Archivio mensile:settembre 2012

A TE, PEDOFILO CHE LEGGI QUESTO BLOG

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Oggi voglio dedicare questo post a tutti voi pedofili che navigate in rete e che per sbaglio finite a leggere il mio blog. Sì, mi tocca proprio scriverle due righe perchè cavolo…siete davvero tanti! Se non foste quello che siete mi toccherebbe quasi ringraziarvi per il traffico che portate a Gemelli Ribelli.

Come faccio a sapere quanti siete? Grazie ai plugin di wordpress che quotidianamente mi presenta una bella lista di quelle che sono le parole chiave digitate sui motori di ricerca e che conducono al mio blog. Attraverso questa funzione infatti, noto con incredulo stupore che ogni santo giorno alcuni di voi arrivano a me cercando concetti osceni direttamente relazionati ai bambini. Fa proprio pena: nel leggere quelle keywords si rabbrividisce e onestamente, si rimane turbati perchè, almeno nel mio caso, per la prima volta nella vita ho modo di “toccare con mano” una frangia della pedofilia e addirittura, di sentirmi parte fomentante del fenomeno. Mi stupisco sì, perchè un semplice articoletto (“Bambini avvelenati, piselli nudi e amiche ottantenni”) che per di più parla delle mie vacanze estive e certo non fa riferimento alla pedofilia ma alla visione incidentale del mio suocero nudo, per colpa delle parole ‘bambini’ e ‘piselli’ finisce con il diventare possibile materiale d’interesse per voi depravati. Alla fine mi viene anche da sorridere perchè immagino le vostre facce arrapate che sperando di vedere qualcosa di vostro gradimento finiscono invece con il leggere un noioso racconto sulla mia vacanza a Cabra… Leggi il resto di questa voce

NO, NON SONO UNA MAMMA CHE PIANGE IL PRIMO GIORNO D’ASILO

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Ok, ci sono. Siamo tornati in Spagna dopo un luuuuuuungo mese di avventure: preparativi, matrimonio, feste, luna di miele, casa, amici, parenti, ecc….insomma, una bellissima pausa rigeneratrice. Ed ora? Si ritorna alla routine? NO!!!! Nessuno mi può capire fino in fondo, ma io sono super-iper-mega felice perché da oggi, martedì 18 settembre, Ale e Leo iniziano il nido! Sììììììììììììììììììììììì

Ripeto: nessuno può comprendere fino in fondo come io mi senta. Non fraintendetemi, adoro i miei gemellini e quando non ci sono mi mancano un sacco, MA…l’asilo è un’altra cosa! E’ avere mezza giornata per me, per dedicarmi alla ricerca di un lavoro, per respirare, riposare, fare le mie cose in santissima pace, sono 4 pannolini in meno da cambiare, la lotta per farli pranzare non riguarda più me e conseguentemente posso non passare i pavimenti dopo pranzo! Insomma, non avere nessuno che mi possa dare una mano ha reso questo anno e mezzo un pelino pesante e quindi ora, la maestra dell’asilo è “la cosa” più bella che mi potesse accadere! 

“Ale, Leo…sveglia! Sono solo le otto del mattino ma oggi ci dobbiamo svegliare presto!”
Non mi degnano di un respiro, continuano imperterriti a ronfare. Dopo cinque minuti di carezze e richiami, Ale apre finalmente un occhio, sorride e allunga le braccia. E’ la vittima numero 1.
“Vieni con mamma che oggi ti mette un vestito nuovo: la divisa dell’asilo!”
Lui si guarda contento, gli piace la scimmietta che ha stampata sulla pancia.
Idem con Leo che però, a differenza di Ale, continua a dire “Silo, silo” come avesse veramente capito dove dobbiamo andare.

Arriviamo all’entrata del coloratissimo Minimicos, orde di chiassosi bambini dai 9 mesi ai 3 anni sono accompagnati da genitori più o meno frettolosi. Vedo ciucci di ogni colore, dimensione e forma sbucare da ogni lato e poi codine, pannolini, passeggini….il caos degli under 3 mi ricorda vagamente la folla della metropolitana londinese delle 8 di mattina, di quando andavo a lavorare e attorno a me avevo gente di mille colori che facevano più o meno gli stessi assurdi movimenti dei bambini che ora mi circondano (chi si truccava in metro era uguale ad una bambina che oggi non la smette di toccarsi gli occhi saltellando; chi leggeva era uguale ai piccoli che piantano i piedi e si muovono al rallentatore mentre le madri li trascinano verso l’aula; chi stava a fissare il vuoto assomiglia ai bimbi che s’imbronciano e fanno finta di non vedere le maestre che li accolgono Leggi il resto di questa voce

AL MATRIMONIO CON LO SHOWMAN! Parte seconda

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(prima parte)

Oggi pomeriggio parto per il viaggio di nozzeeeee….biènnnnnnnnnn! Ma prima non posso non raccontarvi la seconda parte del mio matrimonio così quando sarò di ritrono non mi ritroverò con troppi arretrati 🙂

Eravamo rimasti alla partenza della sposa, direzione chiesa.
Ovviamente la mia macchina, capitanata dall’autista più bello del mondo (Simone Bertuz, futuro cognato) si avvia per ultima ma purtroppo non con il dovuto ritardo visto che, una volta arrivata nel piazzale della chiesa noto che gli ospiti sono ancora tutti belli ammassati all’entrata della navata principale. Premetto: gli italiani sono arrivati con le proprie auto mentre gli spagnoli sono stati caricati/ammassati in un autobus che da Conegliano (dove risiedevano) li ha portati direttamente a Bibano. L’arrivo degli iberici deve essere stato uno spasso per due ragioni:

1) si vestono in modo particolare in quanto, a differenza degli italiani sobrissimi prediliggono essere colarati e sfoggiare vistosi cappelli o piumaggi per la testa. Insomma, per le curiose vecchiette del paese riunitesi nel piazzale dev’essere stato spassoso vederli scendere uno a uno dal bus con facce divertite e tra schiamazzi che sembrano dialetto veneto ma non lo erano.

2) li avevo ingannati: loro credevano di arrivare a Venezia e invece “sbarcano”a Bibano (dovevo pur convincerli a venire alle nozze, no? Altrimenti povero Raffa :-)) Fatto sta che il centro del mio paesino rurale è ben lontano dagli sfarzi di piazza S. Marco e credo che lungo il tragitto i simpatici parenti se ne siano accorti…con la dovuta sorpresa.

Ad ogni modo, al mio arrivo me li vedo tutti lì che chiacchierano rumorosamente con gli italiani appena arrivati; tutti nel centro della navata, tutti intenti a presentarsi, squadrasi, commentarsi e chiaccherarsi e quindi POCO ATTENTI all’arrivo della sposa. Attendo in auto, sicuramente qualcuno mi vedrà e ordinerà le masse per permettere alla principessa di entrare con tutto il clamore e lo stupore che merita e invece……NO!!!! Nesuno mi vede ed io inizio a cuocermi in auto. Va beh, esco e MI FACCIO VEDERE! Si metteranno al loro posto, no? Ma dov’è quella comare betonega che ho scelto!!! Il vestito non si sistema mica da solo! Non doveva aiutarmi a scendere dall’auto e a ricompormi un po? Tinaaaaaaaaaaa No, non se ne vede traccia…appena la becco quella mi sente. Cerco allora le mie ben 2 sorelle: ce ne sarà una che si ricorda che magari IO ho bisogno di una mano! E invece la risposta è un altro bel no: ne sorelle, ne mamma. Sono sola. Menomale che passa di lì la fedele amica Silvia alla quale chiedo più o meno disperatamente di aiutarmi con il tulle e con lo chiffon….Grazie a Dio Silvia c’è, sempre. Veloce ricomposizione della principessa e si entra.

Si entra???? ‘Na parola….Quelli non ancora consapevopli del mio arrivo sono ancora tutti li in mezzo che intralciano il cammino e per di più l’organista non sembra voler iniziare a suonare! Ma quando mai si è vista una scena del genere in cui la sposa dall’alto dei suoi 154 centimentri (+ 7 di tacco)  deve spingere e tirare gomitate per potersi fare spazio tra la folla. Povera me. Leggi il resto di questa voce