscire di testa. Decidiamo di fare una camminata per non stare come due babbi fermi li. C’è un bar ed entriamo per berci un caffè. Mentre beviamo il caffè alzo lo sguardo: c’è il Papa, in un’immagine appesa al muro; sotto c’è una tra le sue più belle frasi, ma non tutta, solo la prima parte; solo: NON ABBIATE PAURA! Sorrido e mi sento commossa. Batto sulla spalla di A: “possiamo stare tranquilli” dico “sta bene” Questo caffè ci è servito davvero tanto!!

Finalmente arriva la dottoressa. Arriviamo nel posto dove lui, inconsapevole, ci aspetta.
E’ un posto caldo, con colori caldi, e pieno di facce gentili; sono contente che abbia trovato la sua mamma e il suo papà, si vede che gli vogliono bene. Ci portano in una stanza e la responsabile esce per andarlo a prendere. Ormai non capisco più niente. Dopo 2 minuti si apre piano la porta…e in braccio a M. c’è Lui.
Il mio cervello ha registrato ogni fotogramma di quel momento, come vorrei potervelo passare!!! Aveva la manina destra in bocca, girato verso di noi di tre quarti Ci guarda un po’ interrogativo e poi, inaspettatamente, ci sorride. Quella sua accettazione verso di noi ci ha reso davvero la sua mamma e il suo papà. Non i fogli firmati, non il giudice che ci ha fatto il colloquio, non il giudice togato che ha firmato il decreto, ma il suo sorriso, il suo “si, proviamo 🙂 “

A volte si pensa che voi bimbi così piccini siate “facili”. Niente di meno vero.
Per loro è tanto difficile, perchè non riescono a capire fino in fondo cosa sta succedendo intorno, hanno solo i sensi che li supportano: gli odori i suoni, i visi….e se ci pensiamo è ben poco. E quando hanno paura, il loro dolore è inconsolabile.
Ha avuto paura di noi il primo giorno, al momento di fare la nanna.
Quando ha dovuto abbandonarsi non ci ha riconosciuto e ha avuto paura. Andava pure in apnea. Ci hai messo 20 minuti ad addormentarsi dalla stanchezza e con il supporto dell’educatrice. Il mio cuore era gonfio a vederlo soffrire così!! Sapevo che era normale, ma quando un bimbo piange disperato, di solito è la mamma che riesce a calmarlo. Quando la madre sei tu e tu non sei in grado di dargli pace è un momento difficilissimo.

Poi le cose sono andate via via a posto. Nel momento in cui l’ho visto ho capito, ho capito che era lui che cercavamo, non poteva essere altrimenti, il nostro cammino, la nostra attesa è stata tale perché lui non era pronto prima, e noi non eravamo pronti prima; abbiamo dovuto attraversare un sentiero paludoso prima di raggiungere la radura.

Io credo che ci sia un posto su in cielo, dove ci sono degli angioletti, che man mano vengono adagiati sulla terra, tra le braccia delle mamme. Ma, anche se siamo in cielo, un momento di confusione può capitare… e a volte bimbo e mamma non si riescono a incontrare subito.
Fortuna che poi le cose si aggiustano e ci sono degli Angeli anche in terra che aiutano le mamme e i bimbi a ritrovarsi. Ed è quello che ho sentito quando l’ho preso tra le braccia: solo lui poteva essere mio figlio. Solo io la sua mamma. Solo A il suo papà.
Ora dobbiamo solo fare in modo di essere alla sua altezza ogni singolo giorno.”

Se volete saperne di più sul mondo dell’adozione seguite queste mamme sulla pagina Facebook Mamme di Figli che nascono dal cuore.

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