NON SOLO MAMME: CI SONO ANCHE I PAPA’

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Colgo la richiesta di Elisa per aprire un dibattito sulla figura dei papà. Sì, quelli li che avete accanto e che ogni tanto vedete giocare con i vostri figli…Scherzi a parte immagino che l’argomento sia oggetto di possibili sfoghi perché  da quel che sento da amiche e parenti, i papà sono raramente un vero sostegno su cui poter contare. Mi spiego meglio prima che qualche uomo mi si scagli contro…

I papà sono stereotipicamente identificati come coloro che giocano con i figli, che vanno a fare i giretti in bicicletta e che si dedicano ai castelli di sabbia mentre le mamme (approfittando del raro momento) riposano pigramente sotto l’ombrellone. Questo è lo stereotipo appunto, uno stereotipo che con gli anni si sta lentamente scalfendo per lasciare spazio a papà meno bambini e più genitori a 360°. Non è raro infatti vederli dare pappette, cambiare pannolini o andare a fare la spesa con il pargolo al collo o seduto sul seggiolino del carrello. Sono generazioni nuove, forse i figli delle “vecchie femministe” o comunque persone abituate a pensare maggiormente alla parità di genere.
Mio padre dice di aver cambiato qualche pannolino, ma mio nonno nessuno. In compenso, Raffa lo fa spesso e spesso si imbatte nella tremenda disavventura di dare da mangiare ai gemelli. In poche parole il mio è un marito bravo che quando è in casa fa tanto quanto me. Di notte poi, visto che i gemelli si svegliano ancora quelle 5-6 volte, ci siamo organizzati in modo che una notte si alzi lui e la successiva io. Bravo sì.

Però….

(Ora inizia il mio sfogo) Però...bisogna stargli dietro. Mettiamola così: è un bravo papà al quale però servono spesso suggerimenti e incitazioni che gli ricordino gli step (come per esempio che prima di mettere Ale e Leo davanti al piatto bisogna lavargli le mani…). Diciamo che gli manca la metodicità di una mamma e a volte anche la costanza. Cambiare i pannolini di due gemelli è un continuo lavoro e pertanto è stancate (soprattutto se i due malefici prediligono caccare subito dopo il cambio). Una mamma lo fa e basta (forse xè già automatizzata) mentre un uomo lo fa borbottando o dopo aver fatto passare mezz’ora di scuse.

Un papà è poi meno sensibile alle esigenze più sottili di un bambino (come per esempio quando dice di poter far fare 5 ore filate di macchina ai gemelli, da solo, senza dover fare  troppe pause… Impossibile. Non ce la farebbe mai perché sarebbe sempre fermo e arriverebbe in 10 ore anziché 5…) Questo atteggiamento credo dipenda dal fatto che passando meno tempo insieme ai figli ,un papà faccia più fatica ad interpretare determinati segnali o tentativi di comunicazione.

Riassumendo io posso dire di essere “una di quelle fortunate” che ha accanto un papà-mamma. Ad ogni modo ho spesso sentito amiche, parenti o conoscenti lamentarsi dell’inutilità dei loro compagni che forti del “ma io vado a lavorare” una volta in casa si atteggiano a terzi bambini. C’è anche da dire che ci sono ancora donne che appoggiano questa teoria e che sostengono che cambiare pannolini o preparare pappette siano cose da donne. Va beh…qui ci sarebbe troppo da scrivere….servono ancora decenni di evoluzione socioculturale.

E voi che raccontate? Fortunate o meno? come spronate i vostri uomini a fare da mamme? e poi….come lo fanno??? A voi lo sfogo! 

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  1. sono stata molto fortunata, al punto, di esser perfino gelosa…spiego: all’epoca, io fui costretta a riprendere il lavoro 21 GIORNi dopo il parto…mio marito, all’epoca cassintegrato si occupava del pargolo..Mia madre gli stava intorno certo, però era lui a stare a casa dal mattino alla sera che rientravo…beh, potevo star tranquilla, pupo lavato sfamato e profumato…ma a me rodeva molto

    • E infatti questo credo sia parte del problema: forse gli uomini non sono mai bravi al 100% per via del fatto che a noi mamme, piace troppo essere le più presenti, le più esperte, le più brave. No? immagino la tua frustrazione…con un bimbo così piccolo poi…povera…

  2. ..la mia pupa ha 24 anni…i ricordi però son sempre vivi…sono stata con lei sino ai suoi 4 anni..poi asili…ed io al lavoro. stessa zuppa come la Fab…che distacco tremendo!!!!
    Il papà era presentissimo ma la notte …..ronfava…. 🙂
    E’ molto interessante questo blog…istruttivo…notizie che ho letto e che non sapevo…grazie!!!
    vento

  3. dimenticavo…quando siamo tornati a casa dall’ospedale, Max era un orologio di precisione..ogni tre ore e minuti zero zero iniziava a piangere come un ossesso. Specie di notte. Io da sempre, patisco la mancanza di sonno, al punto di cadere…beh, io mi alzavo a preparare il biberon, Maurizio poi glielo dava e al bisogno procedeva al cambio pannolino…aveva, mio marito, a ben ragione, paura che avrei potuto far cadere il pupo.

  4. Ciao cara, super fortunata anch’io. E lo dico dal cuore, ma con la profonda consapevolezza che sono UOMINI e che, determinate cose, non riuscirebbero a farle nemmeno in altri 10000 anni di evoluzione. Ed io ripeto, sono fortunatissima..;-) bacio

    • O sino dell’idea che LA MAMMA È LA MAMMA,non possiamo pretendere che gli uomini abbiano l’accortezza,la sensibilità,la pazienza e l’amorevolezza che abbiamo noi…
      Quello che sostengo con tutte le mie forze però e che i figli li hanno voluti anche loro e quindi non si possono limitare a qualche gioco e coccola semplicemente perché loro lavorano e sono stanchi…Perché noi non andiamo a lavorare?Noi non siamo stanche?
      Concordo con il fatto che non sono proprio programmati per sostenere il carico morale,la fatica che riesce a sopportare una donna,ad avere la pazienza che abbiamo noi,ma che si debbano lavare la coscienza con un semplice:”eh,ma la MAMMA sei tu!”,no,non l’accetto proprio…Poi che c’entra,ci sono uomini più portati e uomini meno portati a stare con i bambini…
      La mia esperienza?Non sto a raccontarla,troppo lunga e travagliata,come la mia gravidanza,il mio parto e post parto…
      Dico solo che,alla minaccia di lasciarlo e di portare via le bambine,nonché tre giorni da mia mamma con la paura che non facessi ritorno a casa l’hanno scosso un bel pò,adesso posso affermare di essere fortunata…!!!

  5. i was 35 when I had my son – my husband was 47. I had a career that I wanted to aggressively pursue and my husband had achieved his career goals and wanted to be the stay at home dad. Twenty years have passed. With my son in university, I have transitioned into a new career, which allows me to spend more time with my husband. You are right about the changes in male attitudes. Many young men contacted my husband over the years asking what it would be like to be the parent that becomes the main care-giver. There were several that actually made the decision to stay home. I never lost the status of “mom” and my husband gained a new appreciation of what really went into child care – putting the child’s concerns at the center. I do think that my husband’s age was a significant factor in his ability to stay home. He had already achieved his career goals. I enjoyed reading your post and all the wonderful comments that followed. Great discussion – very important subject.

    • Thanks to everybody for telling your experience! We can say that fathers are better parents than expected (…until now!)
      Grazie a tutte per aver condiviso la vostra esperienza. Per ora possiamo dire che i papà sembrano essere più bravi del previsto!

  6. Mio marito è uno di quelli che ha imparato a fare tutto (e ne ho parlato in un vecchio post http://bcartdevivre.com/2012/09/12/il-ruolo-del-padre/ ) però come dici tu bisogna sempre spronarlo!! Affinché comunque impari a capire quando è il momento giusto di fare le cose, sto iniziando a lasciarlo a casa sempre più spesso da solo così che…. prima o poi ci arriverà a capire che la cacca dà fastidio e la pappa va data cantando!! 😉 B.

  7. Eccomi sono tornata a commentare.. non che non leggessi il tuo blog eh! Non mi sono persa un post..Rieccomi dopo quasi due mesi dalla nascita della mia bimba Sofia.. e devo dire che questo argomento papa’ mi tocca parecchio visto che ho costantemente discussioni a proposito.. nella mia esperienza i papa’ non hanno proprio consistenza.. si ti aiutano come si deve, ma i primi giorni… poi nella loro mente siccome vanno a lavorare durante il giorno la sera tornano stanchi! E noi invece? cosa siamo?? l’unico rimedio assoluto e’ di lasciare il baby al papa’ per 24 ore ( compresa la notte in bianco, alzarsi col sorriso e sapere che ci sono le lavatrici da fare e la casa da sistemare, allattare, essere in orario a prendere l’altro bimbo a scuola,la sera le sue uniformi della scuola da preparare senno’ ce’ il panico della mattina ecc. ecc. ecc..) e che la mamma sparisca completamente.. e vediamo se la loro teoria cambia…il problema che per i papa’ e’ tutto scontato, sono molto piu’ tranquilli… tanto ce’ la mamma che e’ attenta ai particolari!

  8. :)) sembra che hai descritto la situazione a casa mia, un bravissimo papà che mi aiuta in tutto ma devo stargli dietro! Non mi posso lamentare e un giovanissimo papà ha 25 anni e viene a casa dal lavoro e cucina se io sono stanca, addormenta il bimbo e mi riempie di amore!! Dunque sono fortunata!

  9. forse i papà sono tormentati dall’ansia del “confronto”..spesso noi mamme vogliamo che facciano, ma siamo lì a spiare ogni gesto pronte ad intervenire come falchi al più piccolo “passo falso”..il mestiere di genitore si impara in due..

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