NASCERE CON LA PLACENTA “LOTUS BIRTH” Il racconto di Veronica

Video

Dopo la mia “triste esperienza” di “Taglio cesareo: Partorire senz’anima e il fiume di emozioni di Elena in Partorire senza violenza” oggi vi propongo il racconto di una blogger amica: Veronica Cerquettini che ci descrive una terza forma di parto denominatonascere con la placenta“.
Un’altra esperienza appunto, un’altra metodologia che è forse troppo poco diffusa. Vi riporto il racconto di Veronica nella speranza che possa servire a qualcuna di voi per scegliere una metodologia diversa per far nascere il vostro bambino. Buona lettura!
“Il contrario della morte non è la vita, ma la nascita. La Vita non ha contrari”; sentii questa frase anni fa, dalla mia terapista, donna fantastica dai mille colori. Porto questo pensiero sempre con un sorriso.

Nascita, vita, morte. A volte suicidio. Quante cose accadono all’essere umano nel corso della sua permanenza sulla Terra. Il momento piu’ forte, in assoluto, è quello della nascita, per tutti, indiscriminatamente. Un momento che pochi ricordano, in prima persona, ma che ha lasciato un grande segno nella storia di ognuno. Troppo spesso dimenticato, dato per scontato e poco preso in considerazione, la nostra “venuta al mondo” lascia una cicatrice indelebile sul corpo, e non solo una. Tocchiamoci la pancia: il nostro ombelico, centro di ogni energia, punto magico per molte religioni e culti pagani. E questo è solo il segno fisico di quel momento speciale. A livello emotivo, mentale e spirituale la Nascita è il trauma piu’ potente mai provato. Da li’ in poi’, siamo soli; responsabili al 100% della nostra vita, della nostra sopravvivenza e del nostro futuro. Starà a noi capire quanto piangere, ed urlare, per essere presi in considerazione, per essere nutriti e per essere coccolati.  “Siamo soli, con tutto cio’ che si ama”  scrisse Novalis: altro pensiero che condivido molto. Perché è proprio cosi’, dalla nascita in poi siamo davvero solo noi, soli con noi stessi, condannati a vivere in perenne presenza di cio’ che siamo. Suona un po’ come una condanna.. Beh, ricordiamoci di tutto il pensiero dello scrittore tedesco: soli si’, ma “con tutto cio’ che si ama”. I nostri genitori, i parenti, gli amici che incontriamo sul cammino, le nostre passioni e i nostri interessi: l’Amore è sempre con e dentro di noi.

In ogni cosa coesiste la “cosa” in questione ed anche il suo contrario: un po’ la storia del Tao. Ecco, nella Nascita coesiste anche la Morte. Una morte per la gestazione in pancia ed una separazione dalla nostra mamma. Soprattutto una morte per una parte di noi, che ci ha accompagnato lungo tutta la gravidanza. La placenta: ci ha sostenuti nella crescita, ci ha aiutato nella nutrizione e nell’eliminazione delle tossine, ci è stata sempre vicina, per permetterci di vivere. Una parte di noi, e della nostra mamma, che si è “sacrificata” (notare il termine sacro nella parola) per permettere a noi di vivere. Una parte che, se vogliamo, a livello spirituale, ha scelto di ricoprire questo ruolo, consapevole della fine molto breve al quale andava incontro.

La placenta si presenta come una grossa sacca, piena di vene e capillari, che si congiunge al bambino tramite il cordone ombelicale. Quest’ultimo sembra un tronco, mentre le venature della placenta sembrano i rami di un albero. È emozionante vederla tra le mani, con il cordone ancora pulsante, pieno di vita.

Ho avuto la fortuna di assistere ad un parto naturale, il Lotus Birth, anche chiamato “Parto con la placenta”. Un’emozione indescrivibile. In poche parole, dopo la fuoriuscita del bambino (continua a leggere sul blog “Il diario di Veronica”).


Il video è un po’ noioso ma non ne ho trovato uno più esaustivo 😉

di Veronica Cerquettini

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  1. Mi sembra piacevole come esperienza, ma non è che rimanendo attaccata per dei giorni, la placenta “morta” possa trasmettere anche delle malattie al bambino? Non mi sembra igenico…

    • No, la placenta non emana cattivo odore se viene ben lavata dai coaguli di sangue, asciugata e poi, volendo, cosparsa di sale marino grosso. Si possono mettere alcune gocce di olio essenziale di lavanda e lasciarla esposta all’aria. Nei giorni in cui resta collegata al bambino, la placenta non si decompone, ma appassisce prosciugandosi. E’ proprio come se questo trasferimento di nutrienti ed energia, che avviene in modo lento ma continuo, sia previsto dalla natura.

      Grazie a te Jessica 🙂
      Ostetrica Maria Alagna

  2. Ciao Laura!
    Io sono un’Ostetrica e sono pro Lotus birth.
    La placenta in utero è sterile, così come lo è il bambino. Nel momento in cui bambino e placenta nascono, si ricoprono subito di batteri “familiari” presenti nella madre, sia che il cordone venga tagliato o meno.
    Il cordone ombelicale, dopo che ha smesso di pulsare, non agisce più da condotto se non per un trasferimento energetico.
    Quando il cordone non viene tagliato, è comunque più difficile che possano entrare nel corpo del bambino dei batteri pericolosi. Si rischiano meno infezioni proprio perché non è presente alcun taglio.
    La placenta, tuttavia, deve essere ben trattata, ecco un link http://www.lotusbirth.it/trattare_placenta.html

    Ostetrica Maria Alagna

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