LA MIA GRAVIDANZA E LE AMICHE VENETE Parte seconda

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Dopo i cambiamenti delle amiche trentine, oggi passo in rassegna quelli delle venete perchè per chi non lo sapesse, io sono originaria di Godega di S.U. un paesino in provincia di Treviso (a Trento invece, ho trascorso 8 bellissimi anni per motivi di studio prima e lavoro poi). Venete appunto e pertanto persone -nessuno me ne voglia- più facili dal punto di vista dei rapporti sociali. Piccola parentesi: perchè dico questo? perchè la differenza tra veneti e trenini c’è e si vede. In linea di massima infatti, dal quello che ho potuto constatare nella mia vita, noi del ‘vutu prosuto‘ (come ci chiamano loro) siamo più aperti e meno riservati dei ‘magna pomi’. Da questo principio dovrebbe derivare il fatto che le mie amiche venete siano state ancor più presenti di quelle trentine e invece……no! Ma sapete il perchè? Perchè di quelle sei di cui vi ho parlato ieri, tre sono in realtà venete o friulane mentre la altre sono trentine suisgeneris :-9.
Stereotipi a parte, cominciamo!

TinaTina: lei è il pane ed io la marmellata perchè siamo nate con 10 giorni di differenza, vivevamo nello stesso condominio e le nostre mamme erano amiche d’infanzia…ergo: siamo complementari. E’ stata la prima amica, è quella che mi conosce probabilmente meglio delle altre e quella che, quando rimasi incinta, aveva già dato al mondo Arianna ed era in procinto di sfornare Davide. Grazie a questa esperienza, Tina è stata la mia “Virgilio” nel mondo della gravidanza: consigli, avvertimenti, passaggi di vestitini usati, di creme contro le ragadi, di  botte sulle spalle per ‘non farmi perdere la speranza’…Tina è la mia finestra sul mondo della maternità (e su molti altri aspetti) P.S. è sposata con Andrea, grande uomo, da poco diventato anche eroe del primo soccorso, padre esemplare, amico equilibrato, gentilissimo e abilissimo nel calmare il mio energico Ale.

Bazzola: questa qua la dovreste proprio conoscere tutti. E’ una specie di santa perchè se qualcosa in te non va come dovrebbe (= il fatto che fossi incinta di due gemelli per esempio) la trasfroma nella persona più disponibile, presente e alleata che si possa desiderare. Bazzola era l’amica che mi regalava pacchi e pacchi fazzoletti di carta per la scialorrea, quella che mi prestava la sua sciarpa per coprirmi la pancia quando ormai non stava più sotto il cappotto, quella che si presentò vestita da pagliaccio in ospedale, il giorno della nascita dei gemelli, quella che si emoziona e ti emoziona, quella che ti porta a fare passeggiate e si preoccupa di fare il book fotografico ai bambini perchè si possano avere dei ricordi concreti. In poche parole Bazzola è quella verso la quale sarò sempre in debito (insieme al suo ragazzo CiccioMassi anche lui perla d’uomo).

La Ale: zucchero, miele e fiori. Sono questi gli ingredienti di questa amica lontana, che vive a Londra ma che è mi è sempre vicina. Comprensiva, sensibilissima (ora poi che è nuovamente in dolce attesa…), attenta, delicata ed emotiva, Ale pur se distante è stata capace di sommergermi di attenzioni e consigli. Super materna con i suoi e con i miei bambini, è senza dubbio l’amica che più manca nella vita di tutti i giorni. E’ poi anche quella esagerata che non ha limiti per esempio: se ci viene a trovare a Marbella, lei non porta un regalo ad Ale e Leo, ma ne porta tre a testa e poi, una volta qui ne compra ancora, ed ancora, ed ancora…ora che ci penso, forse è meglio che se ne stia a Londra perchè altrimenti sarebbe l’amica che li vizia :-).

Mi fermo qui e non perché non ci siano altre amiche; all’appello mancano infatti Paola, Martina, Alessia e Francesca per non parlare delle mie sorelle e cugine che ovviamente sono state e sono pietre solide su cui mi sono appoggiata nel corso della gravidanza. Di loro scriverò più avanti perchè questo post sta infatti diventando troppo lungo ed io voglio avere tutto lo spazio per dedicargli gli onori che meritano.

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    • sai com’è: i maschi non sono ne molti nella mia cerchia di amici ne tanto sensibili alla questione gravidanza. E’ come se non se ne accorgessero…con l’argomento non sono stati ne carne, ne pesce…;-)

  1. Che descrizione dolcissima! Ma siete voi i miei pasticcini! Dai li vedo poche volte all’anno e quando li vedo vado letteralmente nel pallone! normale! 🙂

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