NO, NON SONO UNA MAMMA CHE PIANGE IL PRIMO GIORNO D’ASILO

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Ok, ci sono. Siamo tornati in Spagna dopo un luuuuuuungo mese di avventure: preparativi, matrimonio, feste, luna di miele, casa, amici, parenti, ecc….insomma, una bellissima pausa rigeneratrice. Ed ora? Si ritorna alla routine? NO!!!! Nessuno mi può capire fino in fondo, ma io sono super-iper-mega felice perché da oggi, martedì 18 settembre, Ale e Leo iniziano il nido! Sììììììììììììììììììììììì

Ripeto: nessuno può comprendere fino in fondo come io mi senta. Non fraintendetemi, adoro i miei gemellini e quando non ci sono mi mancano un sacco, MA…l’asilo è un’altra cosa! E’ avere mezza giornata per me, per dedicarmi alla ricerca di un lavoro, per respirare, riposare, fare le mie cose in santissima pace, sono 4 pannolini in meno da cambiare, la lotta per farli pranzare non riguarda più me e conseguentemente posso non passare i pavimenti dopo pranzo! Insomma, non avere nessuno che mi possa dare una mano ha reso questo anno e mezzo un pelino pesante e quindi ora, la maestra dell’asilo è “la cosa” più bella che mi potesse accadere! 

“Ale, Leo…sveglia! Sono solo le otto del mattino ma oggi ci dobbiamo svegliare presto!”
Non mi degnano di un respiro, continuano imperterriti a ronfare. Dopo cinque minuti di carezze e richiami, Ale apre finalmente un occhio, sorride e allunga le braccia. E’ la vittima numero 1.
“Vieni con mamma che oggi ti mette un vestito nuovo: la divisa dell’asilo!”
Lui si guarda contento, gli piace la scimmietta che ha stampata sulla pancia.
Idem con Leo che però, a differenza di Ale, continua a dire “Silo, silo” come avesse veramente capito dove dobbiamo andare.

Arriviamo all’entrata del coloratissimo Minimicos, orde di chiassosi bambini dai 9 mesi ai 3 anni sono accompagnati da genitori più o meno frettolosi. Vedo ciucci di ogni colore, dimensione e forma sbucare da ogni lato e poi codine, pannolini, passeggini….il caos degli under 3 mi ricorda vagamente la folla della metropolitana londinese delle 8 di mattina, di quando andavo a lavorare e attorno a me avevo gente di mille colori che facevano più o meno gli stessi assurdi movimenti dei bambini che ora mi circondano (chi si truccava in metro era uguale ad una bambina che oggi non la smette di toccarsi gli occhi saltellando; chi leggeva era uguale ai piccoli che piantano i piedi e si muovono al rallentatore mentre le madri li trascinano verso l’aula; chi stava a fissare il vuoto assomiglia ai bimbi che s’imbronciano e fanno finta di non vedere le maestre che li accolgono festose…). I miei cuccioli invece sembrano tranquilli: Ale in braccio si guarda attorno curioso mentre Leo cammina accanto a me con in mano lo zainetto pesantissimo (premetto: ho saputo solo ieri che avrebbero avuto bisogno di uno zainetto con dentro acqua, e cosucce varie e quindi, non avendone ancora comprati, ho dovuto mettere tutto nello zaino nero della Quechua, quello che usiamo per andare a fare le escursioni: sì, i miei bambini sono i più sfigati del nido, non hanno gli zaini dei supereroi ma un anonimo sacco nero. E lo trascina Leo, per di più).

Arriviamo nell’aula 1D, troviamo la maestra MariJesùs (traduco LETTERALMENTE: MariaGesù…lo devo ancora scrivere il post sui nomi assurdi degli spagnoli, vero?) e le consegno bambini e zainetto. Ci accordiamo perché vada a riprenderli alle 11.00, do un bacetto alle due pulci e………..scappo! Faccio solo in tempo a vedere con la coda dell’occhio che Ale corre disperato verso la porta che io però, chiudo velocemente.

No, non sono una madre insensibile (…o forse un pochino), sono solo pratica. Cosa averei dovuto fare? Rimanere li a consolarlo quando poi me ne sarei comunque andata? Ai suoi occhi se lo avessi consolato sarei comunque sembrata ipocrita perché poi, appunto, me ne andavo. Via, via! Piangerà un po’ e poi si distrarrà! Io invece ho ben due ore tutte per me! Yuppppppppyyyyyyyyyy Programma: passeggiata distensiva, farmacia, vetrine, acquisti vari e poi a riprendersi i marmocchi.

Le due ore VO-LA-NO e grazie a dio non mi hanno richiamata dal nido affinché li andassi a prendere prima del previsto. Bene. Bene na’ cippa perché quando arrivo in asilo, mi accolgono due gemelli piangenti: Leo non se ne vuole andare…si divertiva troppo a ballare e cantare con gli amichetti nuovi, Ale invece – da quanto mi dicono – sta ancora piangendo da quando gli ho chiuso la porta in faccia. Allunga le braccia verso di me, si fa prendere in braccio e poi gira il volto dall’altra parte…non mi guarderà più in faccia per ben un’ora. Felice di essere stato riscattato, ma offeso fino al midollo. Tutto sua madre.

Ad ogni modo, io, previdente come sempre, ho un asso nella macchina: appena arriviamo a casa, sfodero dal baule della macchina una bellissima carrozzina!!! Ale s’illumina d’immenso, finalmente ne ha una tutta sua! Finalmente non dovrà più rubare quella della vicina! E’ più che felice, mi guarda divertito e sorride. Mi ha perdonata.

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  1. cari loro….e quanta energia sprigiona questo articolo….brava la mia Je!!! Ad ogni modo quella elettrizzata per la nuova esperienza sembri solo tu!!! mmmmmm …speriamo che con il tempo gioiscano anche loro all’idea di andare al nido….soprattutto il povero Ale!!!!baci

  2. Vaya, Jessica, supongo que es una mezcla de sentimientos, entre triste por sensación de abandono en un sitio nuevo y alegre por disponer de ese tiempo que necesitas para ti. Opino que, a pesar de todo, a ellos también les viene bien la guardería, conocen a otros niños, salen de casa, se distraen con otras caras, bailan, cantan, la guardería acabará gustándoles, seguro. Les servirá para ir siendo cada vez más autónomos y aprender de los demás.
    Por tu parte, es tu momento, descansa y aproveha, que, como tú misma dices, la mañana pasa volando.
    Un beso

  3. sono bellissimi!!!!! povero Leo ….. leggendo la tua storia ,ritorno indietro con il tempo, è un momento difficile per i piccoli ma anche per la mamj..!!? avanti sempre!

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